Impianto elettrico del camper: cosa devi sapere…se non ne sai niente!

Sei un esperto elettricista?

Sai bene cosa si intende per 12V, inverter, pannelli solari e fusione nucleare?

Allora lascia perdere questo articolo. Sarebbe troppo semplice per te…anche se non sai niente della fusione nucleare. 🙂

In questo articolo proverò a dare un’infarinata generale su cosa ognuno dovrebbe tenere a mente quando si parla di impianto elettrico del camper.

Premetto che non sono assolutamente un Senior Electrician, quindi qualsiasi critica, suggerimento o aiuto saranno sicuramente ben accetti (i commenti servono a questo no?!).

Un vecchio e sconosciuto crucco una volta disse:

Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.

ALBERT EINSTEIN

Con tutta la buona volontà non credo di saper spiegare come fare l’impianto elettrico di un camper a mia nonna…

O forse lo saprei anche fare…ma lei non capirebbe comunque 🙂

Torniamo a noi.

Questo sarà un articolo molto basico.

Ti parlerò dei componenti principali dell’impianto elettrico del camper (secondo me) e di come e cosa valutare quando devi costruirlo da zero.

Let’s get started!

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Indice degli argomenti

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L’impianto elettrico del camper è davvero necessario?

“Ma come Valerio…l’articolo sull’impianto elettrico del camper, e mi dici che non è necessario?”

Come sai bene su questo blog si parla maggiormente di furgoni camperizzati e di camper fai da te.

Tutto quello che costruisci lo fai solamente se ha un valore ed un’utilità per il tuo camper.

Si può vivere senza elettricità?

HELL YES 😉

Soprattutto se intendi usare il camper per brevi gite del fine settimane.

O meglio ancora se pensi di stare sempre in campeggi attrezzati con l’attacco per la luce. A quel punto ti basta una prolunga e puoi anche fare a meno di un impianto elettrico a bordo.

Ma allora perché tante storie con questo impianto elettrico?

Bhè poter caricare il cellulare, accendere le luci o avere un frigorifero in funzione significa essere più indipendenti dalla rete fissa e quindi più off-grid (quanto mi piacciono gli inglesismi).

Se sei un vero hippy, non hai uno smartphone (non ci crederà mai nessuno) e la notte preferisci stare al chiaro di luna, allora non andare avanti a leggere che ti annoierai solamente.

Se invece sei pronto ad entrare nel mondo di elettroni e campi elettromagnetici vai pure avanti.

PS: non farti spaventare dal nome che ho dato al prossimo capitolo. Lo sai che ogni tanto mi prendono le manie di grandezza. 🙂

Teoria universale sul differenziale elettrico e sul potere cosmico della corrente

Veramente?

Cioè veramente stai leggendo queste righe nonostante il titolo avrebbe spaventato qualsiasi aspirante ingegnere elettronico?

Ok you rock!

Vediamo qual è, secondo il mio modesto parere, l’unica formula di cui non puoi veramente farne a meno:

Ah = PT/V

In che senso?

Ah è la carica elettrica (si misura in Ampere per ora), V è il voltaggio (si misura in Volt), P è la potenza (si misura in Watt) e T il tempo (in hour…ore in inglese).

Con questa semplice relazione puoi fare da solo i conti per capire come dimensionare la batteria servizi per esempio.

Gli ampere-ora rappresentano la riserva di energia immagazzinata nella batteria e con quella devi fare i conti.

Per esempio un faretto LED 12 Volt tipico da camper richiede una potenza di circa 2.5 Watt per funzionare. Quanta carica elettrica devi avere per avere il faretto accesso per un’ora? (Classico esercizi di fisica 1)

Ah = 2.5 Watt * 1 h/ 12 Volt = 0.21 Ah

Ok ok, qui mi fermo che la matematica sta prendendo il potere qui.

Per concludere…dove la prendi questa carica elettrica? Dalla batteria.

È chiaro quindi che grande batteria significa grande carica elettrica e quindi tanti faretti LED.

[alert type=”danger” dismiss=”no”] Se sei interessato ad approfondimenti o ad altri articoli tecnici/matematici scrivimi nei commenti.

Sappi che mi inviti a nozze. 🙂

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L’impianto elettrico base che ogni camper che si rispetti dovrebbe avere

Vediamo ora i componenti necessari per un impianto elettrico veramente base base, solamente a 12 V.

Questo sarà il fondamento su cui poi andare ad aggiungere altri componenti.

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Un lavoro fatto bene significa che il progetto sia messo nero su bianco da subito.

Con il calcolatore per le dimensioni della batteria servizi puoi fare una stima di tutti i carichi che prevedi sull’impianto elettrico e calcolare quindi la dimensione della batteria servizi.

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Batteria servizi

La batteria servizi è la batteria dedicata solamente ai carichi elettrici nell’abitacolo del camper.

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Da non confondere con la batteria starter del veicolo.

Quella serve solamente a far partire il camper e non dovrebbe essere utilizzata per niente altro…

non vorrai ritrovarti con la batteria scarica in mezzo ad un bosco di notte vero?

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La batteria servizi è la riserva di energia del camper. Più è grande e più dispositivi possono essere collegati ed utilizzati per un tempo maggiore.

La batteria servizi è quella che maggiormente determina l’autonomia del camper.

Una volta che la batteria è scarica non puoi più usare l’impianto elettrico…game over!

Batteria servizi del camper
Batteria servizi del camper

Come fare per ricaricare la batteria?

Per un semplice impianto elettrico di un furgone camperizzato ti consiglio due semplici soluzioni:

  • caricabatteria 220 V – 12 Volt;
  • relé sensibile al voltaggio (Voltage Sensitive Relay).

Caricabatteria

Il caricabatteria è un dispositivo che prende come input la corrente a 220 V, dalla presa di casa o dalla presa elettrica nei campeggi, e la trasforma a 12 V per ricaricare la batteria servizi.

Molto semplice, molto economico e anche benefico per la batteria. Il caricabatteria infatti prevede dei cicli di ricarica che solitamente allungano la vita della batteria.

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Lo svantaggio è la poca indipendenza.

Una batteria servizi può darti solitamente un’autonomia da 1 a 3 giorni (dipende dalla dimensione e dall’uso che ne fai). Dopo di che devi per forza trovare un attacco della corrente e ricaricarla.

Relé sensibile al voltaggio

Il VSR (Voltage Sensitive Relay) è invece un dispositivo che automaticamente apre e chiude dei collegamenti (per questo si chiama anche attacca-stacca).

Si collega all’interno del camper tra la batteria del veicolo e la batteria servizi.

Quando il motore è acceso, l’alternatore del camper porterà la tensione a circa 14 V per ricaricare la batteria del motore. Il VSR “sente” questo aumento di tensione e apre il collegamento con la batteria servizi.

L’alternatore si trova quindi a caricare entrambe le batterie mentre è in funzione.

Quando si spenge il motore, la tensione scende a 12 V ed il VSR chiude il collegamento, isolando la batteria servizi e impedendo quindi di scaricare accidentalmente la batteria del veicolo.

Il vantaggio è la completa indipendenza dalla rete fissa a patto però di percorrere lunghi tragitti con il camper per permettere all’alternatore di caricare completamente entrambe le batterie.

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Questo sistema funziona solamente con una batteria servizi molto modesta.

Il problema infatti è sovraccaricare troppo l’alternatore che rischierebbe di surriscaldarsi e bruciarsi.

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Questo è il metodo principale che usiamo sul nostro Ducato camperizzato.

Unire tutti i pezzi

Cosa manca?

Bhé come unire tutti questi componenti.

Collegamenti dell'impianto elettrico del camper
Collegamenti dell’impianto elettrico del camper

Abbiamo quindi una batteria e un modo per caricarla. Dobbiamo ora fare tutti i collegamenti elettrici e prevedere come utilizzare l’impianto elettrico del camper.

Avrai sicuramente bisogno di cavi elettrici, fusibili, interruttori, prese a 12 V e chi più ne ha più ne metta.

Ti consiglio di non sottovalutare per niente questi piccoli componenti, soprattutto dal punto di vista del budget.

In un attimo puoi arrivare a spendere più di accessori che di batterie.

Per i più smaliziati: l’impianto elettrico del camper che non deve chiedere mai

Sí, sí lo so che stavi aspettando questa parte.

Buttare nel furgone camperizzato una batteria e un caricabatterie non è troppo complicato (…voglio vederti a fare tutti i collegamenti).

Ma cosa manca per avere un impianto elettrico nel camper degno di questo nome?

Inverter…e ti senti subito a casa

L’impianto base prevede solamente un circuito a 12 Volt.

Ma la maggior parte dei dispositivi elettrici funzionano a 220 V: caricatore laptop, TV, frullatore…

Se vuoi sentirti veramente a casa devi prevedere anche un impianto a 220 V.

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Proviamo a fare un altro conto di carica elettrica questa volta con la corrente a 220 V. Vuoi usare un frullatore la mattina per fare il tuo bel smoothie, quanta riserva di batteria ti serve?

Considera una potenza di 400 Watt per circa 1 minuto (0,0166667 ore):

400 W * 0,0166667 h / 220 V = 0.03 Ah

…non tanto alla fine 🙂

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L’inverter è quel dispositivo che trasforma la tensione da 12 V a 220 V.

Ce ne sono di tutti i tipi e forme. Ci sono però due cose che devi tenere a mente:

  • scegli la potenza dell’inverter in base alla potenza dei dispositivi che effettivamente utilizzerai nel camper;
  • scegli sempre inverter con onda pura sinusoidale. Lo so il nome è molto complicato, ma questo assicura una corrente pulita per qualsiasi dispositivo tu voglia usare.

Pannelli solari: che la forza del sole sia con te

Nell’impianto elettrico base ti ho suggerito due metodi molto semplici ed economici per caricare la batteria servizi.

Sia il caricabatterie a 220 V che il VSR hanno pro e contro.

I pannelli solari riescono ad unire i vantaggi di entrambi questi metodi.

Impianto elettrico del camper con pannelli solari e batteria servizi
Impianto elettrico del camper con pannelli solari e batteria servizi

Assicurano una indipendenza dalla rete fissa (a patto che ci sia un pò di sole) e funzionano anche quando il camper è fermo.

Il problema è che sono molto costosi, l’installazione non è affatto banale ed in generale tutto il collegamento ed il dimensionamento dei pannelli solari e della batteria servizi è piuttosto complicato.

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Se voi usare un kit pannelli solari e batteria servizi già dimensionato, progettato e testato ti consiglio il kit della Goal Zero.

Con un solo dispositivo hai una batteria servizi, inverter, caricabatteria e controllore per i pannelli solari.

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Frigorifero a 12 V

Gli elettrodomestici che intendi inserire nel tuo furgone camperizzato dipendono molto da te.

Secondo me il frigorifero è il più importante…la TV la vediamo sempre, almeno in viaggio lasciamola a casa dai. 🙂

Il frigorifero nel camper è un assetato divoratore di energia.

A casa non ce ne accorgiamo perché nella rete fissa c’è sempre disponibilità di corrente, ma nel camper dobbiamo fare bene i conti con la batteria servizi.

Ti consiglio i frigoriferi ottimizzati per lavorare a 12 V che consentono quindi di evitare il passaggio per l’inverter ed ottimizzare l’energia disponibile.

[alert type=”general” dismiss=”no”] Esistono anche i frigoriferi trivalenti che funzionano a 220 V, 12 V e anche a gas. Esatto a gas.

Quindi anche un bombolone del gas può evitare di sovraccaricare l’impianto elettrico.

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Più batterie = più autonomia

Non è un vero componente in più, ma in generale più un impianto è complesso e grande e più batterie servizi servono.

Ti consiglio di usare più batterie servizi di dimensioni ridotte rispetto ad una sola di dimensioni enormi.

Se per il tuo impianto ti serve una batteria da 300 Ah, io acquisterei due batterie da 150 Ah e per collegarle poi in parallelo (negativo con negativo e positivo con positivo).

Il vantaggio è che se una batteria si danneggia, compromette solamente metà riserva energetica. Se invece si guasta l’unica batteria da 300 Ah…

Luci led

Non si tratta di un componente particolarmente esotico lo ammetto.

Però dai, fare tutto l’impianto elettrico, circuito 12 V, circuito 220 V, ecc…e poi non prevedi delle luci da accendere con un bel pulsantino?

Per me un semplice impianto luci è un must to have in ogni camper.

Anche qui ti consiglio delle luci LED a 12 V con basso consumo energetico (meno di 3 Watt) e magari anche con dimmer per regolare l’intensità luminosa (e quindi il consumo).

Conclusioni

Quello che hai appena letto è solo una vaga infarinatura di quello che ti serve sapere per l’impianto elettrico del tuo camper.

Non ho voluto annoiarti troppo con discussioni approfondite e schemi tecnici.

Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi.

Magari sei già pronto per roba più “hard” 🙂

Nel frattempo ti lascio qui qualche altra risorsa utile:

Lane minerali: il materiale isolante più incompreso di tutti

le lane minerali: lana di roccia e lana di vetro

E se ti dicessi che la lana di roccia e la lana di vetro non sono poi così male?

Ma che dici Valerio…voi non l’avete neanche usata sul vostro Ducato camperizzato!

Sì, è vero.

Devo ammettere che io e Giulia avevamo un pessimo pregiudizio sulle lane minerali…e non solo noi.

Sono ormai anni che giriamo su tutti i forum e gruppi Facebook esistenti e spesso le lane minerali non vengono realmente apprezzate come dovrebbero.

Di recente siamo stati contattati dal super mega direttore del reparto tecnico dell’Associazione Italia di Produttori di Lane Minerali…Stefano Cera (in realtà il titolo vero è FIVRA Director Technical Department), che ci ha tanto gentilmente dato dei chiarimenti in merito.

Il contenuto delle email che ci siamo scambiati farebbe faticare anche il più fanatico dell’isolamento termico…è proprio per questo che abbiamo deciso di pubblicare questo articolo.

Per tutti gli scettici delle lane minerali…

Per tutti quelli che dicono “no, io uso solo il poliuretano espanso”…

Per tutti quelli che “io non ci capisco una mazza di questa roba”…

ecco a voi il vademecum delle lane minerali direttamente dalla FIVRA (Fabbriche Isolanti Vetro e Roccia Associate).

Le proprietà delle lane minerali

Le lane minerali (lana di roccia e lana di vetro per isolamento) sono i materiali isolanti più utilizzati al mondo poiché beneficiano di diverse proprietà:

  • sono isolanti termici, sia contro il freddo, sia contro il caldo;
  • sono elastiche e smorzanti, il che (diversamente dai prodotti rigidi) le rende utili per migliorare l’isolamento acustico della parete alla quale sono applicate e controllare la qualità del suono negli ambienti chiusi;
  • sono tra i pochissimi isolanti incombustibili (Euroclasse A di reazione al fuoco);
  • sono inerti e dunque inattaccabili da insetti e microorganismi;
  • sono traspiranti (hanno coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo pari a 1, ovvero pari a quello dell’aria);
  • avendo comportamento elastico, si possono utilizzare anche su superfici ed intercapedini non piane;
  • sono durevoli nel tempo, come dimostrano gli studi in merito;
  • sono sostenibili, come mostrano le EPD (Environmental Product Declaration) e gli studi in merito.

La sicurezza delle lane minerali: il punto più interessante!

Con riguardo alla loro sicurezza ed alla possibilità che potessero avere effetti negativi sulla salute umana, la IARC (International Agency for Research on Cancer, massimo esperto in materia e afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità), negli anni ’80 ha iniziato un lungo studio, la cui conclusione, pubblicata nel 2002, inserisce le lane minerali nel gruppo 3 “non classificabili come cancerogeni” (cfr. “insulation glass wool” e “rock (stone) wool”).

Le conclusioni della IARC non hanno diretta valenza legislativa, basta vedere quali sostanze, sebbene inserite nel gruppo 1 “cancerogeno”, sono comunque disponibili sul mercato.

L’Unione Europea dispone da decenni di una propria classificazione, ora contenuta nel Regolamento n. 1272/2008 (CLP).

Considera infatti tutti i pericoli potenziali legati all’utilizzo delle diverse sostanze.

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Ogni pericolo è contraddistinto da una “frase di rischio H”.

In merito alle lane minerali, la UE assegna un solo pericolo potenziale, quello della “possibile cancerogenicità H351” ma stabilisce anche che, se la fibra minerale possiede determinate caratteristiche chimiche o fisiche, la sostanze è classificata “non cancerogena”.

In altri termini, la fibra è classificata non cancerogena se vale una delle seguenti:

  • la fibra è conforme alla “Nota Q”, ovvero possiede una elevata bio-solubilità;
  • la fibra è conforme alla “Nota R”, ovvero possiede un diametro medio ponderale superiore a 6 micron.

La totalità della produzione europea è conforme alla Nota Q, pertanto i prodotti in lana minerale disponibili sul mercato non hanno associato alcun codice di pericolo H.

L’informazione della conformità alla Nota Q si trova nella “scheda sicurezza” (o “scheda di corretto uso”).

Usate sempre guanti, mascherina e occhialini protettivi
Usate sempre guanti, mascherina e occhialini protettivi

E’ bene ricordare che le lane minerali non sono classificate irritanti poiché l’eventuale prurito che può insorgere dipende solo dallo sfregamento meccanico tra il prodotto ed il corpo umano (effetto comune a molti materiali).

Per ovviare a ciò è sufficiente rispettare le norme base di prudenza: indossare indumenti da lavoro, guanti, mascherina usa-e-getta, eventualmente occhiali protettivi, come suggerito nella “scheda di sicurezza” del prodotto.

Tutto ciò è stato confermato dal documento Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni, su proposta del Ministero della Salute, in data 10 novembre 2016.

Conclusioni

Anche tu eri scettico riguardo alle lane minerali vero?

Tranquillo non eri solo…benvenuto nel club.

Devo dire che dopo questa spiegazione dalla FIVRA ho dovuto giustamente resettare i miei pregiudizi nei confronti della lana di vetro e lana di roccia.

Tu cosa ne pensi?

Che esperienze hai avuto con questi materiali?

Come omologare un furgone camperizzato in Germania: TÜV, requisiti e costi

In questo articolo ti racconto come abbiamo omologato il nostro furgone Ducato a camper in Germania. Nel caso ti stessi domandando quali siano i requisiti per camperizzare ed omologare un furgone in terra tedesca, qui troverai le risposte che cerchi.

Nell’articolo che abbiamo scritto su come omologare un furgone camperizzato in Italia, abbiamo parlato di alcune strade per effettuare questa pratica nel Bel Paese.

Ma tu… stai cercando una via più rapida ed economica, giusto? 

Hai sentito parlare di furgoni improbabili importati dalla Germania? O di camperizzazioni fai da te strampalate che hanno passato il controllo con i tecnici del TÜV?

Bene, noi ci siamo passati, abbiamo omologato il nostro Ducato nella famosa Germania-collauda-tutti-e-tutto.

Voglio raccontarti come è andata e cosa devi considerare se vuoi affrontare questa pratica in terra tedesca.

ATTENZIONE: più avanti troverai anche un video che abbiamo girato il giorno prima del collaudo. Potrai notare l’ansia da prestazione nei nostri volti e lo stato dei lavori sul Ducato.

Puoi prenderci in giro lasciandoci un commento qui sotto, ovviamente 🙂

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Indice degli argomenti

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Requisiti burocratici: chi può omologare un furgone camperizzato in Germania?

Partiamo con i requisiti burocratici indispensabili e forse i più difficili da avere, se abiti in Italia.

I documenti necessari per presentarsi al TÜV sono:

  • documento di riconoscimento;
  • libretto di circolazione del veicolo;
  • targhe tedesche;
  • polizza assicurativa (RC) tedesca in corso di validità.

Mi soffermo sugli ultimi due punti, in modo che tu possa avere ben chiara la situazione.

Le targhe tedesche

Se vuoi presentare il tuo bel furgone camperizzato al TÜV e poi avere il benestare del Landratsamt (la motorizzazione tedesca), è necessario che il furgone abbia le targhe tedesche.

No targhe tedesche, no party.

Il problema sussiste perché per comprare o per ottenere le targhe tedesche, è necessario avere la residenza in Germania.

Eh, ma allora come fanno quelli che comprano le auto in Germania e le portano in Italia? 

Semplice, si avvalgono di targhe temporanee.

Mi spiego meglio…

Quando compri un mezzo in Germania per poi portarlo in Italia, ti vengono rilasciate delle targhe insieme ad un’assicurazione (RC) che hanno una durata limitata. Servono a farti portare il mezzo, appunto, in Italia (o in qualsiasi altro paese), dove dovrai fare poi la nuova immatricolazione.

In pratica: se non hai la residenza tedesca, non puoi far omologare il tuo fugone camperizzato in Germania.

L’assicurazione tedesca

Il problema successivo riguarda l’assicurazione.

Per omologare un furgone camperizzato in Germania, devi essere provvisto di una polizza assicurativa tedesca.

Tra l’altro le compagnie assicurative è difficile (se non impossibile) che stipulino polizze con persone che hanno la residenza fuori dal territorio nazionale.

Ricapitolando, per presentarsi alla motorizzazione tedesca, oltre ai documenti citati sopra servono:

  • furgone con targhe tedesche
  • residenza tedesca
  • assicurazione tedesca

La soluzione

Come superare questo scoglio?

Non puoi, non tu almeno.

Certo, puoi pensare di trasferirti in Germania… oppure di intestare il tuo furgone ad un amico fidato che già ci vive e far fare tutte le pratiche a lui.

Nel secondo caso considera che se porti il tuo furgone dall’Italia, devi sostenere i costi di due immatricolazioni: in Germania e poi di nuovo in Italia (e qui non sarà affatto semplice né economico…).

Anche se il tuo caro amico ti volesse davvero un gran bene e fosse disposto a comprare direttamente il furgone in Germania, ad intestarsi l’assicurazione e a svolgere le varie pratiche, dovrai comunque fare i conti con la luuuuunga burocrazia e gli esosi costi italiani nel momento in cui vorrai immatricolarlo in Italia.

Insomma, non voglio smontarti i piani, ma a meno che tu non viva o non abbia intenzione di vivere in Germania, la pratica è abbastanza costosa e complicata.

Hai una soluzione a questi problemi?

Allora sei a buon punto.

Continua a leggere per scoprire gli altri requisiti di cui hai bisogno.

Il nostro Ducato in gita
Il nostro Ducato in gita

Requisiti pratici: come allestire un furgone camperizzato in Germania?

Come in Italia, anche in Germania, non è chiarissimo il discorso requisiti minimi. C’è una gran confusione tra chi sostiene una cosa e chi un’altra.

Abbiamo cercato quante più informazioni possibili, per evitare che il sogno ci venisse infranto e ora ti racconto tutto ciò che abbiamo scoperto.

Le prime informazioni sono arrivare proprio dal Tüv: ci siamo presentati all’ufficio direttamente per chiedere cosa dovevamo fare.

Ci hanno detto che serviva:

  • una cucina;
  • un posto per sedersi e mangiare che facesse parte dell’arredamento (non cose da campeggio per intenderci);
  • un letto per dormire;
  • un posto dove riporre effetti personali.

Coooosa?? Tutto qui? 

Esatto. Il primo contatto con l’ufficio collaudi è stato questo. Non un’informazione di più, non un’informazione di meno.

Eravamo scioccati dalla semplicità della cosa.

Ma basta davvero così poco?

No. O almeno, non più.

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Deve sembrare un camper!

A quanto pare, fino a poco tempo fa, chiunque portasse un furgone con un letto ed un fornelletto da campeggio dentro, passava l’omologazione senza troppi problemi.

Si narra di persone che mettendo un materasso gonfiabile ed un tavolino all’interno del furgone, abbiano ricevuto la tanto ambita omologazione.

Leggenda? Realtà? Non lo sappiamo.

Di sicuro però, oggi le cose stanno un pò cambiando e anche la Germania sta addrizzando un pò il tiro.

Mentre procedevamo con la camperizzazione del nostro furgone, abbiamo avuto altri scambi con il Tüv e letto e chiesto informazioni su forum tedeschi.

Tra le ricerche di informazioni varie, oltre al sito ufficiale del TÜV, abbiamo scoperto un sito tedesco con validi suggerimenti per l’ispezione del TÜV e un mucchio di informazioni utili alla camperizzazione in generale.

Un requisito molto importante, è quello di presentare un camper e non un furgone con dentro un mobiletto e un letto.

Per intenderci, l’arredamento deve essere fisso e deve dare l’impressione di essere un posto vivibile.

Probabilmente starai pensando che “sembrare un camper” non è un dato molto specifico e può essere a discrezione del tecnico che effettua il controllo, tuttavia, non è così difficile distinguere un lavoro fatto con cura da uno fatto con i piedi.

Valerio soddisfatto della struttura del letto
Valerio soddisfatto della struttura del letto

La cucina e il gas

Quasi a fine lavori sul nostro Ducato, abbiamo inviato alcune foto al TÜV per capire se avremmo dovuto apportare delle migliorie.

Ci hanno risposto dicendoci che il fornello doveva essere fissato su di un piano di appoggio.

Abbiamo quindi acquistato un piccolo fornello da campeggio, con cartucce di gas usa e getta e lo abbiamo avvitato sul pianale della cucina.

Questa è la strada più semplice, ma se hai intenzione di montare una bombola più grande e creare quindi un impianto a gas vero e proprio, il lavoro diventa leggermente più complicato.

Devi creare un sito di alloggiamento per la bombola, separato dalla cabina, a cui puoi accedere solo dall’esterno, ma non solo!

I tubi devono essere di rame e deve esserci una grata posizionata in basso che permetta la giusta areazione in caso di perdita di gas, per ragioni di sicurezza.

Una volta costruito l’alloggiamento esterno, fissato la bombola, creato il foro di areazione e sistemati i tubi, il tutto deve passare per un collaudo a parte, dedicato interamente all’impianto a gas.

Inoltre, per essere a norma di legge, ma sopratutto per la propria sicurezza, l’impianto a gas deve essere sottoposto ad una revisione ogni due anni.

Ma a te non spaventa il fai da te, giusto? 🙂

Giulia alle prese con la cucina
Giulia alle prese con la cucina

Il legno adatto

Per rivestire il soffitto del nostro Ducato e le pareti laterali, abbiamo deciso di utilizzare delle perline di legno di abete. Scelta dettata dal fatto che l’effetto baita ci fa impazzire e volevamo assolutamente crearlo all’interno della nostra piccola casetta su ruote.

Nonostante siamo più che soddisfatti del lavoro complessivo, ti confesso che, se potessimo tornare indietro, non lo rifaremmo così. Non utilizzeremmo le perline e questo per tre ragioni che ti spiego subito:

  1. Il peso: ok, siamo ancora ampiamente entro i limiti di peso previsti per il nostro camper ma ciò non toglie che le perline di legno abbiano gravato un pò sul peso complessivo. Furgone più leggero significa meno consumo di carburante e maggiore guidabilità.
  2. Troppo tempo/energie per montarle: per ogni singola perlina devi prendere le misure, segarla, scartavetrarla e poi… dove metti le viti? Posizionala, prendi i segni per i buchi, rimettila a terra, pre-fora, avvita, … insomma, un lavoraccio.
  3. Creano schegge: Last but not least, le perline in caso di collisione, possono creare schegge. Questo problema non riguarda solo le perline, ma anche tutti i tipi di “legno pieno”, come le lastre, le travi e le tavole intere. E proprio per il rischio di creare schegge pericolose, a breve non sarà più ammesso utilizzare questo tipo di legno per le camperizzazioni fai da te, se non per piccole parti. Il tipo di legno idoneo è quello che in caso di collisione tende a frammentarsi, quindi: pannelli in multistrato, OSB, truciolato, laminato, nobilitato, impiallacciato, masonite, lamellari, LSL, ecc. Se non hai idea di cosa io stia parlando, ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo sui derivati del legno.

Riguardo al terzo punto, noi non avevamo idea di questa nuova norma, nessuno ci aveva informato e siamo stati fortunati perché a quanto pare non era ancora in vigore quando abbiamo omologato il nostro Ducato.

Perline ne abbiamo? :D
Perline ne abbiamo? 😀

L’ispezione del tecnico tel TÜV

Una volta che hai preparato a dovere il tuo bel camper, arriva il momento della verità: l’ispezione del tecnico del tüv.

Come funziona? 

La prima cosa da fare è prendere un appuntamento con il centro collaudi. Noi abbiamo avuto un tempo di attesa di sole due settimane.

Il giorno X, ti presenti con il tuo carico di ansia misto ad entusiasmo ed apri le porte al tecnico, cercando di sfoggiare tutta la simpatia italiana e sorrisi a duemila denti.

Eravamo preparati al peggio.

Ci aspettavamo che avessero da ridire su qualsiasi cosa. Le viti, il legno, il fornello, il tappetino, il lavello, tutto quel giorno ci sembrava incredibilmente fuori posto.

Se vuoi avere un’idea dello stato di agitazione in cui vertevamo il giorno prima del collaudo, ti consiglio di guardare il video qui sotto.

Ma arriviamo al sodo, come è andato il collaudo?

Il tecnico che ha fatto le pulci al nostro Ducato camper, era un ragazzone simpatico, che parlava anche qualche parola di italiano.

Tra una frase in inglese, una in tedesco e una in italiano, ha controllato la stabilità dell’allestimento interno e si è accertato che il fornello fosse adeguatamente fissato.

Dopo di che, ha iniziato a fotografare ogni minimo angoletto, compreso sotto il cofano.

Nel nostro caso ha dedicato del tempo a tutta la parte dell’allestimento interno, ma ha dato solo uno sguardo veloce al motore, forse perché avevamo la revisione nuova di zecca.

Il tutto sarà durato 15 minuti, al termine dei quali, il simpatico tecnico poliglotta  ha detto una frasetta che ci ha gelato il sangue per qualche secondo: “adesso arriva la parte difficile!”.

Cosa diavolo significa che “arriva la parte difficile”? 

Vuoi controllare vite per vite? 

Vuoi saltare sul letto per vedere se regge? 

Vuoi fare derapate con il furgone? 

Cosa vuoi da noi? Cosa? Cooooosa? COOSAAAA?????

No, niente di tutto ciò. La parte difficile era: trascrivere tutto sui documenti. That’s it.

Grazie caro tecnico.

Perché eravamo irresistibili

Se hai seguito i lavori da quando abbiamo comprato il Ducato per trasformarlo in un camper al giorno dell’omologazione, sai sicuramente quanto tempo ed energie abbiamo speso, non solo per la costruzione vera e propria, ma anche per lo studio dei materiali per l’isolamento termico, per disegnare un layout adatto e così via.

Insomma, di impegno ce ne abbiamo messo. E pure parecchio.

Abbiamo eseguito tutti i lavori convinti di voler ottenere un buon risultato e la cura che abbiamo messo dietro ogni minimo pezzetto di legno è tangibile.

In realtà non sappiamo se fosse necessario tanto perfezionismo in alcune parti (riconosciamo di essere stati un pò troppo puntigliosi in alcuni momenti), fatto sta che abbiamo ottenuto il risultato che volevamo e il tecnico del tüv non ha battuto ciglio.

Il nostro Ducato quasi pronto!
Il nostro Ducato quasi pronto!

I costi

Sì ok, ma quanto avete sborsato? 

Non giriamoci intorno, lo so che è la prima domanda che ti sei posto e che ti porti dietro dall’inizio di tutta questa pappardella.

Tranquillo, è il momento di levarti il dubbio.

Veniamo ad uno dei punti più interessanti di tutta questa faccenda: i costi.

Nell’articolo riguardo l’omologazione in Italia, abbiamo visto che i prezzi per omologare un furgone camperizzato in Italia si aggirano intorno ai 2.500 / 3.000 euro.

Lo so, può sembrare una follia, considerando che il nostro Ducato lo abbiamo pagato meno della pratica.

Omologare un furgone camperizzato in Germania è molto diverso sotto questo aspetto.

Per cominciare non abbiamo dovuto appellarci ad agenzie che facessero da tramite tra noi e il Tüv e tra un pò di inglese e di tedesco maccheronico, siamo riusciti a sbrigarci le pratiche da soli. Il che ci ha permesso di risparmiare già qualche soldino.

In pratica abbiamo dovuto pagare l’ispezione al Tüv e la registrazione della pratica al Landratsamt.

Il tutto per la modica cifra di…

centocinquantaeuroebasta.

Sì, hai letto bene.

150 sbleuri totali.

Lo so, anche noi siamo rimasti sconvolti al momento del pagamento.

È tutto oro quello che luccica?

La pratica per omologare il nostro furgone camperizzato in Germania è stata tutto sommato easy. Ovvero, molto semplice sia a livello burocratico, sia a livello economico.

Ma veniamo ad oggi.

Il nostro Ducato è ufficialmente omologato camper, con targhe tedesche.

Stanchi del grigio cielo crucco, abbiamo deciso di tornare, almeno per un periodo, in Italia.

Che problema potrebbe esserci?

Dal momento in cui siamo in Italia, siamo obbligati a cambiare le targhe tedesche in targhe italiane.

E questo vuol dire nuova immatricolazione per il Ducato entro 6 mesi.

Nuova immatricolazione in Italia significa: millemila pratiche burocratiche, ansie di ogni genere e soldi, soldi e soldi da tirare fuori.

Ma questa è un’altra storia, per ora godiamoci la soddisfazione del nostro lavoro.

Il furgoncino Volkswagen: il più famoso camper hippy

furgoncino volkswagen

Alcuni lo chiamano il camper VW, altri il furgoncino Volkswagen dei surfisti…ma tutti sappiamo immediatamente di cosa stiamo parlando.

Non è così?

Il camper hippy per antonomasia: il furgoncino Volkswagen Transporter.

Negli ultimi 70 anni ha cambiato varie forme, colori e allestimenti.

Ha sperimentato tutta l’evoluzione motoristica, passando dai motori raffreddati ad aria da poche decine di cavalli fino ai recenti motori elettrici.

È stato prodotto nelle fabbriche di mezzo mondo: Sud Africa, Messico, Polonia, Taiwan, Brasile, Australia, Austria e ovviamente in Germania.

In questo articolo ti racconto la storia, gli aneddoti e le curiosità del furgoncino Volkswagen: il camper numero uno da cui discende tutta la cultura nomade e plein air moderna.

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Indice degli argomenti

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Volkswagen Bulli: i furgoncini storici

Il Bulli è lo storico furgoncino Volkswagen, la classica icona del movimento hippy.

La parola Bulli viene dall’unione di BUs e LIeferwagen (che significa furgone).

Il pulmino è a volte conosciuto come Type 2.

Stiamo infatti parlando degli albori della casa automobilistica VW. All’epoca, nelle linee di produzione in Germania, c’era un solo modello: Type 1, ovvero il Maggiolino.

Con la produzione del Bulli gli ingegneri in VW hanno dovuto scegliere un nome.

La fredda mentalità crucca ha quindi partorito un nome soave, caloroso e allegro: MODELLO DUE 🙂

Nessun nome sfarzoso in fabbrica…modello 1 per il Maggiolino e modello 2 per il furgoncino Bulli.

Dannati ingegneri!

Anche il povero Fiat Ducato ha seguito la stessa fredda mentalità. 🙂

Comunque questi furgoncini VW sono caratterizzati da trazione posteriore e motore posteriore a sbalzo. Se ha queste due caratteristiche, è un Bulli a tutti gli effetti.

Vediamo i 3 modelli principali prodotti per più di 50 anni.

Splittie: il primo Volkswagen T1

La madre di tutti i furgoncini Volkswagen di tutto il mondo non poteva che essere il Maggiolino…il fratello maggiore Type 1.

Nel 1947, l’imprenditore olandese Ben Pon va in visita nello stabilimento di produzione del Maggiolino e rimane affascinato da un veicolo.

Gli operai della fabbrica hanno infatti modificato un Maggiolino e lo usano come muletto e per trasportare oggetti pesanti. Ben Pon se ne innamora, lo soprannomina Plattewagen (trasportatore piatto), e ne propone il design ai vertivi di VW.

In meno di un anno il camper Volkswagen va in produzione e inizia la sua scalata verso la fama.

[youtube id=”BPuCixnoeZI”]

Il primo modello è noto con il nome di Splittie.

Perché Splittie? E soprattutto che significa?

Il coefficiente aerodinamico del primo prototipo era di 0.75. Per i non addetti ai lavori…era veramente uno schifo.

Praticamente aveva la stessa resistenza aerodinamica di un palazzo 🙂

Grazie agli studi nella galleria del vento della Technical University of Braunschweig, gli ingegneri riescono a ridurre il coefficiente a 0.44 dividendo il parabrezza in due.

Ecco il nome Splittie (split windows significa appunto parabrezza diviso).

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Tuttavia, il modo più comune per rivolgersi a questo modello è con la sigla T1 che significa Transporter 1.

Tutti i furgoncini Volkswagen sono infatti accumunati sotto il modello Transporter e con il numero si indicano i diversi modelli sviluppati negli anni.

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Tra le caratteristiche principali, il furgone T1 vanta un motore da 25 cv raffreddato ad aria e situato sull’asse posteriore…un bolide 🙂

La cosa che salta subito all’occhio è la totale assenza di radiatori nel frontale che rappresenterà poi l’immagine simbolo di questi veicoli.

Infine la posizione di guida è davvero unica. Il sedile del pilota è situato sopra l’asse anteriore e il pilota ha una visione incredibile della strada.

Bay: il Volkswagen T2

Nel 1967 arriva il primo restyling del furgoncino VW e inizia la produzione del Transporter T2.

Questo modello è anche soprannominato Bay-Windows per il parabrezza, questa volta unico, a forma di baia.

Il Volkswagen T2 è anche noto in Inghilterra come Breadloaf, letteralmente “pagnotta di pane”.

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In Brasile il Transporter T2 veniva anche prodotto con motore raffreddato ad acqua.

Ma la versione ad aria è stata prodotta fino al 2005 ????????

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È più pesate e grande del fratellino T1 ma monta un motore da 36 cv.

La modifica estetica sicuramente più visibile sono i finestrini che, a differenza dello Splittie, si abbassano e alzano.

Nei tanti anni di produzione ha indossato diversi costumi, tra cui microbus e pick-up.

Furgoncino Volkswagen Transporter T2
Furgoncino Volkswagen Transporter T2

Volksiebus: il Transporter T25 o T3

Nel 1979 avviene l’ultimo grande restyling del furgoncino Volkswagen.

Il modello è anche noto come Volksiebus ed è l’ultimo camperino con il motore posteriore raffreddato ad aria.

Il telaio è più largo e più lungo e anche il motore segue il trend arrivando fino a 78 cv con l’aiuto del turbo compressore.

All’incirca in questo periodo inizia anche il debutto della casa Westfalia che si occupa di camperizzare i furgoni. I camper Volkswagen con allestimento Westfalia sono talmente famosi che i furgoncini stessi vengono chiamati spesso Westy.

[youtube id=”UVE8qs0YzPI”]

Volkswagen Transporter: i furgoncini più moderni

Siamo ormai negli anni ’90 e il marketing e la globalizzazione non lasciano più al caso il nome del modello.

Dopo il T3 tutto i modelli futuri saranno ufficialmente denominati VW Transporter.

Il design di questi furgoni segna un vero e proprio stacco rispetto al passato.

Il motore è spostato in avanti, ovviamente raffreddato a liquido e la trazione è anteriore.

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Si dice che i veri furgoncini hippy siano solamente i primi modelli T1 e T2 (al limite il T3) e che ci sia molta più solidarietà tra chi possiede questi modelli.

I possessori dei modelli T4, T5 e chiaramente T6 sono invece snobbati dalle community più radicali.

Cosa ne pensi?

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Il furgoncino Volkswagen T4: la rivoluzione moderna

Anche se i più fanatici lo ritengono un veicolo moderno del demonio, personalmente vado matto per il Transporter T4.

La produzione è inizia nel 1990 ed in tutto il Nord America era noto come Eurovan.

I sottomodelli e gli allestimenti iniziano ad essere veramente tanti: passo lungo, passo corto, pick-up, furgone, muso lungo, muso corto, ecc…

L’innovazione principale sono i motori moderni, con turbocompressori e iniezioni dirette. Rispetto ai 25 cv del Bulli ora alcuni modelli sfiorano i 200 cv…nessun problema con le salite ormai. 🙂

[youtube id=”3nMBNAlHQMo”]

Il Volkswagen T5 e l’era digitale

Nel 2003 il fidato Transporter T4 viene rimpiazzato dal modello T5. Questo furgoncino Volkswagen non entrerà mai nel mercato americano perché considerato un veicolo leggero e quindi soggetto ad una tassazione troppo elevata.

Ormai è impossibile star dietro e tutte le possibili combinazioni di motorizzazioni, telai e allestimenti. Su Wikipedia si legge che il Trasnporter T5 è disponibile in più di 100 varianti.

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Tra i modelli più diffusi si vede il Kombi, lo Shuttle, il Multivan, il Caravelle ed il California.

L’elettronica ha preso nettamente il sopravvento e ormai si parla di un furgone con ESP, DSG, RNS, e soprattutto GRLLPTDN.

PS: l’ultima me la sono inventata. ????

Non biasimo i puristi vintage del settore che storcono il naso davanti a questi camperini moderni.

Furgoncino Volkswagen Transporter T5
Furgoncino Volkswagen Transporter T5

Transporter T6: forse troppe comodità?

Negli ultimi anni (dal 2015) è entrata in produzione la sesta generazione di furgoncini Volkswagen.

I motori sono ovviamente di nuova generazione con particolare cura sulle emissione.

Bhé, dopo lo scandalo della VW c’era da aspettarselo.

Tutte le motorizzazioni sono Euro 6 ma la VW sta chiaramente cercando di abbandonare i motori diesel e produrre solo motori benzina (molto più puliti almeno in termini di particolato).

Di storico e hippy non c’è più niente ma il Transporter T6 è veramente un furgoncino interessante e super comodo.

Furgoncino Volkswagen Transporter T6
Furgoncino Volkswagen Transporter T6

Furgoncino Volkswagen elettrico

È ancora presto, ma in 3-4 anni aspettati una roba alla “ritorno al futuro”, con Doc il professore matto e il suo flusso canalizatore da 1.21 Gigowatt. 🙂

Nel 2022 entrerà in produzione I.D. Buzz, il furgoncino VW hippy…elettrico.

Il telaio e la carrozzeria saranno molto simili allo storico Bulli ma sarà alimentato da due motori elettrici 4×4, per un totale di 369 cv…mica male! Si parla di 430 km di autonomia con una sola ricarica.

[youtube id=”TQut6ks3nSY”]

Sicuramente non sarà più un furgoncino economico da hippy senza un soldo…si parla di circa 60 mila euro.

È anche vero che ormai un furgoncino VW T1 può arrivare a costare anche più di 200 mila euro se in buone condizioni.

Soprannomi più comuni del furgoncino VW

Tanti anni fa, volevamo comprare un furgoncino per andare a fare surf nei weekend.

Non sapevamo niente della storia del camper Volkwswagen, ma già all’epoca, con la parola “furgoncino”, intendevamo un VW Transporter.

Si tratta infatti del soprannome più utilizzato in Italia. 🙂

In diverse parti del mondo, le persone si riferiscono ai furgoncini Volkswagen con nomi diversi e strampalati.

Ecco quindi una lista dei soprannomi per il VW Transporter, più diffusi in tutto il mondo:

  • Bulli o Bully: molto usato in Germania. Doveva essere il nome ufficiale ma per ragioni di copyright hanno alla fine optato per Transporter.
  • Hippy van: nome diffuso soprattutto negli Stati Uniti.
  • Breadloaf (pagnotta di pane): soprannome inglese per il modello T2 Bay.
  • Combi o Kombi: si riferisce alla combinazione di un veicolo da passeggeri e da cargo. In Messico il pulmino VW veniva prodotto ufficialmente con il nome Combi.
  • Splittie:diffuso in Europa e in America, si riferisci principalmente al modello T1 con il parabrezza diviso in due vetri.
  • Bay Window: in Inghilterra e negli Stati Uniti, si usa per il modello T2.
  • VW Furgoneta o Furgoncino:principalmente in Spagna, Sud America e Italia, è il nome generico per tutti i modelli Transporter.
  • Aardappelkist: soprannome comune nei Paesi Bassi, significa scatola di patate.
  • Eurovan: il nome ufficiale del Transporter T4 venduto nel nord America.
  • Westy: i furgoncini VW con allestimento Westfalia.
  • Vanagon: specialmente nel Nord e Sud America, riferito al modello T3.

Cultura Volkswagen hippy

La cultura hippie (o hippy) è nata verso gli anni ’60 negli USA, intorno San Francisco, come movimento giovanile.

Anche noti come i figli dei fiori, basavano i loro ideali sul concetto di pace e di libertà.

“Mettete dei fiori nei vostri cannoni”

“Fate l’amore, non la guerra” 

Ti ricordano qualcosa queste frasi?

Proprio in quel periodo il furgoncino VW T1 stava spopolando negli Stati Uniti. Era economico, permetteva di viverci, se attrezzato a camper, ed era bello. 🙂

La VW ha cavalcato l’ondata della cultura hippy come il surfista Kelly Slater sull’onda Pipeline alle Hawaii.

I design con colori sgargianti, i fiori e i simboli della pace hanno fatto la storia dei camper VW usati dagli hipster.

[youtube id=”nPGC5jD-EIY”]

Al giorno d’oggi, il furgoncino Volkswagen rappresenta ancora quel senso di libertà e di negazione del “sistema” capitalistico.

Ormai non si contano più le persone che decidono di dare un taglio netto alla propria vita e di vivere la vanlife proprio come facevano gli hippy 50 anni fa.

Se non ci credi, dai un’occhiata al video qui sopra. 🙂

Comunità e van lifer

La comunità di viaggiatori e vanlifer sta crescendo giorno dopo giorno…soprattutto per chi ha un furgoncino VW.

Il blog thatvanagain.com racconta le storie e le avventure di possessori di Transporter.

Su Youtube stanno spopolando i canali di viaggiatori con camper Volkswagen.

In questo articolo ho disseminato molti video di vanlifer che vivono e viaggiano in magnifici furgoncini VW.

Ti lascio un ultimo video di un canale a cui sono molto affezionato.

Kombi Life è il progetto van life di Ben.

Un pazzo ragazzo inglese partito dal Cile, ha percorso la strada Panamericana fino ad arrivare in Alaska…tutto a bordo di un incredibile Transporter T2.

[youtube id=”-YJtsf-t-zI”]

Il furgoncino, soprannominato Co’Pito, è un ibrido tra uno Splittie e un Bay (T1 e T2) con motore raffreddato ad aria.

Se segui la sua storia saprai che durante questa avventura di diversi anni ha fuso il motore più di 10 volte ????????

Forum e gruppi di appassionati

Ti lascio una lista delle community più importanti riguardo al mitico furgoncino VW:

  • Bullimania: forum interamente dedicato al Bulli T1 e T2.
  • T4UM: forum sul furgoncino Volkswagen T4.
  • Bulliforum: forum (in tedesco) dedicato a tutti i modelli di furgoncino VW, dal T1 al T5.
  • TheSamba: forum (in inglese) dedicato al modello Samba T2.
  • VWT4Forum: forum (in inglese) specifico per il Transporter T4.
  • VWT6Forum: forum (in inglese) specifico per il Transporter T6.
  • VW Campers: gruppo Facebook sui camper VW.
  • VW T5 Forum: gruppo Facebook dedicato solamente ai Volkswagen T5.
  • VW Volkswagen Type 2 T3: gruppo Facebook dedicato ai VW T3.
  • Volkswagen campers T1 and T2: gruppo Facebook per i camper VW T1 e T2.

Sì lo so, non tutti i forum e gruppi sono in italiano…che te possa fa? 🙂

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PS: se conosci altre comunità degne di nota fammelo sapere nei commenti che miglioriamo insieme questa lista.

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Conclusioni

Ormai il camperino VW è una vera e propria icona.

Viene usato addirittura per eventi di gala o per il trasporto degli sposi dalla chiesa al ristorante.

Tu la conoscevi la sua storia?

Ferma tutto…

Non mi dire che sei un possessore di un gioiellino del genere…

Scrivi subito nei commenti e racconta ogni singolo dettaglio. 🙂

Esiste una patente per camper? Tutto quello che devi sapere sulla patente per guidare la tua casa su ruote

Patente per camper

Patente C significa patente Camper?

No, no, non funziona proprio così.

E patente B non sta per patente Bacchina…ok questa me la potevo risparmiare.

Vediamo di fare chiarezza sul discorso delle patenti e di quale hai bisogno per guidare il tuo camper.

Ne è passato di tempo da quando hai sostenuto l’esame per la patente per la macchina vero? La tua prima grande “vittoria” con la motorizzazione italiana.

Se hai mai avuto a che fare con la motorizzazione sai bene di quale girone dell’inferno dantesco stiamo parlando. Non serve che ti ricordi la procedura per omologare un furgone a camper…roba da stomaco forte. 🙂

Ora stai camperizzando il tuo furgone o hai acquistato un camper, e ti stai domandando se esiste una patente per camper specifica.

In questo articolo vedrai le diverse tipologie di patenti e quali meglio si adattano per guidare un camper.

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Indice degli argomenti

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Patente B: questa la conosciamo tutti

La patente B la conosciamo bene…spero.

È quella che quasi tutti abbiamo nel portafogli.

A dire la verità se dovessi rifare oggi l’esame per la patente non lo passerei ma neanche lontanamente. Ma questa è un’altra storia.

Vediamo di rinfrescare la memoria e ricordare a cosa serve la patente B.

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Con la patente B puoi guidare autoveicoli per il trasporto di cose o persone che non superano i 3500 kg di Massa Complessiva a Pieno Carico.

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“Basta parlare di massa e pesi Valerio!”

Si lo so, ti avevo già annoiato nell’articolo sul peso del camper. Ma i numeri sono la mia passione quindi te li becchi anche qui. 🙂

Giusto per rinfrescarti la memoria: Massa Complessiva a Pieno Carico significa il peso massimo che il tuo camper può avere su strada.

Ok andiamo avanti.

A questa massa di 3500 kg puoi anche aggiungere un rimorchio leggero da 750 kg.

Quindi puoi portare in viaggio con te anche il tuo gommone o un piccolo carrello con i bagagli extra che non sono entrati in macchina.

“E se il rimorchio pesa più di 750 kg?” 

Puoi ancora usare solo la patente B a patto che il peso complessivo di autoveicolo e rimorchio non superi i famosi 3500 kg.

Quindi, ricapitolando:

se non hai rimorchio e il tuo camper pesa meno di 3500 kg, sei a posto!

Non ti serve leggere oltre. Puoi guidare tranquillamente con la normale patente B.

Se invece il tuo camper pesa di più…continua a leggere.

Patente per caravan e roulotte

Ovviamente non esiste nessuna patente specifica per caravan. Ma sicuramente se hai un caravan, questo è il tipo di patente che ti potrebbe interessare.

Un caravan in media pesa più di 750 kg e se hai anche una macchina pesante, è facile stare oltre i 3500 kg complessivi previsti dalla patente B.

Per superare questo limite, il Codice Della Strada prevedere delle estensioni della patente che sono indicate con la lettera E.

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Con la patente BE puoi guidare autoveicoli con Massa Complessiva a Pieno Carico fino a 3500 kg e un rimorchio di 3500kg.

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Conto paro come dal fruttivendolo:

“sò 7 tonnellate, che faccio lascio?”

Capisci che questa patente sembra fatta ad hoc per le roulotte, ecco perché l’ho chiamata patente per caravan. Se sei interessato a questa patente ti consiglio di approfondire sul sito CaravanTrips.

Nuova patente B96

“Barman che mi fai un B96? Bello forte mi raccomando!”

No, non si tratta di un nuovo cocktail da chiringuito sulla spiaggia.

La patente B96 è una patente a metà tra la B e la BE.

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Con la patente B96 puoi guidare autoveicoli con Massa Complessiva a Pieno Carico, compreso il rimorchio, maggiore di 3500 kg ma inferiore a 4250 kg.

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Ti starai chiedendo quale sia il vantaggio giusto?

Semplice, è molto più facile da prendere: ti serve solamente un esame pratico ed è fatta.

Da tenere a mente come alternativa alla patente BE, che è più complicata da ottenere.

Patente C: la patente per camper

Lo so che stavi aspettando questa parte.

Cos’è la famigerata patente C?

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Con la patente C puoi guidare autoveicoli per il trasporto di cose o persone con una Massa Complessiva a Pieno Carico superiore ai 3500 kg.

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Come per la patente B puoi trainare anche un rimorchio leggero da 750 kg.

Per esempio il modesto e umile camper Iveco Daily 65C17, pesa la bellezza di 6500 kg. 🙂

Se ti fermano per un controllo e sei alla guida di questo carro armato, o cali un poker di patenti B (e non funzionerebbe comunque) oppure ti serve la patente C per camper.

È la patente più diffusa soprattutto per chi guida camper mansardati e motorhome molto grandi.

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La patente per camper C: non è mica tutto rosa e fiori

Conseguire la patente C non è proprio una passeggiata.

L’esame teorico e pratico comportano lo studio e l’utilizzo di strumenti particolari.

Ad esempio il cronotachigrafo è uno strumento montato sui camion per trasporto merci e monitora costantemente la velocità, il tempo di percorrenza e la distanza. Ovviamente per guidare il tuo camper non è richiesto. Ma per passare l’esame della patente C si.

Anche il costo non è da trascurare.

Siccome i mezzi sono impegnativi e la strumentazione delicata, le lezioni di guida sono parecchio salate.

Si parla di un costo attorno ai 1000 euro, ma dipende molto dalla scuola guida o dalla motorizzazione.

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Considera anche i seguenti fatti:

  • i veicoli per cui è richiesta la patente C necessitano di revisioni annuali in motorizzazione;
  • la patente C ha una durate di soli 5 anni (contro i 10 della patente B);
  • i limiti di velocità da rispettare sono 50/80/100 km/h per veicoli fino a 12 tonnellate (50/70/80 km/h per veicoli superiori alle 12 tonnellate).

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Patente C1: una via di mezzo tra la B e la C

La patente C non fa distinzione tra un semplice amante del camper e dei viaggi come noi, e un professionista che usa la patente per lavorare con mezzi pesanti.

Esiste la patente C, punto. Non esiste la patente C per camper.

Come hai già letto, l’esame sia teorico che pratico della patente C è molto impegnativo. Molti abbandonano l’idea di un camper oltre i 3500 kg, solamente per la scocciatura di prendere questa difficile patente.

Per fortuna nel 2013 è stata introdotta una versione light: la patente C1.

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Con la patente C1 puoi guidare autoveicoli (e quindi camper) fino a 7500 kg di Massa Complessiva a Pieno Carico.

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Come la patente C, ha una durata di 5 anni e costa poco meno di 1000 euro.

Mmh, scusa ma allora dov’è la differenza con la patente C?

È più facile prenderla!

Le conoscenze richieste all’esame teorico e pratico sono più limitate rispetto alla patente C. Inoltre si può sostenere l’esame già all’età di 18 anni (e non di 21 come la patente C).

Se sei interessato ti suggerisco di approfondire i requisiti ed i regolamenti per sostenere l’esame per la patente C1.

Patente per camper C e C1Patente per camper C e C1
Patente per camper C e C1

Patente CE: per chi non si accontenta

Ok ma io non mi accontento! Con il mio motorhome voglio anche trasportare la mia barca a vela da 2 tonnellate (ho sparato…pesano così tanto?).

Anche per la patente C esiste l’estensione E se il rimorchio pesa più ai 750 kg.

Il significato dell’estensione è lo stesso della patente B.

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Con la patente CE puoi guidare autoveicoli con Massa Complessiva a Pieno Carico superiore ai 3500 kg e trainare un rimorchio con massa superiore ai 750 kg.

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Praticamente con la patente CE puoi guidate un camper da 5 tonnellate con al traino una roulotte da 4 tonnellate. Un casa su ruote che trasporta una villetta su altre ruote.

Buona fortuna nei parcheggi. 🙂

Confronto patente B e C per camper

Ora tutte le patenti sono sul tavolo, o almeno quelle che ci interessano per il nostro camper. Proviamo a fare un pò di ordine e confrontare le patenti necessarie in diverse situazioni.

La distinzione tra le varie patenti dipende esclusivamente dai limiti di peso del camper o eventualmente del rimorchio.

Situazione Patente
Camper con massa complessiva di 3500 kg B
Camper con massa complessiva superiore a 3500 kg C
Camper con massa complessiva di 3500 kg trainante un rimorchio leggero (meno di 750 kg) B
Camper con massa complessiva di 3500 kg trainante un rimorchio non leggero (maggiore di 750 kg). BE
Camper con massa complessiva superiore a 3500 kg trainante un rimorchio leggero (entro i 750 kg) C
Camper con massa complessiva superiore a 3500 kg trainante un rimorchio non leggero (maggiore di 750 kg). CE

Patente D e D1: ti porti dietro tutta la comitiva

Dopo B e C ovviamente c’è la patente D.

“Ci interessa a noi camperisti Valerio?”

In realtà no, ma fatto 30…facciamo 31.

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Con la patente D puoi guidare autoveicoli per trasporto di più di 9 persone, ma solo in uso proprio.

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Dal 2013, come per la patente C1, esiste anche la patente D1. Con questa versione light si possono guidare minibus  con numero di posti passeggeri superiore a 8 ma inferiore o uguale a 16.

Ora ti starai chiedendo perché non ci interessa a noi camperisti.

Te lo spiego subito.

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L’Art. 54 del Codice Della Strada stabilisce che un autocaravan può trasportare al massimo 7 persone (incluso il conducente).

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In Italia quindi un camper non potrà mai trasportare più di 7 persone.

Capisci quindi che la patente D in ambito camper e furgoni camperizzati non ha molta utilità.

Camper e patente C: ultime riflessioni

Hai capito che la scelta della patente dipende quasi esclusivamente dalla Massa Complessiva a Pieno Carico del camper e del rimorchio.

“Il peso del camper è l’unica cosa da considerare?”

In teoria si, ma in pratica ci sono anche altre cose da tenere a mente.

Per esempio la terza corsia in autostrada è sempre preclusa ai veicoli che richiedono la patente C.

Il pagamento di tunnel, traghetti e pedaggi dipende fortemente dalle dimensioni. Un camper o camion che richiede la patente C significa che è molto grande e questo comporta quindi costi maggiori.

Infine l’assicurazione ha in genere un costo maggiore se il peso del veicolo supera i 7500 kg.

Conclusioni

Sta a te decidere quale patente e veicolo utilizzare.

Se non vuoi rinunciare a nessun agio e portarti dietro anche l’asciugatrice, il camino e la barca da 20 metri, allora ti consiglio direttamente la patente C o C1 (e ovviamente un camper omologato per questa patente).

Se riesci a far stare tutto nei 3500 kg vai tranquillo con la patente B e ricorda che puoi sempre trasportare un rimorchio leggero fino a 750 kg.

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PS: non ho per niente nominato la patente A perché si riferisce alle moto. Ma questo lo sapevi meglio di me immagino. 🙂

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Quanto pesa il tuo camper? Il nostro Ducato rientra nei limiti di peso e non dobbiamo metterlo a dieta

Peso del camper

Devo essere onesto, non avevo mai pensato al problema del peso del camper eccessivo.

Quando è iniziata la nostra impresa di trasformare un vecchio furgone in un camper fai da te, il peso del camper non era assolutamente nella nostra “lista delle cose importanti”.

Poi molte persone mi hanno iniziato a chiedere:

“Occhio al peso che poi sono multe salate”

oppure

“Con tutto quel legno massello non sarai mai dentro i limiti di peso”.

Ovviamente non ho potuto fare a meno che informarmi.

In questo articolo ti racconto tutto quello che c’è da sapere sul peso del camper e sui regolamenti italiani ed europei.

Ti dirò anche come abbiamo calcolato il peso del nostro furgone camperizzato al grammo. Almeno in teoria, perché non lo abbiamo ancora pesato. 🙂

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Indice degli argomenti

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Quanto pesa un camper a pieno carico?

Iniziamo dalle basi.

Quanto pesa un camper venduto da una casa costruttrice e quindi completamente pronto per viaggiare?

Dipende (come diceva un mio odioso professore all’università).

Dipende dal tipo di camper, dalla sua grandezza e dal tipo di allestimento. Un numero esatto non avrebbe senso.

Su CamperReport hanno stimato un peso medio di 2350 kg, considerando 13 diversi tipi di camper.

C’è da dire che alcuni modelli arrivano a pesare a vuoto anche fino a 3300 kg…giusto una tonnellata in più rispetto alla media.

Ok ok, ferma tutto e ricomincia Valerio.

Cosa intendi per peso a vuoto?

Bravo, è qua che ti volevo.

Non esiste infatti un solo valore per indicare il peso del camper. Vediamo i termini tecnici essenziali.

La Massa a Pieno Carico (MPC), anche indicata come Peso Totale a Terra (PPT) o in inglese Gross Vehicle Weight Rating (GVWR), è la massa massima per circolare secondo i termini di legge ed è un parametro riportato sulla carta di circolazione.

Alcuni modelli di camper sono venduti praticamente già al limite del carico possibile.

Occhio a portare una bottiglia di vino in più.

[alert type=”danger” dismiss=”no”]

Attenzione che con la patente B si possono guidare veicoli con un massimo di 3500 kg. Quindi anche se sul libretto di circolazione il camper è omologato per 7 tonnellate, non lo potrai guidare con la sola patente B.

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Massa a pieno carico riportata sul libretto del nostro Ducato
Massa a pieno carico riportata sul libretto del nostro Ducato

Peso del veicolo a vuoto

Ok, e la massa del solo veicolo?

Questo è un valore che difficilmente viene riportato dalla casa costruttrice e può avere diversi significati a seconda se si considera il carburante ed il peso di eventuali passeggeri (che si stima di solito con 75 kg per passeggero).

La massa a vuoto di un veicolo, anche detta tara in Italia, è la massa del veicolo con il serbatoio pieno, il conducente, la ruota di scorta, i lubrificanti ed il liquido di raffreddamento.

Gli inglesi la definiscono come Unloaded Vehicle Weight (UVW) ossia il peso del veicolo con tutti i liquidi ma senza occupanti.

Noi abbiamo camperizzato un furgone/pulmino e quindi la tara del nostro veicolo non comprendeva l’allestimento interno del camper.

Portata del camper

Ora immagina di caricare tutto sul camper.

Gas, acqua, biciclette, cani, bambini, suocera e arbre magique.

Porta tutto sulla bilancia e il valore che esce fuori è il peso del camper.

Adesso togli la tara del veicolo e scoprirai con quanta roba, animali e persone anziane sei riuscito a farcire il tuo camper. Questo valore è noto come la portata del camper.

In inglese questo parametro è indicato come Cargo Carrying Capacity (CCC), e considera anche tutti gli accessori opzionali che non fanno parte della dotazione standard del camper.

Potrebbe farti comodo un’indicazione a spanne del peso di alcune componenti. Prendi questi valori con le pinze perché ovviamente possono variare (e non di poco):

  • 120 kg tra coperte, bombole, riscaldatori, pentole e padelle e catene;
  • 70 kg di acqua;
  • 50 kg di benzina;
  • 130 kg di passeggeri;
  • 30 kg di biciclette;
  • 20 kg tra sdraio, tavolo, sedie e fornello da campeggio.

Senza neanche rendertene conto potresti tranquillamente arrivare a 400 kg di portata in un attimo.

Per altri numeri indicativi ti consiglio questo articolo interessante su CamperLife.

Peso del camper tara a vuoto
Il nostro furgone Ducato nudo e crudo

Quanto pesa il nostro Ducato camperizzato

Questa domanda l’ho ricevuta così spesso che mi ha spronato a dare una Risposta con la R maiuscola.

Il calcolo del peso di un furgone camperizzato fai da te è ovviamente diverso rispetto ad un camper commerciale.

Io infatti conosco esattamente ogni singola vite che abbiamo avvitato durante i lavori. 🙂

Dal libretto di circolazione (in lingua germanica), si legge che la massa a pieno carico del nostro Ducato non può superare i 3250 kg.

Ok, buono a sapersi. Ma quanto pesa realmente?

Ora te lo dico.

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Su internet ho trovato che la massa a vuoto del nostro modello di Ducato è di 2065 kg.

Tieni a mente che la massa a vuoto include un passeggero (75 kg), il pieno di combustibile e tutto l’arredamento interno del furgone, come uscito dalla fabbrica.

Proviamo quindi a stimare la massa dal furgone nudo e crudo da cui siamo partiti per la camperizzazione.

Lasciamo pure il peso di una persona e del combustibile, ma togliamo il peso delle due file di sedili posteriori, delle cinture di cinture di sicurezza e delle plastiche interne sulle pareti e sul soffitto. Queste parti le abbiamo infatti smontate duranti i primi lavori sul furgone.

Considera anche che originariamente accanto al guidatore c’era un sedile per due passeggeri. Durante la camperizzazione lo abbiamo sostituito con un sedile per un solo passeggere, quindi molto più leggero.

Insomma a occhio e croce stimerei che il peso del furgone da cui abbiamo iniziato a chiudere i buchi della carrozzeria e stendere l’isolamento termico si aggira sui 2000 kg (chilo più, chilo meno).

Perfetto abbiamo una base di partenza.

Ora vediamo il peso della nostra camperizzazione.

Lo specchietto delle allodole del legno massello

La cosa che salta più agli occhi è chiaramente l’allestimento interno di legno del nostro Ducato.

Devo ammettere che forse qualche piccolo pezzo di legno mi può essere scappato, ma durante i lavori mi sono segnato tutti i materiali utilizzati…

intendo tutti tutti!

La maggior parte del legno usato è abete rosso, qualche piccola parte in compensato ed il pavimento in OSB.

Ho calcolato il volume dei singoli oggetti, moltiplicato il valore per la densità del legno e ottenuto quindi il peso del componente.

…non riesco a reprimere lo spirito ingegnere che è in me. 🙂

Questa tabella riassume la situazione legno nel furgone:

Oggetto Volume [m³] Densità [kg/m³] Quantità Peso [kg]
Pacco di perline (1.6 m² di superficie e 14 mm spessore) 0.022 450 7 70.5
Travi piccole per letto (24 × 44 × 2000 mm) 0.002 450 8 7.6
Travi grandi per letto (40 × 60 × 3000 mm) 0.007 450 5 16.2
Doghe letto (18 × 74 × 2000 mm) 0.003 450 16 19.2
Travi cucina (19 × 44 × 2000 mm) 0.002 450 11 8.3
Top cucina (19 × 500 × 2000 mm) 0.019 450 1 8.6
Travi mobiletto (24 × 44 × 2000 mm) 0.002 450 6 5.7
Pannelli OSB (15 × 625 × 2050 mm) 0.019 600 4 46.1
Tavolino (19 × 700 × 800 mm) 0.011 450 1 4.8
Pallett (1200 × 800 × 20 mm) 0.019 600 1 11.5
Pannelli compensato (500 × 500 mm) 0.005 650 1 3.3
Pannelli XPS (1250 × 600×  20 mm) 0.015 40 15 9.0
Altro 40.0
TOTALE 250.0

Alla voce “altro” ho incluso tutti piccoli pezzi che posso aver dimenticato strada facendo.

Allestimento e interni del Ducato in abete rosso
Allestimento e interni del Ducato in abete rosso

Peso totale del Ducato

Ti piacciono le mie tabelle?

Lo spero perché ne sta per arrivare un’altra.

Ecco tutti gli altri componenti essenziali che abbiamo aggiunto nel van:

Oggetto Peso [kg]
Batteria 50
Taniche acqua 45
Lavello, rubinetto, pompa acqua, ecc 10
Materasso 10
Impianto elettrico, relé, collegamenti, cavi, ecc 5
Bombola gas 10
Fornello gas 3
Sottopavimento isolante, PVC pavimento, reflectix, schiuma espansa 20
Giulia, fortunatamente solo 35 kg ma qui ne stimo 50 per sicurezza 😉 50
Peki e Molla 40
Altro 30
TOTALE 273

PS: ti è piaciuta la chicca sul peso di Giulia? 🙂

Queste sono tutte componenti essenziali che abbiamo già montato sul nostro Ducato al momento della scrittura di questo articolo.

Aggiungendo tutte le viti, la cassetta degli attrezzi, il triangolo di emergenza, la radio e gli occhiali da sole, possiamo arrotondare a 550 kg di carico totale.

Ovviamente mancano ancora tante cose.

Pannelli solari, coperte, pentole, vestiti, accessori vari…ma vediamo a che punto siamo rispetto alla massa a pieno carico.

Abbiamo detto 2000 kg di tara (che include carburante e un conducente) più 550 kg (che include Giulia ed i nostri cani), siamo a 2550 kg.

Il nostro limite massimo è di 3250 kg, quindi fanno 700 kg di margine.

Significa che possiamo potenzialmente portare con noi un cavallo da mezza tonnellata e saremo ancora nei limiti della legge.

Chissà che un giorno non lo porti davvero a pesare per vedere se ho fatto i conti bene. 🙂

Mai dire mai.

Morale della favola?

Una camperizzazione fai da te, specialmente su un furgone a passo corto come il nostro, difficilmente raggiungerà valori limiti a meno di strambi design degli interni.

Noi non si siamo fatti mancare niente e siamo ancora ampiamente nei limiti di legge.

Certo caricato per bene e con anche un bel portapacchi capiente, bisogna iniziare a stare attenti. Ma in ogni caso penso sia difficile raggiungere il peso di un equivalente camper di una casa costruttrice.

Limite di peso del camper

Con un camper già costruito o con un furgone camperizzato molto pesantemente non è difficile trovarsi in sovrappeso.

Specialmente se il tuo camper è grande, è molto facile stare fuori dai limiti di legge. Considera che in caso di controllo delle forze dell’ordine, sono previste sanzioni e multe salate.

In italia

L’articolo 167 del Codice Della Strada stabilisce limiti e sanzioni sul peso del camper.

Con la patente B non è possibile viaggiare con un mezzo più pesante di 3500 kg (serve la patente C in tal caso).

La massa a pieno carico di un camper è il valore di peso massimo riportato sul libretto di circolazione.

È prevista una tolleranza del 5% su questo valore (con arrotondamento ai 100 kg superiori)

Un camper con massa a pieno carico di 3500 kg risulterebbe ancora nei limiti di legge fino a 3700 kg.

[alert type=”info” dismiss=”no”]

Ci sono molte discussioni sui forum di settore se non sia più giusto applicare l’articolo 169 del Codice della Strada. Questo articolo non prevede infatti alcuna tolleranza sul peso del veicolo.

Sembra però che questo articolo sia più focalizzato sul sovrannumero di persone che non sul sovrappeso del mezzo.

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Nel resto d’Europa

La Svizzera è una delle nazioni più restrittive in tutta Europa, con una tolleranza sul peso del solo 3%.

Le sanzioni sono davvero elevate e parliamo pure di denuncia penale se il peso supera i 3787 kg.

Inutile dire che è anche molto probabile venire fermati alla dogana Svizzera se il camper è di notevole dimensioni.

[youtube id=”yt-tVtD6-gQ”]

Su Caravaninfo.dk sono riportate le multe in caso di sovrappeso del camper per molti paesi in Europa.

[alert type=”danger” dismiss=”no”]

Con un camper con una massa totale a terra da più di 3.5 tonnellate dovrai anche pagare un sovrapprezzo ai caselli in autostrada o sul biglietto dei traghetti.

Stai leggero e risparmierai non solo sulle eventuali multe. 🙂

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Misurare il peso del tuo camper

Se non sei certo di essere nei limiti ti consiglio seriamente di pesare il camper.

Come avrai capito non ha senso pesare il camper vuoto.

Caricalo come se dovessi partire, fai il pieno di benzina e carica dentro famiglia e bestiole.

Solitamente nelle grandi città ci sono delle pese pubbliche dove puoi pesare il camper gratuitamente o per pochi euro. In alternativa puoi provare nelle isole ecologiche (discarica), in un centro per le revisioni o nei grandi depositi di materiali edili,

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Se non hai nessuna possibilità nelle vicinanze, potresti provare con una bilancia per camper portatile. Solitamente il peso misurato è leggermente superiore al peso reale. Se sei ok con queste bilance non dovresti avere brutte sorprese in viaggio.

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Conclusioni

Il peso del camper è molto importate, punto!

Non puoi iniziare a costruire il tuo furgone camperizzato o a cambiare l’arredamento interno del tuo camper se non tieni a mente il peso finale.

Considera che oltre ai problemi di sanzioni in caso di controllo potresti avere problemi in caso di incidente (e vai di grattata).

Molte assicurazioni prevedono una clausola speciale che prevede la copertura assicurativa nonostante il sovrappeso.

Considera anche che alcuni camper sono omologati con una massa a terra (peso massimo) molto superiore ma questo significa possedere una patente C per poterli guidare.

Infine potresti “aggirare” il problema peso totale, aggiungendo un carrello appendice o rimorchio. Il peso di quest’ultimo infatti è riportato in una voce separata sul libretto di circolazione e non si somma al peso del camper.

La tua casa su ruote quanto pesa?

Dimensionamento batteria servizi: come calcolare l’amperaggio della batteria del camper

Dimensionamento della batteria servizi del camper

Stai progettando o revisionando il tuo impianto elettrico e devi scegliere la batteria servizi.

Di quanti Ah ho bisogno? 200 Ah oppure 500 Ah?

Ma alla fine, cosa diavolo significa Ah?

Se queste sono le domande che ti frullano nella testa, mettiti comodo amico mio e allaccia le cinture.

Mi sono trovato anche io in questa situazione.

Internet è una miniera infinita di pepite d’ore, ma se non hai una torcia per vedere dove scavare ti ritroverai solo con del carbone in mano.

In questo articolo non solo ti darò una breve e concisa spiegazione sui termini tecnici e le unità di misura delle batterie. Non mi fermerò neanche dopo averti spiegato come stimare i carichi elettrici e come fare il dimensionamento della batteria del tuo camper. 

Tutto questo lo puoi trovare in tantissimi altri siti…non ti sto raccontando niente di nuovo.

La cosa che non troverai da nessuna altra parte è…

…concedimi un pò di suspance dai…

un calcolatore che ti permette di stimare la dimensione della batteria servizi per il tuo impianto in meno di 5 minuti. 

Non dovrai fare conti, crearti un foglio excel o ricordarti le formule matematiche studiate da giovane. Inserisci pochi dati e scopri subito la dimensione ideale della tua batteria.

[button custom_color=”#ff7700″ font_color=”#ffffff” link=”#usa-calcolatore-dimensionamento-batteria-camper” size=”large”] PORTAMI SUBITO AL CALCOLATORE [/button]

Ho creato questo gioiellino personalmente e ci ho giocato per giorni interni per calcolare la dimensione della batteria del nostro furgone camperizzato. È super testato e validato. Se trovi qualche errore o imperfezione ti prego di segnalarmelo tranquillamente (email o commenti).

Bando alle ciance, entriamo nel vivo del tema.

Come promesso vedremo prima un pò di concetto teorici ma in maniera molto semplice, non spaventarti. Se vuoi passare direttamente al calcolatore o ad altri punti di questo articolo puoi usare l’indice qui sotto.

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Indice degli argomenti

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ABC elettricità: cosa devi sapere senza dare di matto

Parliamoci chiaro, non ti voglio fare una lezione di fisica sull’elettromagnetismo.

Semplicemente non ti serve!

Se sei curioso e vuoi saperne di più, chiedimi pure tutto quello che vuoi nei commenti qui sotto, ma per non annoiare nessuno proverò a essere super sintetico.

Ti voglio dire solo quelle poche cose che devi sapere per poter scegliere la dimensione della tua batteria servizi.

Siccome i termini tecnici dell’elettricità risultano poco tangibili, si usa spesso fare una similitudine con l’acqua per capire facilmente i concetti.

Noi invece useremo…l’acqua. Se ha sempre funzionato non vedo perché dovremmo cambiare analogia. 🙂

Carica elettrica della batteria (Ah)

Immagina un bel lago di montagna.

Ora immagina la quantità di acqua presente del nostro nel lago. È chiaro che più il lago è grande e profondo e maggiore sarà la quantità d’acqua, giusto?

Per una batteria è lo stesso concetto. La carica elettrica indica quanta “acqua” c’è nel nostro “lago”.

Si esprime in Coulomb in fisica ma quando si parla di dimensioni di batterie si usa l’unità di misura Ah, che sarebbe un Ampere moltiplicato per un’ora.

Volta e la sua pila (V)

Ora immagina che dal nostro lago parta un fiume che scorre verso valle.

A seconda che il fiume sia più o meno inclinato l’acqua scorrerà più o meno veloce, no?

L’inclinazione del “fiume” rappresenta la misura della tensione elettrica e l’unità di misura è il Volt. Il nome viene da Alessandro Volta, quel ragazzaccio che per primo inventò la batteria…forse gli serviva anche a lui per dimensionare la batteria servizi del suo camper?! Mah… non credo. 🙂

Tornando al lago, possiamo avere quindi una batteria a 12 V o a 220 V che nella nostra metafora si traducono in “fiumi di elettricità” più o meno inclinati.

Corrente di un fiume in piena (A)

La corrente elettrica rappresenta la portata d’acqua del fiume.

Un fiume molto inclinato (220 V) potrebbe essere molto stretto (un ruscello) e avere quindi una bassa portata d’acqua (corrente). Oppure potrebbe essere un grande torrente e avere una corrente elevata.

La corrente elettrica si misura in Ampere (simbolo A). Solitamente sui dispositivi elettrici a 12 V viene riportato il valore della corrente richiesta in ampere.

Potenza (W)

La potenza di un fiume in discesa dipende da quanto è inclinato e da quanta acqua trasporta.

Non a caso la potenza elettrica è il prodotto tra la corrente (A) e la tensione (V) e si esprime in Watt (W).

Nei dispositivi elettrici che abbiamo in casa (tensione a 220 V) è solitamente riportato il valore della potenza richiesta. Se hai capito la relazione che c’è tra questi tre elementi è chiaro che se ne conosci due, puoi facilmente risalire al terzo. 🙂

Corrente alternata e continua (AC/DC)

Mi dispiace, le analogie con il nostro bel laghetto di montagna sono finite.

Ora si sale sul palco con Angus Young e al suono di Highway to Hell  ti parlerò di AC/DC.

Non sto parlando di una delle più grandi rock band di tutti i tempi, ma della corrente continua e alternata.

Gli elettrodomestici casalinghi lavorano a corrente alternata con una tensione di 220 V. Microonde, caricatori per computer, televisori, lavatrici, impianto stereo, ecc. Sull’etichetta del dispositivo dovresti leggere AC, che significa appunto Alternating Current in inglese.

I dispositivi per le auto, i camper e le barche lavorano invece a corrente continua con una tensione di soli 12 V. Ventilatori, caricatori dei cellulari, frigoriferi da campeggio, ecc. Sull’etichetta troverai questa volta la scritta DC che significa Direct Current.

È fondamentale sapere quanto i tuoi elettrodomestici ed utensili consumano. In base a questo stimerai infatti la dimensione della batteria servizi.

Tensione e amperaggio di una batteria servizi
Tensione e amperaggio di una batteria servizi

Come determinare la capacità della batteria in Ah

Grazie per la noiosa lezione di fisica Valerio…parliamo ora della mia batteria per il camper?

Hai ragione, stavamo divagando troppo. Andiamo al sodo.

Vediamo come calcolare la dimensione della tua batteria servizi.

Prima però ti dico cosa devi tenere a mente.

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L’impianto elettrico di un camper è solitamente alimentato da una batteria con una tensione di 12 V. Su mezzi molto grandi e con impianti importanti la batteria può anche essere a 24 V, ma qui consideriamo solo impianti a 12 V.

Dopo la tensione, il parametro più importante è la capacità elettrica in Ah. Questo è il valore che indica quanto “acqua” c’è nel nostro “lago”. In gergo viene anche detto amperaggio della batteria ed è quello che vogliamo calcolare.

Nella nostra abitazione difficilmente pensiamo a queste cose perché siamo allacciati alla rete elettrica e abbiamo virtualmente una disponibilità infinita di Ah.

La batteria servizi è invece molto limitata e devi quindi essere più attento agli elettrodomestici che utilizzi.

Stimare i carichi elettrici

Per capire quanto grande deve essere la tua batteria (in termini di Ah), devi capire quali sono i carichi elettrici giornalieri del tuo impianto.

L’ideale infatti è avere un’idea molto chiara di tutti i dispositivi che utilizzerai in un giorno tipo.

Esempi di carichi elettrici?

Sicuramente ricaricherai il tuo smartphone una volta al giorno.

Avrai il frigorifero acceso tutto il giorno.

La sera accenderai le luci per qualche ora.

Sono solamente esempi ma ti danno un’idea dei tipici carichi elettrici in un camper.

Hai bisogno ora di tre valori:

  • Corrente o potenza elettrica: sui dispositivi a 12 V viene di solito indicato l’assorbimento di corrente (A), mentre su dispositivi a 220 V viene indicato l’assorbimento in potenza (W).
  • Tempo di utilizzo: quante ore al giorno (h) utilizzi ciascun dispositivo.
  • Percentuale di utilizzo: la percentuale di funzionamento del dispositivo durante le ore di utilizzo. Un frigorifero, ad esempio, raggiunta la temperatura impostata, non consumerà più al 100% ma intorno al 25%.

Nel calcolatore che ho creato (lo trovi più avanti in questo articolo) puoi inserire direttamente la potenza in Watt per gli elettrodomestici a 220 V e la corrente in Ampere per quelli a 12 V.

All’interno di due campi verdi è riportato il carico elettrico totale (in Ah) a 12 V e a 220 V.

Se invece sei più old style e vuoi farti i conti a mano…no problem.

Il carico elettrico giornaliero di un dispositivo è pari a:

Carico elettrico da 12 V = Corrente × Tempo utilizzo × Percentuale di utilizzo/100

Carico elettrico da 220 V = Potenza/12 × Tempo utilizzo × Percentuale di utilizzo/100

Il carico totale è chiaramente la somma dei carichi elettrici di tutti i dispositivi.

Efficienza dell’inverter

Per convertire la corrente della batteria da 12 V a 220 V hai bisogno di un inverter.

Lasciamo perdere come funziona, come dimensionarlo e come installarlo.

L’unica cosa che devi sapere è che l’efficienza dell’inverter dipende dalla sua qualità.

Solitamente un inverter ha un’efficienza tra il 90% ed il 95%.

Significa che per trasformare la corrente da 12 V a 220 V una piccola percentuale andrà persa…eh pazienza. 🙂

Calcolo autonomia batteria 12v

Ti faccio una domanda: quanto vuoi essere autonomo?

Ma che significa Valerio?

Quanto tempo vorresti usare il tuo impianto elettrico senza dover ricaricare la batteria?

Questo è un valore fondamentale che influenza drasticamente il calcolo che stai facendo.

Considera che tutti i carichi elettrici che hai stimato sono giornalieri. Se quindi stai puntando ad un’autonomia di due giorni, significa che il tuo carico totale sarà il doppio del carico giornaliero.

Livello di scarica della batteria

Bene ci siamo, manca un’ultimo, piccolissimo dettaglio.

Non puoi usare tutta la batteria servizi.

Cosa? L’ho comprata…è bella carica…nuova…e non posso usarla tutta?

Esattamente!

Il livello di carica della batteria servizi non deve essere mai inferiore al 40% (può variare leggermente a seconda del tipo di batteria). Se viene scaricata di più si danneggia irrimediabilmente. No good!

Meno una batteria viene scaricata e più longeva sarà. Idealmente ti dovresti tenere con un livello della batteria del camper intorno all’80% della sua carica.

Capisci che anche se acquisti una batteria con una grande carica elettrica, ti ritroverai a usare solo un piccola percentuale. In compenso avrai una batteria longeva e sana. Mica male dai.

L’amperaggio della batteria è quindi fortemente influenzato da quanti giorni di autonomia vorresti raggiungere.

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Il livello di scarica e di carica della batteria sono chiaramente complementari. Una batteria carica al 40% significa che ha un livello di scarica del 60%.

Nel calcolatore più avanti si parla di livello di scarica, quindi non dovremmo mai superare il 60% di scarica.

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Il livello di carica e di scarica della batteria servizi
Il livello di carica e di scarica della batteria servizi

Usa il calcolatore per il dimensionamento della batteria del camper

Se sei arrivato a leggere fino a qui, non ti dovrei spiegare nulla.

Vai al calcolatore qui sotto ed inserisci i carichi elettrici del tuo impianto sia a 12 V sia a 220 V. Specifica in alto, il numero di giorni di autonomia senza ricaricare la batteria, il livello di scarica e l’efficienza dell’inverter.

Nei box verdi vedrai la capacità elettrica in Ah che il tuo impianto richiede in un giorno.

Ma il vero numero magico che stavi cercando sta nella casella gialla…la dimensione della batteria servizi.

Ora, io parlo di batteria al singolare. Nessuno ti vieta di prenderne due piccole e collegarle insieme (in serie o in parallelo).

Il calcolatore può anche essere usato in modo opposto. Supponiamo per ragioni di spazio (per non dire economiche), non puoi montare un banco batterie troppo grande. Puoi allora inserire tutti i carichi del tuo impianto e modificare i giorni di autonomia in funzione della dimensione della batteria che intendi montare. Stai quindi calcolando i giorni di autonomia fissata una determinata dimensione della batteria.

Freccia giù



Conclusioni

Ho cercato di essere il più chiaro possibile ma considera che l’impianto elettrico (e in particolare il calcolo dell’amperaggio batteria) è uno degli argomenti più complessi nella costruzione o anche solo manutenzione di un camper fai da te.

Se hai ancora dei dubbi ti consiglio un utile approfondimento per il calcolo dei consumi elettrici.

Ti è stato utile il calcolatore?

Se hai problemi ad utilizzarlo o hai suggerimenti per modifiche o migliorie, non ci pensare neanche un secondo e lascia un commento. 🙂

Bagno in camper: 5 soluzioni per viaggiatori senza wc fisso nel camper

bagno in camper

È possibile vivere senza bagno in camper? È davvero così drammatico? Come posso risolvere il problema dell’impellenza?

In questo articolo ti racconto mille modi per liberare il tuo… spirito, anche se non hai un wc ad impianto fisso nel tuo camper o nel tuo furgone camperizzato.

E ti sfido a conoscere già tutte le diavolerie che ti mostrerò qui sotto. 

Quando scappa, scappa!

Su questo non ci piove.

Una delle domande più frequenti che abbiamo ricevuto da quando abbiamo deciso di convertire il furgone in un camper, è stata:

ma non lo mettete il bagno in camper?

Alcuni ce l’hanno chiesto un pò  disgustati, della serie: brutti zozzoniiiihh!

Altri invece sembrano un pò imbarazzati dall’argomento.

Se sei tra gli ultimi, ti faccio una rivelazione importante e sarò molto diretta:

NON SEI UN UNICORNO!

E nessuno di noi lo è, alias: la facciamo tutti, c’è poco da essere timidi.

Se ti ritrovi tra i disgustati invece, ti consiglio di andare avanti nella lettura, troverai pane per i tuoi denti.

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Indice degli argomenti

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Il bagno in camper: è fondamentale?

Solo un pazzo potrebbe non trovare comodo un bel gabinetto privato sempre disponibile al momento del bisogno (o dei bisogni).

Posso solo immaginare la gioia di avere un bagno in camper durante l’inverno, quando i pinguini ti salutano dalla finestra e solo il pensiero di uscire fuori ti mette l’ansia. O quando piove e non sei costretto ad inzupparti perché devi solo aprire la porticina magica e metterti in posizione.

Deve essere fantastico.

L’idea di non riuscire a sopravvivere a queste due situazioni, potrebbe spingerti a pensare di non poter vivere senza un wc in camper e ad orientarti verso soluzioni pronte con bagno. Se sei tra i più coraggiosi, potresti anche pensare di costruirlo da solo nel tuo furgone.

Però, non è tutto oro quello che luccica.

Tenere un wc con impianto fisso o portatile nel camper o nel furgone ha i suoi contro.

Quali sono i contro di un wc chimico?

In primis: va svuotato. E spesso.

Se sei into the wild trovare un punto di scarico delle acque, può essere davvero un problema. Sopratutto considerando che la cassetta andrebbe svuotata massimo ogni 3 giorni, ma anche uno, dipende molto da come viene usato il wc.

No, non è assolutamente consentito scaricare la cassetta del wc “dove capita”, se stavi pensando a questo. E la ragione è molto semplice. Te ne parlo più avanti nel dettaglio, ma se non resisti clicca direttamente su dove svuotare le acque del wc chimico.

In secundis: rischio di odori molesti.

Ti sorprenderà sapere quante persone hanno un bagno in camper, ma non lo usano (o lo usano raramente) perché gli odori invadono la cellula abitativa. No good.

In… terzis (?!) : occupano spazio!

Costruire una zona bagno, limita decisamente lo spazio disponibile nella cellula. Inserire un’area dedicata nel nostro Ducato è decisamente impensabile, per esempio.

E poi, è davvero necessario?

Se il tuo spirito di adattamento è pari a quello di un pesce nel deserto del Sahara, allora direi proprio di sì. Fossi in te non ci penserei due volte e prenderei un camper con il bagno o ne costruirei uno.

Anche se sei un tipo che non pretende molto per stare bene, ma il bagno privato è una delle prime cose nella breve lista del “non posso vivere senza”, allora opterei per il sì.

Ma, se non rientri dentro queste due categorie, allora è probabile che troverai la tua soluzione nelle proposte che ti scrivo qua sotto.

la gioia sul wc
La gioia sul wc

Sei un tipo super wild? Niente bagno e niente arnesi strani, ecco come puoi risolvere

Se hai deciso di orientarti verso la soluzione senza bagno fisso nel camper e trovi scomode anche le soluzioni portatili, hai altri modi per fare ciò che madre natura ti obbliga a fare.

Se viaggi per campeggi, ad esempio, il gioco è molto semplice. Tutti i campeggi hanno bagni e per lo più gratuiti.

Anche se sei vicino a strade principali non troverai grosse difficoltà tra aree di sosta, benzinai, bar ecc… è vero, a volte qui potrai trovare non proprio le migliori condizioni igieniche, quindi dovrai fare una selezione.

Se invece ti trovi in una zona selvaggia e non hai bisogno di grosse comodità, una paletta e un pò di carta igienica è tutto ciò di cui hai bisogno.

Mi raccomando, non lasciare le tue cose dove capita. La pala serve a questo… scava un bel buco e sotterra tutto. Il rispetto per gli altri e per l’ambiente prima di tutto!

Un esempio di wc decisamente "nature"
Un esempio di wc decisamente “nature”

WC chimici portatili e altre soluzioni ultraterrene

Tra il bagno in camper e la paletta ci sono delle soluzioni che rendono la pratica confortevole, ma non troppo.

In questa categoria faccio riferimento a tutto ciò che somiglia ad un gabinetto, ti avverto, per alcuni bisogna usare molta molta fantasia.

1- Il famoso Porta Potti

Il Porta Potti è sostanzialmente il re dei wc chimici da camper.

È formato da due sezioni: la parte superiore comprende la tazza, il serbatoio dell’acqua pulita e la pompa per tirare lo sciacquone, mentre quella inferiore è il serbatoio di scarico.

Le due parti del porta potti sono facilmente smontabili e quindi lavabili.

Il Porta Potti Qube 165 ha una pompa a soffietto e una capacità di carico di 20 litri e di scarico di 30 litri.

La differenza con il cugino il Porta Potti Qube 365 sta nel fatto che quest’ultimo presenta una pompa a pistone, quindi più potente e  un indicatore che ti segnala quando il wc è pieno.

L’utilizzo del Porta Potti e del wc chimico in generale è per lo più vincolato a un disgregante che igienizza, emana profumo e disgrega il contenuto del serbatoio per agevolare l’uscita dei residui. Aqua Kem Green della Thetford è una soluzione biologica liquida, ma esiste anche Acqua Kem Green in sacchetti, diviso in bustine pronte all’uso.

Per evitare ingorghi e facilitare la pulizia dei wc chimici è consigliabile usare una carta igienica che si sciolga in acqua rapidamente, i 4 rotoli di acqua soft sono abbastanza cari economicamente, ma sembra facciano molto bene il loro lavoro.

2- Tra un WC chimico e un secchio cosa c’è?

Una soluzione che può essere una via di mezzo tra un Porta Potti e un secchio, è il wc per camper Gigaplast.

In pratica si tratta di un secchio, con la forma della classica tavoletta sopra e una capacità di 15/18 lt. Non ha la cassetta estraibile, quindi per pulirlo devi semplicemente alzare la tavoletta, svuotare il contenuto e sciacquare il secchio.

In alternativa, puoi applicare una busta (biodegradabile!!! Cerchiamo di limitare l’uso della plastica!) sotto la tavoletta, raccogliere i tuoi scarti biologici e buttarla, senza aver bisogno di pulire il secchio.

Puoi scegliere se utilizzare un disgregante o meno, a seconda di quanto hai intenzione di tenere il contenuto all’interno. Se pensi di svuotarlo immediatamente (o quasi) dopo l’uso, non è assolutamente necessario.

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Una soluzione che può sembrare bizzarra, ma pensandoci è funzionale, è quella di mettere della lettiera per gatti ecologica nel secchio. Questo limiterà gli odori e agevolerà la pulizia.

Per avere un pò di intimità potresti trovare la salvezza in una tenda portatile richiudibile.

3- Bagno in camper: TOP solution ma super costosa

Dimentica prodotti chimici e sprechi di acqua.

Esiste una soluzione che è già molto utilizzata in altri paesi e non solo sui camper, che permette al ciclo naturale della vita di compiere il suo percorso.

Sto parlando della toilette da compostaggio.

Questo wc sostanzialmente separa l’urina dalle feci e tramite un trattamento aerobico, trasforma queste ultime in un composto organico, in pratica, concime!

Nel video qui sotto è spiegato in modo semplice come funziona una toilette per compostaggio.

Di contro, è costosa ed occupa spazio che non tutti hanno nel proprio furgone o camper.

[youtube id=”Nqz3mSnT-6E”]

4- Un sedile e passa la paura!

Devo ammettere che questa soluzione mi fa un pò sorridere.

Sto parlando di una tavoletta montata su un telaio di ferro, si chiama Highlander toilette portatile.

A parte la genialità del nome, mi pare sia un aggeggio utile per emergenze.

Occupa poco spazio e lo tiri fuori all’occorrenza, ti da una seduta comoda (?!) e pochi problemi per svuotare/buttare il materiale.

Non mi dà l’idea di stabilità onestamente, ma probabilmente dipende dal peso della persona.

Mi viene da pensare che possa essere usato anche senza busta, in mezzo ad un bosco per esempio e con una buchetta scavata preventivamente. Giusto per non mettere alla prova i quadricipiti.

Anche qui una tenda portatile pieghevole, potrebbe essere comoda per avere un pò di privacy.

5- A mali estremi…

Ok, qui usciamo un pochino fuori da quello che è tipicamente un wc, ma queste soluzioni sono degne di nota.

Questi arnesi non rispecchiano proprio la classica idea di “bagno in camper”, ma possono salvarti la vescica in caso di emergenza.

Il primo di cui ti parlo è un orinatoio d’emergenza. Sembra una bottiglia, la differenza sta nel fatto che questo è pieghevole e quindi occupa meno spazio ed è riutilizzabile una volta lavato.

È sicuramente più comodo per gli uomini, ma se sei donna, non preoccuparti, c’è la soluzione anche per te!

Un’alternativa può essere l’orinatoio con l’adattatore per donne e bambine, un pò meno sessista insomma.

Per te, amica, ho scoperto anche un altro prodotto: un kit che ti permette di orinare in posizione eretta.

In pratica è una sorta di imbuto in silicone piegabile e nel kit sono compresi una cannuccia che funge da prolunga, un tappino salva goccia, una sacchetta impermeabile, e una borsettina per riporre tutto. Geniale.

Lo so, fa un pò strano immaginare questa scena, ma pensandoci, quante volte potrebbe salvarti dalla scomodissima accovacciata selvaggia?

Il principio è lo stesso anche con il Pì-kono monouso, la differenza è che questo è in cartone idrorepellente ed ogni cono è utilizzabile una volta sola. Non sono molto per le soluzioni usa e getta in generale, odio gli sprechi! Però questi coni sono in cartone idrosolubile e l’astuccio è riciclabile al 100%, quindi non male.

Last but not least…

C’è una cosa che probabilmente hai già nell’armadio, ma non hai mai pensato che potesse avere una doppia funzione.

Sto parlando di un poncho per la pioggia. E no, non sono impazzita.

Il poncho, ti regala privacy e unito a qualche altro arnese che ti ho descritto qui sopra, può rendere l’esperienza anche più agevole.

La rana ha scelto un wc portatile :D
La rana ha scelto un wc portatile 😀

Dove svuotare le acque del wc chimico

Arrivati a questo punto, c’è una dovuta distinzione da fare.

Il camper può avere 3 tipi di acqua a bordo:

  • le acque chiare: le acque pulite, ancora mai utilizzate,
  • le acque grigie: sono le acque che provengono dallo scarico del lavandino e della doccia,
  • e le acque nere: le acque di raccolta del wc chimico.

Ora potresti pensare che le acque grigie non siano altro che normale acqua sporca da poter gettare ovunque, ma non è così.

Le acque grigie in genere contengono saponi per il corpo, dentifricio e saponi per i piatti: tutti elementi che inquinano incredibilmente. Detto ciò, è chiaro che le taniche di acqua grigia vadano buttate solo ed esclusivamente nei punti di sosta attrezzati per camper o al massimo in un lavandino.

Ma torniamo ai wc chimici.

Il wc integrato nel camper, come anche il wc portatile, sono costituiti essenzialmente da due serbatoi: uno contiene acqua pulita che serve per scaricare e l’altro raccoglie i rifiuti organici che escono dal tuo corpo, la pipì e la pupù, come li chiamerebbe un treenne.

Per evitare che odori sgradevoli si propaghino nel camper e che il serbatoio di raccolta esaurisca il suo volume molto velocemente, sarai molto tentato di utilizzare un disgregante.

Cos’è un disgregante? Una roba chimica che scioglie il contenuto di ciò che arriva nella cassetta del wc ed in genere emana un profumo.

Questa meravigliosa miscela di ingredienti crea le acque nere.

Idem come per le acque grigie, ne va da sé, che scaricare prodotti chimici in natura o nei tombini , oltre ad inquinare, vi farebbe rischiare, giustamente, una bella multa.

Quindi, dove scaricare le acque nere del camper?

L’unico punto dove è possibile scaricare le acque nere del wc chimico è nelle aree attrezzate per camper, chiamate anche CS (camper service) oppure AA (area attrezzata).

In casi estremi puoi pensare di utilizzare il wc di casa, di un campeggio, o di un’area di sosta, la sfida in questo casa sarà di tenere pulita l’area.

Bagno in camper: la nostra idea definitiva

Ok, visto che ce lo avete chiesto in molti, lo rendo pubblico: non metteremo un bagno in camper. 

La nostra idea è quella di utilizzare il nostro furgone camperizzato principalmente nei mesi caldi, o per lo meno, inizieremo ad utilizzarlo così.

Questo significa che in generale non avremo problemi di temperatura ad uscire fuori dal furgone e raramente affronteremo quello della pioggia.

Non vogliamo essere vincolati a dover svuotare le acque nelle aree attrezzate né tantomeno convivere con odori molesti nel nostro piccolo Ducato.

Ci organizzeremo tra bagni pubblici umanamente accettabili, natura e soluzioni portatili come quelle che ti ho descritto sopra.

Tu come affronti il problema nei tuoi viaggi? Hai un bagno in camper?

Modelli di camper: quali sono le differenze tra le varie tipologie?

Modelli di camper

Io di modelli di camper non ne so niente. Punto!

È vero, o meglio era vero.

Non sono mai stato un camperista.

I miei genitori avevano una roulotte fissa in campeggio dove ho passato gli anni più belli della mia infanzia e ho imparato la bellezza del vivere a contatto con la natura.

Ma non ho mai viaggiato in un camper, né tanto meno posseduto uno.

Insomma non posso davvero dire di essere il massimo esperto del settore.

Nonostante tutto, nell’estate del 2017, io e Giulia abbiamo deciso di costruire un camper fai da te.

Da allora abbiamo studiato di tutto e di più sul mondo che gira intorno a questo settore.

Ho letto moltissimo sui furgoni camperizzati, su come funziona per l’omologazione, come costruire l’allestimento interno, ecc. Ma non sapevo molto sui modelli già costruiti e commercializzati.

Ero così focalizzato sulla costruzione fai da te, che non avevo considerato tutti i modelli commercializzati e già disponibili sul mercato.

Che tu sia un camperista o solo un semplice appassionato del settore ti sfido a distinguere tutti i possibili modelli di camper.

Mansardati, semi-integrali, puri, motorhome, autocaravan, motorcaravan…è una follia.

Ho scoperto che in alcuni paesi i nomi si invertono e hanno significati completamente opposti. Per non parlare del termine americano RV (Recreational Vehicle) che ingloba qualsiasi tipo di accomodazione mobile.

Se anche tu hai le idee confuse, in questo articolo farò un pò di chiarezza quando si parla di diversi modelli e tipologie di camper.

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Indice degli argomenti

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Cos’è un camper?

La parola camper è facile, la conosciamo tutti. Partiamo da questa.

In Italia è il termine più diffuso e comunemente utilizzato.

Tuttavia il Codice Della Strada definisce come autocaravan, la macro categoria che contiene tutti i veicoli ricreazionali.

Ok ferma tutto, rifacciamo il punto.

Camper e autocaravan sono le categorie più generiche (almeno in Italia) che racchiudono tutti i veicoli speciali caratterizzati da una carrozzeria permanentemente adibita al trasporto e all’alloggio.

Bene, abbiamo messo i primi punti fissi.

Più avanti ti racconto nel dettaglio le varie tipologie e modelli esistenti.

Ma prima…

Sezioni dell’autocaravan

Per capire i vari modelli di autocaravan e come sono suddivisi, è importante capire l’anatomia base del camper.

La cosa che ovviamente non manca mai, è il motore. La presenza del motore, e quindi l’abilità di spostarsi in maniera autonoma, è l’unico elemento che di fatto contraddistingue i camper dalle roulotte.

Solitamente il motore è alloggiato nella parte frontale del veicolo, cioè nella cabina di guida.

La cabina è quella parte del veicolo dove siede il guidatore per condurre il mezzo.

Subito dietro la cabina di guida c’è la cellula abitativa. Questa zona racchiude la zona soggiorno, la zona letto, eventuale bagno e garage nei modelli più grandi.

In un recente articolo ti avevo raccontato di come puoi arredare la cellula abitativa.

Sembrano cose molto banali lo so, ma questa distinzione è fondamentale per capire i diversi modelli di camper.

Distinzione dell'allestimento interno tra cellula abitativa e cabina guida
Distinzione dell’allestimento interno tra cellula abitativa e cabina guida

Modelli e tipologie di camper

Perfetto. Chiariti questi concetti base, possiamo andare a classificare le diverse tipologie di autocaravan esistenti.

Una piccola premessa.

Sappi che su internet troverai probabilmente una diversa classificazione dei vari modelli.

Le definizioni che ho riportato in questo articolo sono quelle che ho trovato più spesso in rete.

Se sei abituato ad associare ad un modello un significato diverso…non me ne volere. 🙂

Ok, possiamo iniziare no?

Pronti, partenza e via.

Camper furgonato o puro

Questi sono i modelli di camper che più preferisco. Sono anche detti furgonati o furgoni camperizzati.

Sono a tutti gli effetti dei furgoni progettati dalla casa automobilistica per il trasporto di persone o di cose.

Su questa base di partenza viene costruito tutto l’allestimento interno, che ovviamente stravolge completamente l’aspetto e la funzionalità del veicolo.

Valerio, ma quindi è un camper o no?

Certamente si.

È il più puro di tutti i camper. 🙂

Noi stiamo convertendo un furgone Fiat Ducato. Il risultato sarà proprio un camper puro: base del furgone su cui viene allestito l’arredamento, gli impianti ausiliari ed i servizi.

Facciamo un breve confronto dei vantaggi e svantaggi di un camper puro:

Pro Contro
Facilità alla guida e durante i parcheggi per le dimensioni molto compatte Spazio disponibile nella cellula abitativa molto limitato
Consumi paragonabili a quelli di una grande autovettura I modelli più piccoli sono sprovvisti di un bagno e di una doccia interna
Velocità di crociera interessanti (120-130 km/h) Costo di acquisto elevato
Notevole sicurezza in caso di incidente Isolamento termico poco efficace

Alcuni fanno anche un’ulteriore distinzione in questa categoria, parlando di campervan. Per campervan si intende un camper puro con dimensioni molto compatte e solitamente sotto i 2 metri di altezza. Per capirci il classico furgoncino della Volkswagen.

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Pro e contro dei campervan sono proporzionali alle dimensioni: ulteriore agilità di guida e consumi ancora inferiori ma spazio interno ridotto al minimo.

Camper puro furgonato
Camper puro furgonato

Profilato o camper semintegrale

Il camper semintegrale è fatto con farina di grano  interno…

no no, non è quel tipo di integrale. 🙂

Questi modelli, anche detti profilati, sono basati sulla meccanica e sul telaio dei furgoni commerciali, ma hanno la cellula abitativa completamente rifatta dal costruttore.

La cabina di guida è quindi uguale tra camper puro e semintegrale.

Si può fare un’ulteriore distinzione in funzione del tipo di scocca realizzata.

La scocca a sandwich è formata da pannelli piani costituiti da un’intelaiatura di legno e isolante termico contenuti tra due fogli laminati. È sicuramente il metodo più economico per realizzare la scocca del camper.

La monoscocca in vetroresina è invece realizzata con uno stampo di resina di poliestere rinforzata con fibre di vetro. Questo è la stessa tecnologia impiegata per la nautica e garantisce una maggiore resistenza agli urti e al ribaltamento e praticamente l’impossibilità di infiltrazioni d’acqua.

Una ulteriore variante è la scocca a “C” che abbina le pareti e tetto stampati in vetroresina con un pavimento tradizionale a sandwich.

In generale la cellula abitativa di un camper semintegrale è leggermente più grande di un furgone puro, soprattutto in termini di larghezza. L’allestimento interno gode quindi di un maggior spazio ed è sempre presente un bagno con relativa doccia interna.

Facciamo un breve confronto dei vantaggi e svantaggi di un camper semintegrale:

Pro Contro
Guidabilità poco inferiore rispetto ad un camper puro Dimensioni esterne ingombranti, specialmente nei parcheggi
Isolamento termico buono Spazio interno e allestimento simile ad un camper puro
Camper semintegrale
Camper semintegrale

Camper mansardato

Il nome dice tutto.

Questi modelli hanno una mansarda sopra la cabina guida che contiene un letto matrimoniale. Avere il letto sopra la cabina guida significa acquistare moltissimo spazio nella cellula che può quindi essere sfruttato meglio.

Sono indubbiamente i modelli più diffusi in Italia ed adatti al trasporto dell’intera famiglia.

Sono super spaziosi e possono ospitare fino a 7 persone con diversi letti, tavolini e sala hobby. Ok con la sala hobby ho esagerato.

La sai la storia della coperta corta?

Se ti copri bene le spalle lascerai un piedi scoperti.

Un camper così lungo, largo, alto e con un enorme nasone che spunta sopra la cabina di guida non può avere le stesse prestazioni di guida di un piccolo Volkswagen T5.

I consumi sono molto elevati, soprattutto per il pessimo profilo aerodinamico.

La velocità massima di crociera si aggira intorno ai 90 km/h mentre l’altezza sproporzionata può provocare il ribaltamento del mezzo in caso di forti venti laterali.

Di buono c’è che essendo così grandi, hanno un isolamento termico incredibile…ci vai in Siberia e neanche te ne accorgi. 🙂

Vediamo la classica tabellina vantaggi e svantaggi per un camper mansardato:

Pro Contro
Isolamento termico ottimo Molto impacciato durante la marcia e i parcheggi
Abitabilità impressionante Consumi elevati e pessima aerodinamica
Tanto spazio da ospitare fino a 7 persone Velocità massima di 90 km/h

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Camper profilato a letto basculante

Il camper profilato a letto basculante è un ibrido tra un semintegrale ed un mansardato.

Sì, hai ragione qua la faccenda si fa tecnica, e il nome non è proprio semplice.

Camper profilato abbiamo detto che è il semintegrale, che ha quindi un profilo aerodinamico vantaggioso. Lo svantaggio del semintegrale rispetto al mansardato è l’assenza di una zona sopraelevata dedicata al letto, in modo da non rubare spazio alla cellula.

Il letto basculante è la soluzione.

La struttura di un letto è infatti attaccata al soffitto della cellula del camper nella configurazione giorno.

Durante la notte, il letto si abbassa, scorrendo su delle guide e trasformando completamente la cellula abitativa.

Pro e contro sono abbasta evidenti, ma ormai mi piace questa storia delle tabelle e quindi ti becchi anche questa: 🙂

Pro Contro
Tutti i vantaggi del camper semintegrale Meccanismo del letto non sempre semplice da azionare
Abitabilità paragonabile ad un mansardato Cellula abitativa quasi inutilizzabile quando il letto è abbassato

Motorhome o camper integrale

Signori e signore, qui parliamo della crème de la crème dei camper.

Vi presento sua maestà il motorhome, anche detto camper integrale…e non mi riferisco alla trazione. Alcuni si riferiscono a questa tipologia anche come motorcaravan o motorcoach.

Vai al sodo, cosa hanno di tanto speciale?

Sono dei veicoli completamente rivisti dal costruttore, compresa la cabina di guida.

Come hai capito, qualsiasi tipologia di camper vista in precedenza lascia la cabina di guida praticamente intatta. Come se la cabina di guida fosse la testa del veicolo, che rimane sempre uguale. Sugli altri camper infatti la cellula allestita viene montata sulle “spalle” del mezzo. Ma la testa (la cabina di guida) rimane sempre li.

I costruttori di motorhome, a quanto pare, non si accontentato.

Sono dei megalomani con ambizioni, alla Mignolo col Prof, di conquistare il mondo.

La cellula e la cabina sono della stessa larghezza e formano un unico ambiente interno.

Se ancora hai qualche dubbio, il video qui sotto ti chiarirà bene il concetto.

[youtube id=”_zpdDZY92lk”]

Le motorhome possono avere dimensioni ultraterrene e per alcune è richiesta addirittura la patente C.

L’aerodinamica del veicolo non è pessima come nei mansardati perché non c’è nessun “nasone” sporgente dalla struttura.

La cabina guida di un motorhome è completamente progettata e realizzata dal costruttore. La sicurezza in caso di incidenti, non può quindi essere paragonata ad un camper con la cabina progettata e testata da una casa automobilistica.

Tiriamo le somme e vediamo cosa c’è nella lista dei buoni e in quella dei cattivi:

Pro Contro
Vista panoramica durante la marcia Porta lato passeggero assente
Aerodinamica accettabile, in proporzione alle dimensioni Sicurezza inferiore in caso di incidente
La cabina guida è parte integrante della cellula e aumenta quindi lo spazio abitabile Per i più grandi, è richiesta la patente C
Maggiore luminosità nel camper Parabrezza delicato e costoso da riparare

Conclusioni

Ora dovresti avere le idee più chiare sulle varie tipologie e modelli di camper disponibili sul mercato.

Non esiste un modello migliore di tutti. Come al solito dipende da te.

Cosa stai cercando, qual è il tuo budget, quante persone utilizzeranno il camper, dove intendi utilizzarlo, ecc ecc.

Più o meno le stesse domande che devi porti se intendi acquistare un furgone per poi camperizzarlo.

Rispondendo alle solite domande base ti puoi fare un’idea di quale modello calza meglio le tue esigenze.

Se vuoi approfondire l’argomento ti lascio dei link che mi sono stati molto utili per capire le distinzioni tra i vari modelli:

Allestimento e interni del camper fai da te: non devi essere Fuksas per progettare il layout del tuo furgone camperizzato

Allestimento e interni del camper fai da te

Come faccio gli interni del camper fai da te? Metto il letto in fondo?

No no, molto meglio il letto su una parete che poi si estende.

Certo poi la cucina dove la costruisco?

Allora costruisco una cucina estraibile ma non so poi dove posizionare il tavolo. 🙁

Eccetera, eccetera…

Capisco molto bene quello che stai pensando. Nel camperizzare il nostro furgone abbiamo speso tantissimo tempo per trovare il layout perfetto per l’arredamento del Ducato.

Purtroppo non esiste una soluzione unica e dovrai comunque sbatterti un pò per capire cosa fa più al caso tuo. Non devi però essere il “Fuksas dei camper” per progettare il layout della tua cellula abitativa. L’elemento fondamentale è avere dei punti di riferimento su cui basarti e prendere spunto.

In questo articolo provo a darti una panoramica generale di diverse sistemazioni dell’arredamento e della disposizione dei mobili in un camper fai da te o furgone camperizzato.

Una spiegazione definitiva di tutte le possibili configurazioni di allestimento interno è impossibile. L’unico limite in questo campo è la creatività.

In questo articolo troverai degli esempi di disposizione dei mobili molto comuni per camper furgonati. Puoi prendere spunto da qui e poi creare la configurazione che più rispecchia le tue esigenze.

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Indice degli argomenti

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La divisione cellula e cabina: dove si guida e dove si “abita”

Prima di entrare nel dettaglio dei diversi allestimenti e layout è importante fare una macro distinzione delle diverse aree del camper.

Per cabina del camper si intende la zona guida, composta dal sedile del guidatore e del passeggero. Questa zona è solitamente molto simile per qualsiasi veicolo o macchina in commercio.

La cellula del camper è invece la parte abitativa dove si trova il letto, la cucina ed eventualmente anche il bagno.

Se stai convertendo un furgone commerciale in un camper fai da te, potresti avere la cellula abitativa e la cabina guida completamente separati da un divisorio o comunque non comunicanti.

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Il nostro furgone Ducato in origine aveva il sedile doppio del passeggero che impediva di passare dalla cabina alla cellula senza uscire dal veicolo. Personalmente trovo questa condizione molto scomoda ed è per questo che abbiamo sostituito il sedile doppio con uno singolo in modo da poter accedere alla cellula direttamente dalla cabina.

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Il vantaggio di avere le zone separate è quello di poter usare lo spazio nella cellula più efficacemente. Insomma dipende molto dal tuo gusto personale e da come preferisci organizzare l’arredo interno del van.

Distinzione dell'allestimento interno tra cellula abitativa e cabina guida
Distinzione dell’allestimento interno tra cellula abitativa e cabina guida

Distribuzione pesi: non devi metterti a dieta tranquillo

Ti ricordi il cartone animato i Flintstones? La scena in cui Fred ordina la bistecca e la macchina si ribalta per il peso?

Ecco questo è quello che intendo per una cattiva distribuzione del peso.

Quando progetti gli interni del tuo furgone o camper è di vitale importanza distribuire il peso in maniera omogenea.

Ok, ma praticamente cosa significa?

In camper ci sono dei componenti molto pesanti che sono presenti nel 99% dei layout. Mi riferisco alle batterie servizi, taniche delle acque e bombole del gas. Altri componenti pesanti possono essere presenti a seconda del tipo di allestimento e del tipo di uso che intendi fare del tuo van.

Ricorda di equilibrare bene il peso sia lateralmente che longitudinalmente.

Ma di cosa diavolo stai parlando?

Facciamo un esempio. Se installi la tanica delle acque chiare da 50 litri sulla parete sinistra del van, potrebbe essere una buona idea installare il pacco batterie da 50 kg sulla parte destra del camper. In questo modo il baricentro dei due pesi si trova più o meno al centro del veicolo.

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Oltre al discorso destra/sinistra, è importante che i pesi siano anche il più possibile allineati longitudinalmente. Non mettere la tanica dell’acqua sulla sinistra vicino al sedile guidatore e le batterie, sì sulla destra, ma vicino al portellone posteriore.

Insomma tutto deve essere correttamente bilanciato, o almeno cerca di fare attenzione alle componenti più pesanti. La stabilità del veicolo in moto dipende tantissimo dalla distribuzione dei pesi. Un veicolo fortemente sbilanciato potrebbe essere molto pericoloso da guidare. Occhio!

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Considera che il baricentro di una automobile non è esattamente al centro della vettura ma è spostato leggermente verso il cofano.

Ecco perché sui sedili posteriori si “soffre” di più il mal d’auto: essendo più lontani dal baricentro si percepiscono di più i movimenti della macchina e quindi il senso di disorientamento. 😉

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Layout allestimento camper corti

La dimensione del furgone o camper limita fortemente la divisione interna degli spazi. Per camper “corto”, intendo una lunghezza della cellula abitativa inferiore ai 3 metri di lunghezza.

Solitamente in questo spazio limitato è difficile dedicare uno spazio per una struttura del bagno. In questa categoria rientrano quindi i famosi “furgoni camperizzati senza cesso”. 🙂

Non significa non poter utilizzare un WC chimico eh?! Ma lo spazio è troppo poco per creare un locale chiuso dedicato al bagno.

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L’elemento chiave in questi layout è la posizione del letto (ovvio, è l’elemento più grande dell’arredamento). Fissato il letto, il resto dell’arredamento può avere mille varianti a seconda del gusto personale.

Le altre componenti dell’arredamento sono in genere il mobile della cucina e le sedute e tavolo.

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In un ambiente cosi piccolo, avere i sedili guida e passeggero girevoli (swivel seat in inglese), permette di allargare enormemente lo spazio abitativo perché si utilizza la cabina guida come un’estensione della cellula.

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Letto fisso nel retro e gavone

Disporre il letto fisso nel fondo del veicolo. Questa soluzione è molto semplice da realizzare e a seconda della larghezza del van da camperizzare, si può disporre la struttura del letto in direzione perpendicolare o longitudinale.

Ti consiglio di fissare il telaio del letto a circa un metro dal pavimento (anche di più se il furgone è alto). In questo modo puoi sfruttare al massimo lo spazio sottostante come ripostiglio (siccome parliamo di camper dovremmo usare il termine “gavone” che fa molto più esperto del settore).

Perché dovrei volere un letto fisso?

Per esempio potresti stivare, nel gavone sotto al letto, la bici, il kayak, la tavola da surf o qualsiasi altro accessorio ingombrate con cui ti piace spendere il tuo tempo libero.

Un letto alto ti mette a disposizione tantissimo spazio che puoi usare come meglio credi.

Allestimento interno del camper fai da te con letto trasversale
Allestimento interno del camper fai da te con letto trasversale

Divano letto

Se preferisci avere una zona giorno più funzionale potresti disporre la struttura del letto lungo una parete della cellula o sul fondo del van. Se viaggi in coppia (e non vuoi dormire come in una scatola di sardine), ti consiglio di usare una struttura letto estraibile.

Sarà come avere un divano letto. Durante il giorno, hai una comodo divano come seduta. Di notte, il divano si trasforma in un letto per una o due persone.

La costruzione del letto è sicuramente più complessa, specialmente se vuoi creare una struttura estraibile. Il gavone e lo spazio di stivaggio sotto al letto è inevitabilmente più limitato. Un divano infatti ha un’altezza di circa 40-50 cm per avere una seduta comoda.

In compenso avrai una cellula abitativa più funzionale soprattutto durante il giorno.

Divano letto su un lato del furgone camperizzato
Divano letto su un lato del furgone camperizzato

Tavolo dinette letto

Questa è la configurazione letto che abbiamo scelto per il nostro furgone camperizzato. Il letto è sempre posizionato in fondo al van ma ha la stessa altezza di un divano (40-50 cm) e si trasforma in una dinette.

Cosa diavolo è una dinette Valerio?

Ad essere onesti non lo sapevo neanche io ahahah. 🙂

Per dinette si intende una piccola zona cena (dinner significa letteralmente tinello in inglese) fatta di sedute e tavolo.

La struttura fissa del letto è solitamente fatta a ferro di cavallo. Al centro della C, a completare il pianale del letto, si colloca il tavolino estraibile.

Ok ok, ferma tutto…ricominciamo con più calma.

In versione notte la struttura si presenta come un normale letto. Durante il giorno la struttura si modifica in due o più sedute e un tavolino. Il tavolo è una parte della struttura del letto che si stacca e si fissa al pavimento con un asta.

La costruzione è molto più complicata sia da progettare che da costruire. I vantaggi però sono evidenti: lo spazio diventa multi funzione e ottimizzato per ogni situazione.

Dinette nel camper fai da te
Dinette nel camper fai da te

E la cucina dove va?

E la cucina dove va,
non c’è nessuno che lo sa.
Si arrabbia ma non strilla,
sorseggia camomilla
e mezza addormentata se ne va.

Lo Zecchino d’Oro camperizzato

La sistemazione della cucina nella cellula abitativa è un altro “big topic”.  Molto dipende dalle tue esigenze e anche dallo spazio a disposizione.

Non esiste un modo giusto ma solo il modo giusto per le tue necessità.

Puoi sistemare il mobile della cucina direttamente dietro la cabina di guida, lungo una parete laterale del van o ancora in fondo alla cellula, accessibile solo dall’esterno.

Insomma le varietà di layout sono veramente infinite.

Posizione della cucina nel camper
Posizione della cucina nel camper

Layout allestimento camper lunghi: ode al bagno

In caso di camper lunghi o di furgoni camperizzati di dimensioni L2, L3 o superiori, c’è abbastanza spazio per disporre letto, sedute e anche un bagno.

Il bagno rappresenta la differenza sostanziale rispetto ad un camper a passo corto. Questo non preclude il fatto di poter installare un bagno anche in un van piccolissimo come anche decidere di non costruirne uno in un camper da 10 metri. Quando si tratta di costruire un camper fai da te, tu sei il capo cantiere e tu decidi il layout interno.

Ti riporto ora dei semplici esempi di arredamento interno in funzione della posizione del bagno.

Bagno in fondo

Dedicare il fondo della cellula al bagno significa automaticamente disporre il letto/divano su una parete laterale (escludo chiaramente il caso di camper mansardati).

Specialmente in un furgone camperizzato autocostruito questa soluzione può essere comoda anche per la disposizione dell’impianto idrico e delle acque nere. I tubi ed i collegamenti saranno infatti facilmente accessibili dal retro del van.

Arredamento con bagno in fondo alla cellula abitativa
Arredamento con bagno in fondo alla cellula abitativa

Locale bagno subito dietro la cabina guida

Posizionare il bagno dietro la cabina guida permette di sfruttare il fondo della cellula per fissare il letto.

Una parete del bagno può essere utilizzata anche come divisorio tra la cellula e la cabina guida prendendo due piccioni con una fava. 🙂

La progettazione dei vari impianti servizi del bagno è leggermente più complicata perché, a differenza del fondo del van, non hai una parete libera che ti permette di accedere facilmente agli scarichi.

Arredamento interno con il bagno alle spalle della cabina
Arredamento interno con il bagno alle spalle della cabina

Bagno in mezzo alle…scatole

Ultima possibilità è quella di avere la struttura del bagno in mezzo alla cellula.

A mio avviso questa è una delle configurazioni più complicate da progettare e costruire in quanto non si ha neanche una parete di riferimento, come invece può essere il fondo della cellula o la divisione tra cellula e cabina.

Sicuramente è una delle configurazioni più diffuse soprattutto tra i camper furgonati commerciali. Se ben realizzata permette anche una naturale divisione tra zona soggiorno e zona notte e rende l’allestimento interno più naturale e funzionale.

Software di disegno: che mondo sarebbe senza CAD

Foglio di carta, matita e immaginazione. Questi erano, sono e saranno gli strumenti necessari per progettare gli interni del tuo camper fai da te.

Se non ti accontenti, ti piace smanettare con il computer e vuoi ottenere qualcosa di più dettagliato, ti consiglio di usare un software CAD (Computer Aided Design) per fare i disegni.

Esistono centinaia di programmi la fuori ma te ne consiglio uno in particolare: Google SketchUp.

Software CAD Google SketchUp Logo

SketchUp è facile da usare, ha una libreria di oggetti creati da altri utenti che puoi facilmente scaricare ed usare nel tuo design, ma soprattutto è gratuito.

Ok esiste anche la versione a pagamento, ma la versione gratuita (SketchUp Make) ti basta e ti avanza come si dice.

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Tutti i disegni in questo articolo sono stati realizzati usando Google SketchUp Make.

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Layout e omologazione

Non dimenticare che se intendi omologare il tuo furgone camperizzato o camper fai da te, dovrai passare per l’occhio di Sauron del tecnico della motorizzazione. Abbiamo già affrontato il tema di come omologare il furgone camperizzato.

Il TÜV in Germania, ad esempio, richiede che l’allestimento includa questi elementi:

  • un letto dove riposare;
  • acqua per bere;
  • una cucina per prepare i pasti;
  • delle sedute e un tavolo parti dell’arredo (sedie e tavolo da campeggio non valgono);
  • un armadio dove riporre i propri effetti personali.

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La progettazione degli interni del furgone deve quindi prevedere tutti questi elementi per passare l’omologazione del mezzo

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Conclusioni

So benissimo che progettare gli interni del camper fai da te non è affatto facile. Il mio consiglio è di guardare in giro come altri appassionati hanno pensato il loro camper e prendere spunto.

Qui sotto ti lascio dei link a siti web molto utili dove puoi trovare ispirazione per il tuo design:

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