Basta plastica: 5 modi per ridurre l’utilizzo della plastica

Basta plastica

Lo sai che l’80 % dell’inquinamento marino deriva dalla plastica?

E lo sai che a causa dell’uso sconsiderato che facciamo della plastica e degli oggetti usa e getta, stiamo uccidendo intere specie ed ecosistemi marini?

Tu puoi fare qualcosa, a partire da oggi stesso. Scommettiamo?

La plastica ha un effetto devastante sul pianeta e in questo periodo se ne sta discutendo fortunatamente un pochino di più. Ma le parole senza i fatti contano ben poco, quindi è ora di mettersi in gioco e contribuire a migliorare questo pianeta.

Perché dobbiamo ridurre il consumo di plastica

Se ti dicessi che entro il 2050 il peso di tutta la plastica negli oceani, supererà il peso di tutti i pesci.

E se ti dicessi che i tuoi figli e i figli dei tuoi figli e gli amici e tutti i bambini del mondo, tra molto poco (parliamo di pochi anni) non potranno più fare il bagno nel mare, a meno che tu non voglia farli nuotare tra i rifiuti.

Se ti dicessi anche che molte tue abitudini mettono a rischio di estinzione tartarughe marine, balene e delfini… ti nomino questi perché so che sono più teneri da immaginare rispetto ad una cernia o un granchio.

E se, infine, ti dicessi che non siamo noi a dirlo, ma un documento dell`UNEP (United Nations Environment Programme), un’organizzazione internazionale che dal 1972 combatte contro i cambiamenti climatici e a favore di un utilizzo consapevole delle risorse per la tutela dell’ambiente.

E poi la United States Environmental Protection Agency  (EPA o USEPA) e l’UNESCO e Sea Sheperd e Greenpeace e una miriade di studi scientifici internazionali…

… mi crederesti?

Su questo blog, in genere parliamo di tutt’altro, lo so.

Ci piace parlare della vita, dei viaggi, di come costruire un furgone camperizzato e di avventure strambe… ma siamo anche amanti della natura, del mare, degli animali e non possiamo chiudere gli occhi di fronte ad un problema così attuale e che coinvolge tutti noi.

Ecco perché ho deciso di raccontarti cosa puoi fare tu, a partire da oggi.

Ti assicuro che ci sono pratiche che puoi mettere in atto da subito e che oltre a far bene all’ambiente e alla salute, aiutano anche il portafogli.

Cotton fioc basta plastica
Non comprare cotton fioc con il gambo di plastica, sono micidiali per l’ambiente!

5 modi per ridurre il consumo di plastica (anche in viaggio), inizia oggi!

Alcune abitudini possono essere cambiate senza troppi intoppi, altre sicuramente richiedono un pochino più di impegno per entrare in testa e cominciare a far parte della routine, ma la costanza è tua amica e i benefici sono troppi per non tentare.

Quindi, come si dice a Roma: daje!

1. Eliminare oggetti in plastica inutili quotidiani

È il momento di dire addio a:

  • Cannucce (a casa e al bar): seriamente ne avete bisogno? Sì? Allora sostituitele con le cannucce in bambù. Sono più esotiche, particolari, riutilizzabili ed eco-sostenibili.
  • Buste della spesa: usate quelle in cotone, le regalano ovunque oppure costano pochi centesimi e sono sicuramente più resistenti di quelle di plastica che si bucano sempre con le scatole a punta.
  • Posate di plastica: sono orrende, i coltelli non tagliano, si spezzano e sono scomode in generale. Usate delle posate degne di questo nome. Se siete in viaggio oppure pranzate spesso al sacco, pensate alle posate in bambù, sono stupende e biodegradabili.
  • Bicchieri di plastica: questo merita un paragrafo a parte (e infatti glielo dedico in fondo a questa pagina). I miei occhi han visto cose che voi umani… al bar o a casa troppo spesso si utilizzano i bicchieri di plastica per bere un singolo goccio d’acqua. Un goccio d’acqua costa all’ambiente centinaia di anni. Non sembra un pò assurdo anche a te? Puoi sostituirli con i bicchieri di carta biodegradabili.

2. La spesa che non pesa (almeno sull’ambiente)

Oltre ad eliminare le buste di plastica per la spesa al supermercato, un altro gigante passo che puoi fare è quello di comprare prodotti freschi (e locali possibilmente), nei mercati di quartiere o dai contadini stessi.

Questo non solo perché probabilmente la qualità dei prodotti che acquisti sarà migliore ma anche perché molte catene di supermercati hanno la strana usanza di incartare frutta e verdura con la plastica. Pezzo per pezzo.

Trovo sia sconcertante questa pratica. Seriamente, perché lo fanno?

Comunque evitando di comprarla, foooorse, i supermercati ridurranno l’acquisto anche loro e quindi, sempre forse, diminuirà la produzione. Sogno? Speriamo di no.

Un’altra ottima abitudine da poter prendere è quella di rifornirsi presso negozi che vendono alla spina saponi e detersivi ecologici.

Non solo eviterai uno spreco di imballaggi e diminuirai i rifiuti, ma farai contento anche il tuo portafogli, dato che generalmente sono più convenienti. In questo sito puoi trovare una lista dei negozi che vendono alla spina in Italia, divisa regione per regione.

3. Sostituisci alcune cose con altre sostenibili o riutilizzabili

Alcuni oggetti che utilizziamo quotidianamente sono in plastica. Fortunatamente stanno nascendo sempre più alternative eco friendly. Ti faccio degli esempi:

  • Spazzolini da denti: tutti li utilizziamo (spero). Lo spazzolino da denti classico è in plastica ed andrebbe cambiato una volta al mese. Possiamo sostituirlo con uno spazzolino in bambù, totalmente riciclabile.
  • Piatti, bicchieri e posate: capisco che se hai ospiti o stai facendo un pic nic, può essere scomodo portarsi i piatti di coccio in giro, ma non cedere alla tentazione di comprare quelli di plastica. Compra piatti, bicchieri e posate di carta o in bambù per le tue feste. E, se sei in viaggio o in camper, i piatti e i bicchieri da viaggio in silicone pieghevole e riutilizzabili sono un mai-più-senza.
  • Assorbenti e pannolini: per le donne esistono alcune alternative più sostenibili rispetto ai classici assorbenti, ad esempio la coppetta mestruale e le mutande assorbenti. Oppure, ancora, gli assorbenti interni in cotone al 100%. Per i bambini esistono i pannolini lavabili in bambù, che oltre a farti risparmiare un sacco di soldi sul lungo termine, evitano anche rossori sul sederino del piccoletto. Lo so, all’inizio può sembrare complicato prendere abitudini del genere, ma pensa al beneficio che ne otterrà il pianeta (e il tuo portafogli).
  • Bustine per raccogliere le deiezioni dei cani: esistono le bustine organiche, non usiamo la plastica per la m****!
  • Cotton fioc: no ai cotton fioc con il gambo di plastica. Sono micidiali: miliardi di cotton fioc ogni anni finiscono nelle discariche e negli oceani.
  • Raccoglitori e organizer: utilizza barattoli in vetro per conservare le tue pietanze in frigo e se devi preparare la valigia, invece di buste per questo e per quello, munisciti di organizer riutilizzabili.
  • La borraccia: immancabile per ogni viaggiatore che si rispetti, ma anche per gli sportivi e chi passa molte ore fuori casa. una borraccia eviterà di comprare bottigliette di plastica mentre sei fuori casa.
  • Saponetta: dura di più, ingombra di meno e non è confezionata in un contenitore di plastica.

Questi sono solo alcuni degli oggetti che sono facilmente sostituibili, sono sicura che troverai molte altre soluzioni. Anzi, se ti viene in mente qualcos’altro, fammelo sapere lasciando un commento in fondo a questo post.

Saponetta basta plastica
Utilizza la saponetta al posto dei classici saponi in flaconi di plastica

4. Ricicla e riusa

Prima di buttare qualcosa, qualsiasi cosa, pensa se può essere usato in un’altra maniera o se può essere utile a qualcun altro.

Lo sai che esistono intere abitazioni fatte con le bottiglie di plastica?

Non sto dicendo che devi metterti a costruire la casetta in giardino con le bottiglie, però sicuramene puoi dare una nuova vita a molti oggetti.

Quando invece giunge al termine l’utilizzo che puoi fare della plastica, ricordati della raccolta differenziata.

La plastica che getti può essere riutilizzata quasi totalmente, eppure, solo il 15% dei rifiuti di plastica viene riciclato nel mondo.

E il resto che fine fa?

Il 25% viene bruciato in inceneritori o termovalorizzatori e il gigantesco 60% va in discarica, finisce nell’ambiente o viene bruciato all’aperto, rilasciando inquinanti e gas serra (dati presi dal rapporto Ocse).

È ora di alzare quel 15%, non trovi?

5. Spargi il verbo!

“Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”

Helen Keller

Sensibilizzare le persone accanto a te è una delle armi più potenti che hai.

Dai il buon esempio a chi ti sta intorno e fai notare come sia possibile e semplice ridurre drasticamente il consumo di plastica. Racconta perché lo fai ai tuoi amici, alla tua famiglia, al bar sotto casa, in ufficio e ovunque.

Rimarrai sbalordito da quanto possa essere efficace il passaparola.

Poi, se sei anche un super eroe, partecipa alle iniziative di pulizia del quartiere o delle spiagge che vengono organizzate dove vivi o dove ti trovi in vacanza.

Quanto pesa un bicchiere di plastica?

Ma che cavolo di domanda è, Giulia?

È ovvio che un bicchiere di plastica pesi pochi grammi. Ma, quanto pesa sul pianeta?

Un bicchiere di plastica rimane sulla terra un tempo talmente lungo che è difficile immaginarlo.

Potrà conoscere tranquillamente 3 generazioni dopo la tua e mentre lui sarà ancora lì a sporcare il mare, tu molto probabilmente sarai già oltre il cancello di San Pietro (o sarai un gruppo di molecole svolazzanti, come direbbe Margherita Hack).

I bicchieri di plastica non sono che una delle cose usa e getta che oramai fa parte del nostro quotidiano.

Pannolini usa e getta, piatti usa e getta, posate usa e getta, incarti usa e getta, bottiglie usa e getta… le bottiglie! Una bottiglia di plastica impiega 1000 anni per decomporsi, milleassurdianni!

Siamo talmente abituati all’usa e getta che non ci sembra neanche più un problema.

Che poi, pensa che paradosso: per bere un goccio d’acqua, ovvero l’elemento essenziale della vita, l’elemento più naturale che ci sia, utilizziamo uno dei prodotti che impatta maggiormente sulla terra.

Senza considerare che la plastica viene dal petrolio poi, non c’è bisogno che ti racconti cosa comporta la ricerca e il prelevamento del petrolio, vero?

Tranquillo, non parlerò delle trivelle, dei disastri ambientali causati dalle petroliere, delle guerre… non mi pare il caso di appesantire ancora di più questo articolo.

Il mio scopo è solo quello di farti fare una domanda in più mentre fai i tuoi acquisti o quando utilizzi qualcosa.

Spero di averti messo qualche pulce nell’orecchio oppure di averti dato qualche idea.

Se hai idee e suggerimenti che pensi possano essere utili per diminuire il consumo di plastica, fammelo sapere, sarò felicissima di aggiornare questo articolo con spunti sempre nuovi.

Lavoro da remoto: lavorare quando e dove vuoi per viaggiare felici…se solo fosse così semplice

Desideri viaggiare il mondo?

Vorresti essere libero dal cartellino e dall’ufficio?

Welcome to the club my friend! 🙂

Questo sarà un articolo un pò fuori le righe.

Non ti racconterò di alternatori elettrici nè di lavori fai da te col legno.

Ti racconterò come la penso sul lavoro da remoto, la possibilità di essere location independent e qualche pillola della nostra esperienza negli ultimi anni.

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Ti piacciono questo tipo di articoli? Fammi sapere nei commenti perché potrei scrivere per ore su questo argomento 🙂

Se non ti interessa allora evito di romperti con le mie paranoie hippy-visionarie.

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Non poteva mancare il mitico menu anche in questo articolo:

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Indice degli argomenti

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Sognare una vita itinerante

Sono anni che io e Giulia sogniamo di:

viaggiare tutto l’anno…

visitare i luoghi più esotici del pianeta…

conoscere nuove culture e aprire la mente verso nuove realtà.

Eppure c’è una piccola, minuscola e insignificante cosa che ci ha sempre fermati…

Indovina cosa?

MONEY MONEY!!!

Eh già, il solito vecchio problema. 🙂

C’è chi non partirebbe neanche con 10 milioni di euro sul conto e chi è partito con 0 € in tasca, lavorando strada facendo durante il viaggio.

Noi non siamo mai stati così avventurosi. O meglio io non lo sono mai stato (Giulia è più avventurosa di me su questo aspetto).

Non abbiamo nessuna eredità da spendere.

Nessun casa da mettere in affitto.

Nessun business avviato.

Insomma non abbiamo nessuna “rendita passiva” e quindi il pensiero di come tirare su lo stipendio è sempre presente.

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Ma più che i soldi, la vera “paura” veniva dal lavoro.

Se hai un lavoro, hai anche i soldi.

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Il lavoro fisso alla Checco Zalone

Facciamo un passo indietro di qualche anno.

Io avevo un ottimo lavoro in Germania.

Il famoso posto fisso con un contratto d’acciaio e una paga mensile dignitosa.

E allora?

Il problema è che non mi piaceva quella vita.

Mi alzavo tutti i giorni sognando di stare in un paesino sperduto del Costa Rica e invece mi ritrovavo a prendere la metro a Stoccarda con -15° e rimanere seduto su una scrivania per 8-10 ore 🙁

Ad un certo punto la mia vita aveva preso una strada molto diversa dai miei sogni.

Perché non cambiare?

Certo! Ovvio che dovevo e dovevamo fare qualcosa.

Ma cosa?

Il mio lavoro da ingegnere mi avrebbe sempre portato ad una situazione identica.

Forse in qualche nazione più stimolante… o forse semplicemente a “casa” in Italia.

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Per non parlare del fatto che sopra i 30 anni le possibilità di essere ammessi a un colloquio calano drasticamente anno dopo anno.

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Ma io volevo un cambiamento serio e quindi ho iniziato a studiare come poter lavorare e allo stesso tempo essere libero di muovermi e viaggiare. 🙂

PS: Se ti interessa posso raccontarti di tutte i pazzi modi che ho provato per guadagnare dei soldi in modo alternativo…non ci crederesti mai!

La passione per il web ed il lavoro da remoto

Gira che ti rigira, le ricerche su un lavoro alternativo portavano sempre a dei lavori da remoto.

Cosa significa? 

Significa lavorare su internet e non essere legato a nessun luogo fisico.

Significa che ti basta un pc e una connessione internet e puoi lavorare e guadagnarti la pagnotta ovunque tu sia. 🙂

Ti faccio degli esempi molto banali di professioni molto diffuse.

Un programmatore non ha bisogno di un ufficio, di un capo e di un orario: può lavorare in proprio, da dove vuole e quando vuole…basta rispettare le consegne.

Oppure uno scrittore: non deve certo timbrare il cartellino e l’ispirazione non arriva ogni giorno dopo la pausa pranzo.

Ma il mondo di internet ha aperto le porte a tutta una serie di nuove figure professionali che non esistevano neanche 10-20 anni fa: social media manager, web developer, copywriter, digital marketing…

Il mondo dell’online oggi permette di lavorare quando e dove vuoi…praticamente quello che cercavamo.

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Non a caso molti full-timers e van-lifers si occupano di gestione di siti web e pagine instagram o di scrivere articoli su blog.

Sicuramente non siamo stati i primi ad aver scoperti i lavori da remoto. 🙂

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Sognare non basta, devi anche farti il cu…lo

Quindi? Così semplice e tranquillo?

Come si dice a Roma…tranquillo è morto @@@

Chi sa come finisce il proverbio? 🙂

Niente è semplice e niente si ottiene facilmente.

Devi sudare e lottare se vuoi ottenere qualcosa.

Quando abbiamo capito che il mondo del web era la strada giusta, abbiamo iniziato a studiare come dei pazzi.

Significa tornare a casa da lavoro e mettersi sui libri per finire un corso di specializzazione (e finire anche la camperizzazione del Ducato).

Significa non demordere anche se i risultati sono quasi nulli.

Sono ormai diversi anni che io e Giulia ci formiamo un pò su tutti i fronti per fare consulenze a business online e per aprire una nostra attività nel digital.

BASTA! Mi licenzio e mollo tutto!

E poi cosa è successo?

E poi come al solito arriva un evento che non ti saresti mai aspettato.

Succede che volevamo cambiare vita ma ancora non avevamo una base solida di lavoro online che ce lo permettesse.

Decidiamo comunque di fare il salto nel vuoto e io presento le mie dimissioni.

Dico al capo:

“la Germania non fa per me, torno in Italia o magari vado in Spagna”.

Sai cosa mi ha risposto?

“E perché non lavori da remoto per me?”

AH AH AH 🙂

Praticamente quello che stavo cercando!

Devo dire che questo mi ha completamente spiazzato.

Ancora oggi non sto apprezzando a pieno la possibilità e la libertà che mi sta dando il lavoro da cui cercavo di scappare.

Ovviamente continuiamo a formarci ed avviare progetti online, ma nel frattempo io lavoro come consulente…da remoto.

Non male alla fine dai. 😉

Conclusioni

In realtà non ci sono delle conclusioni.

Volevo condividere con te una parte della nostra vita che non si vede dalle foto su instagram o dagli articoli del blog sulla camperizzazione.

Il lavoro da remoto e la possibilità di essere nomade ha un ruolo sempre più importante tra i van-lifers e chi vuole viaggiare il mondo per lunghi periodi

Ormai nel 2019 ci sono veramente tanti lavori che si posso fare da remoto.

Tu cosa ne pensi?

Sei un nomade digitale?

Che significa Just Molla? Ecco perché ci chiamiamo così

Che significa Just Molla

Se sei arrivato a noi e al nostro blog probabilmente lo hai fatto cercando roba inerente ai furgoni camperizzati o magari ai viaggi o forse stai cercando informazioni su come costruire un camper fai da te.

Quando hai buttato l’occhio sul nome del sito, è possibile (molto probabile) che ti sia chiesto:

Ma che significa Just Molla?

Che roba è? 

Effettivamente, hai proprio ragione.

È un nome senza senso, a prima vista.

In questo articolo voglio parlarti proprio di questo.

Voglio svelarti cosa si nasconde dietro il nome Just Molla e perché lo abbiamo scelto per rappresentarci.

Devi sapere, infatti, che anche se per te fino adesso sono sembrate due parole totalmente insignificanti e fuori tema, per noi sono importantissime e non avremmo potuto scegliere titolo migliore.

Ti ho incuriosito? 

Continua a leggere per conoscere la storia completa.

Apriamo un blog!

Io e Valerio abbiamo deciso di aprire un blog per raccontare le nostre (dis)avventure e i nostri viaggi in giro per il mondo.

Vogliamo mettere a tua disposizione le nostre esperienze e le nostre conoscenze, nella speranza che possano esserti utili in qualche modo.

Per utili non intendo solo farti trovare spunti e informazioni fondamentali per camperizzare il tuo furgone, intendo anche solo farti staccare la mente dal mondo super agitato che ti circonda, leggendo qualche riga di un articolo più leggero (che riguarda viaggi, esperienze tragicomiche, cani, cibo, e via dicendo).

Prima di aprire questo sito, non solo non avevamo idea di come chiamarlo, ma non avevamo neanche esattamente idea di cosa parlare.

Addirittura non sapevamo se farlo in inglese o in italiano!

Il problema principale era che avevamo tantissime cose da dire ma nulla su cui focalizzarci.

Volevamo parlare del nostro progetto di camperizzare un furgone, dei viaggi con i nostri cani, della vita in Germania, ecc…

Abbiamo deciso di iniziare a scrivere e il resto lo avremmo stabilito con il tempo.

Una cosa era certa: non volevamo precluderci la possibilità di parlare di quello che ci piaceva solo perché il titolo era tutt’altro.

Just Molla Team
Just Molla Team

La scelta del nome per il nostro sito

Poiché era tutto un pò vago all’inizio, abbiamo pensato di orientarci verso un un nome che ci rappresentasse.

Un nome che rappresentasse le nostre idee.

La nostra vita.

Noi.

Volevamo un nome corto e niente di troppo complicato.

A pensarci bene adesso, forse Just Molla è un nome molto semplice per noi, per le ragioni che sto per svelarti, ma lo è anche per te?

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Comunque, ci abbiamo messo qualche giorno a decidere.

Avevamo fatto una lista di nomi che ci sembravano più papabili ma per un motivo o per un altro, alla fine, nessuno ci convinceva abbastanza.

La risposta ce l’avevamo sotto il naso, ma non riuscivamo a vederla.

Finalmente, un giorno, come un fulmine a ciel sereno: JUST MOLLA! È perfetto!

Presi dall’entusiasmo di aver finalmente trovato un nome che piacesse ad entrambi, due minuti dopo abbiamo comprato il dominio.

E scongiurato l’ipotesi del ripensamento.

Cosa è, o meglio, chi è Molla?

L’origine del nome del nostro blog risale a più di 13 anni fa.

Ecco perché…

Se hai fatto un giro nella sezione Chi Siamo, probabilmente ti sei accorto che uno dei membri del nostro team si chiama proprio così, Molla. Ed è un maschio.

Molla, anche detto “topino malefico” è la mascotte ufficiale del nostro progetto.

Voglio parlarti un pò di lui.

Ricordo ancora come fosse ieri quell’afosa giornata di fine Giugno di molti anni fa.

Faceva un caldo pazzesco ed io ero in macchina con mia madre direzione supermercato. Mia madre non ha mai voluto saperne di aria condizionata in macchina e mentre ci dirigevamo verso la nostra meta, quasi liquefatte dal calore, lo vedo.

Era sul ciglio della strada che correva stremato verso chissà dove.

Zoppicava vistosamente ed ero convinta fosse stato investito. Questo poi si è rivelato un bluff, ma ci arrivo tra un attimo.

Senza esitare mezzo secondo mia madre ha inchiodato ed io mi sono catapultata fuori per recuperare quel piccolo stanchissimo affarino nero peloso.

Dal primo sguardo abbiamo capito che non avremmo più voluto fare a meno l’uno dell’altra.

Ovviamente non aveva il microchip e la sua zampa è il risultato di una malformazione genetica che lo porta a zompettare e non a camminare normalmente.

Da questo suo modo di saltellare con quei 5 cm di zampe è uscito fuori il nome Molla.

Vi lascio immaginare cosa significa camminare con un cane che si chiama Molla pur essendo un maschio e che saltella invece di camminare.

È un continuo di sguardi strani e di:

“Poverino! Ma che ha fatto alla zampa!” 

“Signorina il suo cane zoppica!”

“Ma non hai visto che si è fatta male? Poverinaaahh!” 

No, davvero, a volte mi hanno inseguito per farmi notare che il mio cane era zoppo.

Ma quindi che significa Just Molla?

Molla è una parte essenziale della mia vita da tantissimi tempo. Non ricordo un passato senza di lui a dirla tutta.

Il nostro duo negli anni è diventato prima un trio con Peki la pazza e poi un quartetto con Valerio.

Ecco, Valerio è il suo secondo umano preferito. A volte il primo, dipende come si sveglia la mattina.

Valerio e Molla ci hanno messo un pò a capirsi a dire la verità.

All’inizio uno mi guardava con la faccia del: “ma chi è questo e che vuole?” e l’altro mi diceva: “ma questo cagnolino non è normale!”.

Eh sì, perché Molla è decisamente un tipetto fuori dal coro e non tutti riescono a capirlo a prima vista.

Se dovessi descrivertelo con 7 frasi ti direi:

  1. Se tutti vanno in una direzione, lui trova qualcosa di super interessante in quella opposta.
  2. Trova la felicità in ogni cosa. Magnifico, finché non si tratta di una cacca di gatto da mangiare.
  3. È sempre stato un cane socievole con tutti (o quasi) ma stai lontano dal suo tessssssoro. Passare da “sono dolce e coccoloso” a “ti strappo un dito”, è un attimo.
  4. Vuole bene a chiunque incontra ma la lista dei suoi eletti è veramente breve.
  5. 6 kg di roccia pura. È pieno di acciacchi della vecchiaia ma ancora combatte come un toro incazzato.
  6. Ha 3 zampe che funzionano bene ma non lo sa e salta tutti gli ostacoli meglio di un campione di atletica leggera.
  7. Inutile dire che è un genio. Conquisterà il mondo, in questa vita o nella prossima.

In pratica, se il mondo fosse tutto un pò più Molla-style, vivremmo tutti un pochino meglio, probabilmente.

Il nostro strano gruppetto segue un pò le regole del saggio Molla.  

Abbiamo capito che non sempre la strada che ti dicono di seguire è quella che ti renderà felice.

Viviamo nell’ottica che lo spirito con cui si affrontano le difficoltà fa davvero la differenza. Che è inutile sprecare tante energie ad arrabbiarsi per cose di cui non ne vale assolutamente la pena e che le cose che contano sono poche e vanno custodite con cura.

Semplicemente Molla. Ecco che significa Just Molla, il nome del nostro blog.

Che ne pensi, è azzeccato? 🙂

Molla il famoso "topino malefico"
Molla il famoso “topino malefico”

Viaggiare con i cani on the road: ci hai pensato bene?

Viaggiare con i cani

Stai pensando di partire per un viaggio on the road con i tuoi cani?

Sei sicuro di aver preso tutto in considerazione?

Ho due notizie per te, una buona e una cattiva.

Quella buona è che il tuo sogno di vivere un’esperienza unica e scattare foto super romantiche alla Belle e Sebastien è possibile. Quella cattiva è che, appunto, la-vita-non-è-un-film (cantato alla J-Ax) e non basta mettere due ciotole e una cuccia in macchina o in camper e via all’esplorazione del mondo.

Se vuoi viaggiare con i cani on the road, devi avere un minimo di preparazione. A meno che tu non voglia rischiare di mandare a monte tutti i tuoi piani o vivere una vacanza da incubo.

Questo articolo contiene consigli e informazioni utili se stai pensando DAVVERO di viaggiare con i cani, che sia per un week end, per una settimana o che tu decida di intraprendere uno stile di vita alternativo e trasferirti a vivere in un furgone camperizzato o in un camper 😛

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Indice degli argomenti

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La famigliola al completo!
La famigliola al completo!

Viaggiare con i cani: Pro e contro

Lo ammetto, sono una cinofilia-dipendente.

Una di quelle irrecuperabili.

Una di quelle che appena possibile segue corsi e seminari cinofili.

Di quelle che niente mi rende più felice che vedere cani correre liberi e gli ultimi dieci libri che ho letto riguardano cani.

Ne va da sé che i cani fanno parte della mia vita e cerco di coinvolgerli in ogni esperienza possibile.

Ho scelto di viaggiare con i cani spesso, sia in Italia e che all’estero. E che cani! (se ancora non li conosci, ti garantisco che Peki e Molla sono due soggetti davvero particolari).

Non mi illudo che tu abbia una fissazione (quasi) patologica come la mia, ma -MA- se stai leggendo queste righe probabilmente io e te abbiamo (almeno) una cosa in comune: abbiamo a cuore la salute psicofisica del nostro cane… e la nostra.

Ma torniamo ai viaggi.

Le avventure a tratti catastrofiche che ho vissuto con Peki e Molla mi hanno permesso di capire realmente quali siano i pro e i contro del viaggiare con i cani al seguito.

Te li svelo subito.

->Perché NON devi portare il tuo cane in viaggio con te:

  • Se ami passare le giornate tra musei, centri città e centri commerciali: lui non si diverte quanto te. Anzi, molto probabilmente non si diverte affatto.
  • Se non sei disposto ad essere flessibile: non sarai libero al 100% e potresti trovarti a mangiare spesso in macchina e rinunciare a quell’evento super bello che avviene solo una volta ogni 5 anni.
  • Se non vuoi correre il rischio di incappare in imprevisti che possano modificare i tuoi piani: si fa male? Si è rotolato su una gigantesca profumatissima montagna di m… ateriale organico? 😉
  • Se vuoi viaggiare ultra leggero: avrai anche tutta la sua roba dietro!

Tranquillo, non ci sono solo lati negativi!

->Perché non puoi fare a meno di viaggiare con il tuo cane:

  • Ti costringerà a passare più tempo nella natura che altrove: non c’è bisogno ti spieghi i benefici di ciò, vero? 🙂
  • Darà sempre un pizzico di avventura in più alle tue giornate: c’è qualcuno che non ama il brivido avventuriero?
  • È un ottimo compagno di viaggi: ascolterà le tue chiacchiere a vanvera e la tua musica improbabile, senza battere ciglio.
  • Senso di sicurezza: Mettiamo tu ti trovi in tenda o in camper in qualche posto sperduto, un allarme canino può farti dormire sonni decisamente più tranquilli.
Valerioi Peki e Molla di fronte al castello del Liechtstein
Valerioi Peki e Molla di fronte al castello del Liechtstein

Qual è il modo migliore per viaggiare con i cani?

Il modo migliore, a mio avviso, per portare il proprio amico a quattro zampe in giro per il mondo con noi è attraverso un mezzo proprio. Che sia una macchina, un camper, un furgone camperizzato o uno school bus americano.

Avere un mezzo proprio ti consente di evitare autobus, treni, taxi e aerei che spesso non consentono l’accesso ai cani o non hanno sistemazioni comode.

Questo, tra l’altro, è uno dei motivi principali per cui abbiamo deciso di convertire un vecchio furgone in un camper.

->Ma cosa dice la legge riguardo al trasporto di cani in auto o in camper?

L’art. 169 del codice della strada italiano non fa una vera e propria distinzioni tra veicoli.

Quindi per il trasporto di cani in un camper o in un furgone camperizzato valgono le stesse regole delle autovetture.

Per chi viaggia con un solo animale domestico, in pratica, non ci sono particolari restrizioni, l’importante è che non costituisca un pericolo per la guida.

La faccenda si complica, ma neanche troppo, per chi viaggia con più di un animale. In questo caso bisogna tenere separati gli animali dal vano di guida attraverso una rete o altro mezzo idoneo (che poi, idoneo per chi? ) oppure tenerli custoditi in un kennel o trasportino.

Se hai intenzione di viaggiare all’estero, fai attenzione. In alcuni paesi, come la Germania, c’è l’obbligo di mettere in sicurezza il cane tramite trasportino/box, cintura di sicurezza per cani o una grata divisoria.

Ti consiglio di consultare il codice della strada del paese dove vuoi recarti.

->Cosa dice il buon senso?

Anche se la legge italiana pare non essere troppo restrittiva riguardo al trasporto per chi vuole viaggiare con i cani e altri animali domestici, c’è da fare qualche piccola constatazione.

Se hai un cane che riesce a stare fermo in macchina quanto Angus Young riesce a stare fermo sul palco, direi che hai un problema da risolvere. Più avanti ti darò qualche suggerimento utile se il tuo cane soffre la macchina, è agitato o ne ha paura.

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Se invece il tuo cane è tranquillissimo in viaggio ma temi per la sua incolumità, puoi pensare di utilizzare delle cinture di sicurezza per cani (PER CANI) che si agganciano al sedile posteriore e alla pettorina. Solo alla pettorina, le cinture per cani allacciate ai collari sono molto pericolose.

Ancora più sicuro, secondo i crash test effettuati dal Touring Club Svizzero, è l’utilizzo di un Kennel (o trasportino) in viaggio. Attenzione però, se il tuo cane non ha mai visto un kennel in vita sua, devi abituarlo gradualmente all’utilizzo e deve essere abbastanza grande in modo che si possa almeno girare.

In qualsiasi modo tu decida di portare in giro il tuo cane, non puoi esimerti dal farlo scendere dall’auto per farlo sgranchire e bere spesso. 

Giulia e Peki da qualche parte in Germania
Giulia e Peki da qualche parte in Germania

Prima di partire per il tuo viaggio on the road

Prima di portare i cani in viaggio devi prendere in considerazione diversi aspetti.

È bene che tu sia preparato per non ritrovarti all’ultimo minuto impossibilitato a partire. O peggio con un’esperienza da incubo sulle spalle.

-> Stato di salute e carattere del cane

A volte il desiderio di portare il cane con noi ovunque e la voglia matta di vederlo felice correre in spiaggia o in montagna, offuscano ai nostri occhi le situazioni reali.

Spesso non viene dato il giusto peso alla condizione fisica e mentale del cane e ci si può trovare in situazioni davvero scomode.

Conosco bene questa condizione.

Peki non è esattamente il tipo di cane che si trova a suo agio in tutte le situazioni. E se non si trova a suo agio ha due reazioni possibili: può trasformarsi in una piccola pecorella smarrita o in un orso polare incazzato.

Ora, te lo immagini un orso bianco sotto il tavolino di un bar a piazza Navona? 

Non ho voluto rinunciare a lei come compagna di avventure.

Ho imparato a riconoscere quali fossero le situazioni idonee per lei e ho adattato i miei viaggi e le mie gite fuori porta alle sue esigenze.

Con questo voglio dirti che prima di decidere la meta e come arrivarci, DEVI IMPRESCINDIBILMENTE NECESSARIAMENTE ASSOLUTAMENTE conoscere il tuo cane.

Inizia con queste domande:

  • Che età ha? Un cucciolo ha esigenze diverse da un adulto e da un anziano. Sia che tu abbia un cucciolo che un cane anziano, scordati che tu possa scalare il Monte Bianco o non prevedere lunghi momenti di pausa durante la giornata.
  • Soffre la macchina? Prima di affrontare un viaggio on the road, assicurati che il tuo cane tolleri bene il trasporto. Non è pronto? Più avanti ti svelerò qualche suggerimento utile.
  • Non ama posti chiusi e affollati? Organizza il tuo viaggio considerando che non potrà entrare ovunque. Oppure organizza il tuo viaggio scegliendo solo posti in cui lui si senta tranquillo.
  • Non tollera bene i propri simili? Idem come sopra.

Aggiusta i tuoi piani in modo che siano compatibili con le sue esigenze.

Un cane infelice o sotto stress può davvero mettere a dura prova la tua salute mentale e il tuo viaggio.

->Passaporto per il cane

Se stai pensando di recarti all’estero con il tuo cane (ma anche gatto o furetto), avrai necessariamente bisogno del passaporto per animali da compagnia.

Il passaporto viene rilasciato dalla Asl sezione veterinaria della tua zona e per averlo il tuo cane deve:

  • Avere più di 3 mesi di età.
  • Essere riconoscibile tramite il microchip.
  • Avere in corso di validità il vaccino contro la rabbia. Se è la prima volta che viene vaccinato contro la rabbia o se è scaduto il richiamo precedente, devi assicurarti di farlo ALMENO 21 GIORNI PRIMA del rilascio del passaporto.

Il passaporto è sufficiente per viaggiare con i cani negli stati membri dell’Unione Europea, fatta eccezione per i viaggi verso la Finlandia, il Regno Unito, l’Irlanda, Malta e la Norvegia dove è inoltre necessario il trattamento dei cani contro l’echinococco (un parassita intestinale, una tenia, un verme piatto).

Per approfondire questo argomento, ti consiglio di parlare con il tuo veterinario, con largo anticipo rispetto alla presunta partenza e di consultare il sito del ministero della salute.

->Cosa mettere in valigia

Non so te, ma io mi riduco sempre all’ultimo minuto per fare lo zaino. Non lo faccio apposta. Valerio mi odia per questo ma… niente, non riesco proprio ad organizzarmi prima.

La borsa dei cani invece, il più delle volte, riesco a farla (addirittura!!!) qualche ora prima.

Forse perché nel caos generale ho paura di dimenticare qualcosa di fondamentale per loro.

Con gli anni ho capito cosa non deve mancare nella valigia dei miei cani:

  • Passaporto: altrimenti non usciamo dall’Italia.
  • Ciotole per il viaggio: comodissima è la ciotola in silicone che metti nello zaino e occupa pochissimo spazio, la trovo ideale per ogni situazione on the road. La apri ci metti l’acqua o il cibo e la richiudi. Una svolta. La ciotola da viaggio antigoccia invece permette di tenere l’acqua sempre a disposizione, anche in auto o in camper in movimento.
  • Cucce: un paio. Un paio di cucce a testa. Per cucce intendo le loro coperte e i loro cuscinoni. Perché due a testa? Semplice. Peki è una rotolatrice seriale su tutto ciò che è putrido e puzzolente. Molla invece comincia ad avere un’età e il gocciolone di pipì è sempre all’agguato. È quindi indispensabile per me e per loro che abbiano almeno una cuccia di scorta.
  • Salviette salvavita: per i motivi di cui sopra delle buone salviette per pulire i cani non mancano mai nello zaino.
  • Museruola: la museruola a gabbia è sempre la migliore scelta. Lo so che il tuo cane sembrerà più simile ad Hannibal Lecter, ma questa gli garantisce di respirare bene, di abbassare la temperatura corporea nel caso facesse caldo, di bere ed anche prendere qualche premietto. Onestamente non l’ho mai usata, ma la legge richiede di averla dietro. Siccome non voglio problemi se dovessero fermarmi, specialmente all’estero, la porto con me.
  • Asciugamani: nel caso dovessero prendere pioggia o tuffarsi da qualche parte. Questo non toglierà il piacevolissimo odore di cane bagnato dai tuoi sedili, ma limiterà i danni.
  • Medicinali: un disinfettante come il Clorexyderm e un antiparassitario nel caso l’effetto del trattamento scada durante il viaggio.
  • Cibo: Ovviamente.
Peki a Texel nel nord dei Paesi Bassi
Peki a Texel nel nord dei Paesi Bassi

Viaggiare con i cani: scegli le tue mete con attenzione

Fortunatamente, sempre più persone stanno accantonando l’idea di cane come “accessorio da giardino” e i social sono pieni di foto di cani in vacanza, al parco, in montagna e… sui divani.

Puoi trovare cani anche al supermercato e nei mega centri commerciali… ecco, no,  NO, NO bueno!

Non per niente, ma i cani in queste situazioni sono per lo più in preda a stress e panico.

Non mi credi?

Guarda tu stesso. Vari comportamenti possono indicarti se un cane è sotto stress o in preda alla paura, i più riconoscibili sono:

  • coda tra le zampe
  • tremori
  • tira al guinzaglio o cerca di scappare
  • pupilla dilatata e bianco dell’occhio ben visibile
  • sbadiglia
  • saliva schiumosa e bianca
  • orecchie all’indietro
  • ansima
  • si gratta
  • ecc..

Portare il tuo cane con te è sicuramente una cosa meravigliosa, ma assicurati che lo sia per entrambi!

Detto ciò, puoi portare il cane quasi ovunque ormai. Molti paesi sono super dog-friendly e altri si stanno attrezzando lentamente.

Viaggiare con i cani ti impone degli accorgimenti sulla scelta delle tue destinazioni.

La prima cosa che devi considerare è che non potrai lasciare il cane da solo in auto o in camper specialmente durante il periodo estivo. Le temperature interne al mezzo salgono velocemente e rischi veramente brutte sorprese.

Anche lasciarlo da solo in una camera nuova di un B&B non è una buona ideaa. È un ambiente nuovo e sconosciuto e il tuo cane potrebbe non stare sereno, soffrirne e fare danni. Passare da “è sempre stato buonissimo e bravissimo” a “non l’aveva mai fatto prima” è un attimo.

Se proprio devi andare da qualche parte dove lui non può entrare, puoi organizzarti con un dog-sitter da trovare in loco. La cosa può rivelarsi un’impresa, ma con un minimo di organizzazione è possibile.

Pawshake e Dogbuddy sono due siti utili: mettono in contatto dog-sitter e proprietari un pò in tutta Europa. Puoi leggere i curriculum dei dog sitter e le recensioni di altri utenti.

Valerio Peki e Molla al lago di Braies
Valerio Peki e Molla al lago di Braies

Chicche cinofile: Cosa fare se il tuo cane soffre la macchina

A qualcuno potrà sembrare strano, ma alcuni cani soffrono la macchina.

Questo disturbo è chiamato cinetosi.

La cinetosi coinvolge l’apparato vestibolare del cane, ovvero gli organi deputati all’equilibrio e causa:

  • tremori
  • ansia
  • salivazione eccessiva
  • vocalizzi
  • vomito
  • respiri affannosi
  • irrequietezza generale

È un problema abbastanza comune nei cuccioli e può sparire o affievolirsi molto con l’età.

Questo senso di malessere può essere vissuto come un vero e proprio trauma per il cane, che può sviluppare una paura generale del veicolo e continuare a presentare gli stessi sintomi anche se il disturbo di cinetosi in sé scomparisse.

Inoltre, la paura della macchina può portare il cane a tentare di scappare, a rifiutarsi di salire in macchina e a volte può cominciare a manifestare i sintomi sopra decritti ben prima di entrare nel veicolo.

Cosa puoi fare quindi?

Puoi prendere degli accorgimenti per ridurre il problema:

  • Il primo consiglio che mi sento di darti è di non far viaggiare il cane a stomaco pieno ma nemmeno a stomaco vuoto. L’ideale è dargli un pasto leggero un’oretta prima del viaggio in modo tale che lo stomaco assorba i succhi gastrici e si limiti il senso di nausea.
  • Inizialmente fai viaggi brevi in direzione di posti piacevoli per il cane. Eviterai che associ la macchina a qualcosa di negativo.
  • Fai circolare aria fresca nel veicolo.
  • Lo zenzero è un rimedio naturale che aiuta a combattere il mal d’auto. Puoi somministrarglielo prima di partire e questo ridurrà il senso di nausea, il vomito e l’ipersalivazione.
  • Alcuni cani riescono a viaggiare più tranquilli dentro un trasportino o un kennel. Questo perché nel kennel il cane ha più facilità a trovare l’equilibrio a patto che: sia vissuto in maniera positiva (ci entra dentro volentieri), abbia un pavimento antiscivolo e sia abbastanza grande da permettergli di girarsi.
  • Se il cane scappa o comincia ad agitarsi appena vede il veicolo, devi iniziare a lavorare a piccoli passi per rendergli la macchina o il camper piacevole. E per piccoli intendo piccolissimi. Possono volerci settimane. Devi partire dal fare attività piacevoli vicino al mezzo spento, per poi passare nel veicolo (sempre spento), poi con mezzo acceso senza muoversi e via dicendo. È un procedimento lungo e un buon educatore cinofilo potrà aiutarti in questo.
Peki dalle parti del Turano
Peki dalle parti del Turano

Conclusioni

Viaggiare con i cani può non essere semplice se non entri nell’ottica che le tue giornate ruotano anche intorno a loro.

Come ti dicevo prima, Peki non è un cane da città, in compenso è amante della libertà, degli spazi immensi, del mare, della montagna, dell’esplorazione, del fango sulle zampe e delle zozzerie che trova per terra. E, in fin dei conti, io sono come lei. Tranne per l’ultima cosa.

Io non posso immaginare di stare mesi lontana da Peki e Molla, e tu? Quali sono le tue esperienze?

Dietro le quinte della conversione del nostro furgone

Dietro le quinte

Da quando abbiamo deciso di acquistare un furgone, le nostre vite sono decisamente cambiate: ho deciso di parlarti di quello che si nasconde dietro le quinte di questa decisione.

Se non è la prima volta che capiti da queste parti, probabilmente sai che qualche mese fa abbiamo comprato un furgone per convertirlo in un camper.

Un’idea un pò folle, forse, considerando che avevamo zero (ZERO) esperienza di furgoni e di conversioni. 

Siamo in fase di allestimento, ma ho deciso di raccontarti tutto il lavoro che abbiamo affrontato fino adesso.

In pratica stai per scoprire cosa c’è dietro a tante belle foto colorate e piene di sorrisi.

Potrebbe esserti utile se stai pensando anche tu di intraprendere questa avventura.

La prima neve dell'anno
La prima neve dell’anno

La scelta del furgone: dietro le quinte

Era iniziato come un normalissimo Sabato mattina, ingenui noi.

Ci siamo alzati con calma, giro tra i campi con i cani, colazione e poi invece di andare a fare le solite compere al supermercato, siamo entrati in un concessionario. 

Il primo mezzo che siamo andati a vedere era rosso, un Volkswagen T5. Ci sembrava enorme, bellissimo, perfetto. 

In preda a un delirio adolescenziale, stavamo per lasciare la nostra cara Alfetta per tornare a casa con quel furgoncino che avevamo già arredato nella nostra testa.

Fortunatamente, per un soffio e per qualche secondo, la razionalità ha fatto capolino: costava troppo e non era messo poi tanto bene.

Da questo momento in poi: ADDIO WEEKEND DI RIPOSO.

A quel sabato mattina, ne sono seguiti altri, e altri ancora.

Una volta siamo arrivati ad un concessionario distante circa un’ora da casa. Era un parcheggio enorme, con molti mezzi. Talmente grande che i titolari non hanno notato la nostra presenza, quando hanno deciso di chiudere mezz’ora prima dell’orario di chiusura.

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Tra l’ansia che spuntassero due simpatici Rottweiller a farci compagnia e il dover dare spiegazioni alla polizia tedesca, abbiamo optato per scavalcare. Il cancello con delle cattivissime punte di ferro era l’unico punto possibile poiché alto meno di due metri e fortunatamente senza filo spinato.

La ricerca del nostro furgone sembrava interminabile. 

Mesi alla ricerca disperata del furgone perfetto.

La verità è che più cercavamo furgoni, più capivamo di cosa avevamo bisogno.

Se vuoi acquistare un furgone da camperizzare ecco 5 pratici consigli che ti faranno risparmiare del tempo.

Una delle prime foto con il Ducato (e cani che amano essere fotografati)
Una delle prime foto con il Ducato (e cani che amano essere fotografati)

Ma come si converte un furgone in un camper?

In realtà questa dovrebbe essere la prima domanda da porti, se non ti fai prendere dalla foga del momento.

Sì, esattamente come abbiamo fatto noi.

Ci sono due aspetti fondamentali da considerare: la burocrazia e la parte pratica.

Per quanto riguarda la burocrazia, leggi come omologare un furgone camperizzato, frutto di ricerche che potrebbero toglierti veramente molto molto tempo.

Una volta scelto e capito come camperizzare un furgone, è il momento di rimboccarsi le maniche.

Da dove si comincia? 

Da Internet.

Se non sei pratico di artigianato o di carrozzeria, c’è poco da fare, devi studiare.

Eh sì, dietro le quinte della nostra idea si nascondono (anche) giornate intere passate a guardare video, leggendo forum e articoli, chiedendo consigli, ecc…

Come muoversi e fare un piano del progetto richiede veramente tanto tanto lavoro.

Tolti i lavori meccanici e sulla carrozzeria, il primo problema con cui ti scontrerai, se hai deciso di camperizzare un furgone, riguarderà l’isolamento.

Dopo innumerevoli ricerche, abbiamo racchiuso tutto nella guida definitiva per l’isolamento del furgone, dove puoi trovare dei consigli utili che sicuramente potranno schiarirti le idee su come procedere.

I materiali e gli attrezzi

Una volta stabilito più o meno come procedere, si passa al dubbio materiali e attrezzi.

Sia chiaro, più soldi hai da investire in questo progetto, meno problemi ti farai, anche in questa selezione.

Se invece, come noi, hai tanta buona volontà, ma un budget limitato, allora:

dimenticati la vita sociale, perché da questo momento in poi, il tuo tempo libero e i tuoi weekend, li passerai dentro un negozio del fai da te o nel furgone. 

Anche se decidessi di fare le cose con calma, non resisterai alla tentazione di andare a vedere quel legno o di comprare quel seghetto alternativo.

E la caccia al miglior rapporto qualità/prezzo non terminerà mai.

È scientificamente provato. 😛

Abbiamo terminato da poco l’isolamento del Ducato. Ci è costato diverse ore di lavoro perché la scelta dei materiali non era affatto scontata e perché incastrare decine e decine di pezzi di pannelli di XPS nella lamiera, non è un’operazione proprio rapida.

Valerio e le spese pazze da Obi
Valerio e le spese pazze da Obi

Quanto tempo serve?

“Un paio di mesi ed è tutto pronto!”

“Che ci importa che arriva il freddo!”

“A fare l’isolamento ci metteremo mezza giornata!” 

Ecco alcune tipiche frasi che abbiamo detto quando avevamo idea di… di nulla!

Premesso che ci divertiamo come matti, che siamo super motivati, che ci sembra un sogno che stiamo realizzando, ecc… devo riconoscere che è una bella sfida. 

Abbiamo decisamente sottovalutato il tempo necessario per camperizzare un furgone.

A nostro sfavore abbiamo sicuramente il fatto che non disponiamo di un garage e lavoriamo nei parcheggi pubblici o davanti casa, spesso di sera e sotto gli occhi perplessi dei vicini.

In più, a farci compagnia, c’è il meteo tedesco, che rende la situazione decisamente più complicata.

Fino adesso, tra gli imprevisti, ci siamo quasi intossicati per rimuovere la colla dalla carrozzeria, ho macchiato la mia giacca preferita con la schiuma di poliuretano che mi è finita anche tra i capelli e ora ho una ciocca mozzata.

Ci siamo letteralmente congelati il giorno che abbiamo chiuso i buchi sulla carrozzeria e mandati a quel paese senza motivo e svariate volte mentre giravamo esausti nei negozi del fai da te.

Il bello è che siamo ancora a metà dell’opera!

Durante i lavori di sera
Durante i lavori di sera

Conclusioni

Dietro le quinte di questa idea, per noi c’è un lavoro enorme, mentale e fisico.

Speriamo che tutto ciò avrà un senso prima o poi!

Tu hai convertito il tuo furgone? Quanto tempo hai impiegato?

Raccontaci la tua storia nei commenti qui sotto!

Vivere in Germania: la nostra esperienza

Tübingen dall'alto

Ormai sono quasi due anni che viviamo in Germania, ed è ora per noi di tirare le somme di questa esperienza.

Ci siamo trasferiti in terra tedesca per scelta. Volevamo fare un’esperienza nuova, approfittando di un’opportunità lavorativa nelle mani di Valerio.

Siamo partiti consapevoli del fatto che non sarebbe stato facile sotto molti aspetti e che probabilmente non avremmo trovato la terra dei nostri sogni.

Il clima era la cosa che ci spaventava di più. Siamo entrambi amanti del caldo e Stoccarda non è decisamente un posto tropicale.

Giulia e Peki per la Germania
Giulia e Peki per la Germania

Cercare casa in Germania

I primi problemi sono iniziati prima del trasferimento definitivo. A metterci in crisi fin da subito è stata la ricerca di una casa per noi e i nostri due cani.

Abbiamo cominciato mesi prima della data della partenza a contattare, via email e via telefono, annunci su annunci trovati su internet. Inizialmente scrivevamo in inglese, poi ci siamo fatti scrivere da alcuni amici qualche riga di presentazione in tedesco e abbiamo cominciato a mandare innumerevoli email.

Nella migliore delle ipotesi ci hanno risposto che l’annuncio non era più disponibile o che non accettavano cani. La maggior parte, nemmeno ci ha degnato di risposta.

Per aumentare la nostre possibilità, un paio di mesi prima del trasferimento, siamo stati una settimana a Stoccarda, in giro per tutte le agenzie immobiliari possibili. Niente. Zero case libere. Meno di zero quelle libere per due stranieri con due cani.

A Stoccarda si dice che “è più facile trovare lavoro in Italia che casa in Germania”. Niente di più vero. Abbiamo conosciuto connazionali e non, che dopo anni (anni!!!!) ancora non trovano una sistemazione decente e vivono in appartamenti condivisi con molte persone.

[alert type=”general” dismiss=”yes”]Il problema del trovare un alloggio è diffuso specialmente nel Baden-Wüttemberg, la regione dove ci troviamo.[/alert]

Il momento della partenza si avvicinava e incredibilmente ci arriva una proposta di un’agenzia. Una casa con contratto temporaneo di massimo 6 mesi. Presa al volo, pagata il doppio. Casa minuscola in un contesto scomodissimo per noi. E dopo due mesi siamo scappati.

Quasi per miracolo abbiamo trovato una nuova casa. Non si può definire a buon mercato ma è un appartamento semi nuovo e spazioso. Non avevamo alternative e i proprietari studiano italiano e amano i cani. Possiamo ritenerci fortunati tutto sommato.

Consigli utili per cercare casa in Germania

  • Scrivi o fatti scrivere una email di presentazione in tedesco in cui dichiari chi sei, di dove sei, cosa fai, se hai moglie/marito e figli e/o cani.
  • Invia la email di cui sopra a tutti gli annunci di case che trovi sui vari siti per trovare casa in Germania. I principali sono:
  • Non limitarti a cercare in zona centrale, dai un’occhiata ai paesi e le città nei dintorni, in genere sono collegati molto bene.
  • Iscriviti ai vari gruppi su Facebook di connazionali che si trovano in Germania. In genere, c’è solidarietà.
  • Contatta direttamente le agenzie immobiliari ma ATTENZIONE! In questo caso dovrai pagare l’agenzia per il servizio. In pratica se sei tu a trovare casa tramite un annuncio (anche se pubblicato da agenzia) non devi pagare nulla oltre la caparra e la mensilità. Se invece chiedi all’agenzia di cercarti casa dovrai pagare anche il servizio dell’agenzia immobiliare (in genere chiedono una o due mensilità).
  • Buona fortuna!
Valerio e Peki nella Schwarzwald
Valerio e Peki nella Schwarzwald

Si trova lavoro in Germania?

Sì, in Germania si trova lavoro. O meglio, non è troppo difficile trovarlo.

Se è vero che la conoscenza della lingua non è sempre obbligatoria, è anche vero che è essenziale per lavori specializzati. Anche in aziende dove si parla inglese, dove arrivano persone da tutto il mondo, spesso richiedono e fanno il colloquio anche in tedesco. Le aziende dove è sufficiente ma necessario un alto livello di lingua inglese sono un’eccezione.

Spesso il tipo di lavoro che si trova non corrisponde alle aspettative personali proprio perché viene sottovalutato il valore della conoscenza della lingua.

Per trovare lavoro senza conoscere il tedesco abbiamo conosciuto diverse persone che si sono affidate alle Leihfirma, delle agenzie che assumono personale e lo smistano per varie aziende per determinati periodi di tempo. C’è da dire che esperienze che ci hanno riportato con queste agenzie non sono state sempre positive.

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Molti italiani arrivano in Germania con l’idea di lavorare nei ristoranti, almeno inizialmente. Pessima idea se non sei un professionista del mestiere. I candidati per questo tipo di lavoro sono tantissimi ed essere assunti con un contratto decente è molto difficile.

Per quanto ci riguarda direttamente, siamo arrivati in Germania che Valerio aveva già un contratto di lavoro in mano ed io ho iniziato a lavorare meno di un mese dopo il nostro arrivo. Conoscevamo l’inglese ma non sapevamo una parola di tedesco. Abbiamo sfruttato entrambi le nostre competenze ed esperienze passate, anche se in ambiti totalmente differenti e questo ha fatto si che ci bastasse l’inglese per un pò.

Stoccarda dall'alto
Stoccarda dall’alto

La lingua è davvero così difficile?

Dipende anche da quanto sei “portato” ad apprendere una nuova lingua, ma in generale sì, non è una lingua semplice.

Il problema è che facile o difficile che sia non è una lingua che puoi imparare se non studi costantemente. Studiare costantemente richiede tempo e perseveranza, che noi purtroppo non abbiamo avuto.

Lavorando tutto il giorno e con zero voglia di metterci sui libri nel weekend siamo arrivati a distanza di quasi due anni che ancora non sappiamo fare un discorso in tedesco.

C’è da dire che il nostro impegno ha avuto un calo notevole quando abbiamo definitivamente capito che avremmo lasciato la Germania prima o poi.

Ma è essenziale conoscere il tedesco?

Sì se hai intenzione di vivere in Germania e integrarti nel paese.

A differenza dell’Olanda ad esempio, in Germania non è per nulla scontato che le persone parlino inglese, anzi. Abbiamo incontrato tantissimi problemi nel capire e nel farci capire in diverse situazioni, anche le più banali.

L’importanza di conoscere il tedesco si riflette anche nella vita sociale. Poche, pochissime persone sono disposte a fare amicizia con chi non parla la propria lingua. Ecco dunque che si creano gruppi di connazionali ovunque e che persone partite in cerca di una buona occupazione, si ritrovano a fare qualcosa di meno qualificante.

Schlossplatz
Schlossplatz

Il clima

Il nostro reale cruccio. Sapevamo in partenza che non sarebbe stato idilliaco trasferirsi in Germania proprio per il meteo che ci si presentava. E dopo due anni in terra tedesca, confermo che fa freddo. A tratti freddissimo.

Mai come quest’anno mi sono resa conto di quanto il clima possa condizionare l’umore. Qui in Germania quest’anno l’estate non è praticamente mai arrivata, a parte sporadiche giornate serene. Nel periodo autunnale e invernale, abbiamo passato anche mesi senza vedere il colore del cielo. Eravamo sotto una nube grigia continua e con temperature che hanno raggiunto anche -14 gradi.

Secondo la nostra esperienza, il clima ha un impatto fondamentale sulla vita. Mi rendo conto sia un discorso soggettivo ma a mio avviso chi decide di trasferirsi a vivere all’estero, in un paese dove il clima è peggiore di quello di provenienza, deve avere davvero un’ottima motivazione.

Freddo freddo freddo
Freddo freddo freddo

Il cibo

Purtroppo veniamo dall’Italia e a parer mio è un punto a sfavore sotto diversi aspetti per chi decide di andare a vivere all’estero. Il clima ad esempio, in Italia abbiamo un clima eccezionale. E il cibo.

In Italia abbiamo frutta e verdura talmente saporita che difficilmente si può ritrovare altrove. Anche i prodotti importati non hanno lo stesso sapore rispetto a quelli comprati in casa. Favoriamo generalmente l’acquisto di prodotti locali, ma la scelta chiaramente non è tanta.

Di positivo c’è però che con tutti gli espatriati pizzaioli italiani che ci sono qui in Germania, di sicuro trovare una pizza decente non è mai stato un problema. Il che è ottimo.

Vegan Yogurt a Tübingen
Vegan Yogurt a Tübingen

Come si vive in Germania?

In Germania si vive bene. Benissimo se non ami particolarmente il caldo e hai intenzione di integrarti in tutto e per tutto.

Ecco alcune differenze sostanziali rispetto all’Italia:

  • I mezzi di trasporto costano ma ci sono, funzionano e raramente sono in ritardo.
  • La macchina del sistema sanitario funziona.
  • Lo stato c’è e viene in aiuto in diversi modi.
  • La burocrazia è consistente ma le pratiche si svolgono in maniera estremamente rapida.
  • Mettersi in proprio o aprire un’azienda è molto meno complicato.
  • La criminalità è a livelli bassissimi.
  • Elevato senso civico generale.
  • Quasi dimenticavo, la birra! La birra è eccezionale.

In definitiva, la Germania è il posto ideale per chi cerca un paese civile e vuole provare a costruirsi un futuro mettendo in conto tutte le difficoltà che si incontrano e di cui ho discusso sopra.

Le nostre conclusioni

Vivere in Germania (come in Olanda) è stata ed è un’esperienza che ci mette alla prova, anche duramente. Ci ha dato la possibilità di conoscere altre realtà e scoprire luoghi bellissimi di cui ignoravamo l’esistenza.

Sopratutto abbiamo scoperto possibilità e prospettive che prima non avremmo nemmeno immaginato. Ci ha aiutato a rimettere in discussione tutto. Le nostre priorità, i nostri obiettivi e la vita in generale. Le esperienze che abbiamo raccolto ci hanno aiutato a conoscere meglio noi stessi e ci hanno sicuramente reso più forti di prima.

In cima a Tübingen
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