Quanto costa camperizzare un furgone? La nostra esperienza con il Ducato di JustMolla

Quanto costa camperizzare un furgone?

Ce lo avete chiesto in tanti con ogni mezzo di comunicazione.

I dettagli intimi.

I particolari più difficili da trovare su internet.

Eh si, perché alla fine della fiera, va bene camperizzare un furgone, va bene fare da soli isolamento termico, pavimento e allestimento.

Ma la vera domanda è:

quanto costa camperizzare un furgone?

Durante i lavori e le operazioni burocratiche ho tenuto sempre aggiornato il LIBRO MASTRO delle spese.

Come un minuzioso contabile, ho segnato ogni singolo euro investito sulla camperizzazione del nostro Ducato.

Dai grandi costi di acquisto del furgone fino ai 2 euro di viti spesi in extremis il Venerdì sera per finire di fissare la struttura del letto.

Bando alle ciance, tieniti pronto con foglio penna e calcolatrice.

In questo articolo ti racconto quanto abbiamo speso per trasformare un vecchio pulmino dei vigili di fuoco di un paesino nel Baden-Württemberg in un camper omologato e con targa italiana.

Tieni presente che questi sono i costi che NOI abbiamo sostenuto per la NOSTRA particolare situazione.

Ti invito quindi a prendere queste cifre con le dovute precauzioni e a rapportare tutto alla TUA situazione e alle TUE esigenze.

Ultima cosa…

il JustMolla Ducato camper non è ancora finito!

E forse non lo sarà mai. Ma per il momento abbiamo deciso di fermare tutti i lavori e di procedere con delle spese solo se veramente sentiamo l’esigenza di un miglioramento.

Ok, si parte.

PS: il tempo di lettura di questo articolo è di 14 minuti…giusto per prepararti. 🙂

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Indice degli argomenti

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Quanto è costato il furgone di JustMolla?

In my humble opinion…questa è la voce dei costi più importante.

La scelta del furgone è cruciale e determina poi tante scelte durante la camperizzazione.

Ovviamente partire da un bel veicolo vintage con una sua storia e un suo carattere, è il sogno della maggior parte di noi.

Teniamocelo tra noi…ma sotto sotto c’è anche la voglia di risparmiare quanto più possibile sul prezzo di acquisto. 🙂

Ma un furgone non di primo pelo, con tanti chilometri sulle spalle, avrà inevitabilmente delle spese di manutenzione più frequenti di un mezzo più recente e moderno.

Poche ore dopo l'acquisto del nostro furgone Ducato
Poche ore dopo l’acquisto del nostro furgone Ducato

Tutta l’estate 2017 l’abbiamo passata girando tra privati e concessionari in cerca del compromesso perfetto.

Dopo mesi che studi i prezzi del mercato, riconosci perfettamente quali sono le vere occasioni.

Arrivati ad Agosto avevamo quasi perso le speranze.

Con il nostro budget e le nostre esigenze avremmo dovuto prendere dei mezzi veramente mal messi.

Poi, una sera nella calda, soleggiata e ridente Stoccarda (è ironico se non si capisse), abbiamo visto l’annuncio di un pulmino Ducato in vendita ad un centinaio di km da noi.

Sull’annuncio si leggeva:

zu verkaufen… 1900 € 

e anche

wenigen Kilometern… 107.000 km 

PERFETTO!

Era esattamente quello che stavamo cercando. Il comune di Germersheim dava via un pulmino 9 posti Ducato usato dai vigili del fuoco per fare spostamenti tra le caserme della regione.

E pulmino dei pompieri sia!

Vediamo l’annuncio la sera e la mattina successiva firmiamo il passaggio di proprietà.

Ah dimenticavo…trattiamo il prezzo a 1800€ 😛

Quanto sono costate le riparazioni meccaniche del nostro Ducato?

Eh già, se prendi un qualsiasi veicolo usato è un voce che devi mettere a budget.

Devi cambiare le gomme appena comprato? (circa 350 €)

Batteria? Freni e pastiglie? (circa 200 €)

Cinghia di distribuzione? (circa 500 €)

Revisione? (circa 100 €)

Per carità, sono tutte cose che rientrano nella normale manutenzione di un qualsiasi veicolo.

Il problema è che se prendi un mezzo usato e non presti attenzione a queste cose, potresti ritrovarti a fare tutti questi lavori contemporaneamente.

Come vedi, in un attimo potresti spendere 1000 euro in più del prezzo di acquisto del furgone.

Riparazioni meccaniche sul furgone Fiat Ducato
Riparazioni meccaniche sul Ducato…chissà cosa stava facendo Giulia 🙂

Ok Valerio, e voi che riparazioni meccaniche avete fatto?

Le gomme del Ducato stavano in ottime condizioni ed in più erano invernali…ottime per la Germania.

Al momento della vendita, il concessionario ha rifatto la revisione (TÜV) a spese sue. 🙂

Batteria e freni stavano messi molto bene.

L’unico grande scoglio era la cinghia di distribuzione che, nonostante i pochi km, era comunque da sostituire.

Nel corso del 2018 poi ci sono state altri interventi di manutenzione e piccole riparazioni meccaniche.

Ecco una breve lista dei lavori sul furgone:

  • radiatore interno
  • candelette + additivo pulizia iniettori diesel
  • filtro abitacolo
  • doppione chiavi
  • slider roller porta laterale
  • lampade fari
  • batteria veicolo
  • portatarga
  • cinghia di distribuzione e servizi, olio trasmissione, liquido di raffreddamento e termostato
  • guarnizione coperchio punterie
  • manutenzione ordinaria: sostituzione filtri e olio motore.

Tutti i lavori, a parte la cinghia di distribuzione, sono stati fatti da noi…con un notevole risparmio sui costi di manodopera.

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Il totale di tutti i lavori meccanici sul Ducato ammonta a…

1110 eurini.

Tanto?

Poco?

Penso sia molto soggettivo.

[alert type=”warning” dismiss=”no”] Molto più importante del costo in sé, è essere coscienti dei costi da sostenere. Se non hai idea di queste voci, in poco tempo potresti spendere 1000-2000 euro di lavori extra…

quello può essere un problemino :)[/alert]

Conversione a camper: quanto costa camperizzare il furgone?

Eccoci al punto più hot.

Sì sì, lo so bene, ci siamo passati anche noi.

Quello che ti ho detto fin’ora sono tutte cose che si trovano già in rete.

Il vero pezzo mancante del puzzle è sapere quanto costa camperizzare un furgone.

[alert type=”general” dismiss=”no”]

Piccola premessa:

Il nostro camper non è finito e soprattutto non abbiamo ancora comprato i componenti più costosi quali:

  • batteria servizi
  • pannello fotovoltaico
  • frigorifero
  • inverter

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Come ti accennavo all’inizio di questo articolo, mi sono appuntato come un segretario certosino, ogni singolo euro destinato sul camper.

Come tu che stai leggendo questo articolo, anche noi non avevamo la minima idea di quanti denari sarebbero serviti. 🙂

Per semplificare il tutto ho diviso il budget speso in 3 categorie.

Sí, perché mentre alcune spese sono obbligatorie per tutti, altre dipendono dai mezzi e strumenti di cui ognuno può godere.

1) Costo degli strumenti e utensili necessari per la conversione

Qui ho raccolto tutti gli utensili e dispositivi che abbiamo acquistato durante la camperizzazione.

guanti-maschera-protezioni-lavori
Giulia pronta ad accogliere gli alieni a Stoccarda

Alcuni strumenti già li avevamo e quindi non li vedrai elencati qui sotto (e.g. multimetro, avvitatore, ecc):

Considera che io, da buon ingegnere meccanico, avevo già una cassetta degli attrezzi che officina Ferrari scansati proprio 🙂

Se parti da zero e non hai neanche un cacciavite, allora i numeri saranno molto diversi.

Insomma alla fine della fiera la voce conversione -> strumenti ammonta a circa 370 €.

2) Costo del materiale per la conversione

Per materiale intendo qualsiasi cosa che sia stata aggiunta al furgone per costruire l’allestimento interno.

Faccio una breve lista per non annoiarti e per darti un’idea di tutte le voci:

  • kit ripara ruggine, vetroresina e solvente rimuovi colla
  • colla siliconica, colla spray e silicone sigillante
  • pannelli isolanti di XPS (12 m^2)
  • reflectix e bombolette di schiuma espansa
  • isolante termico per il pavimento
  • pannelli di ESB per il pavimento
  • copertura in PVC per il pavimento, colla stucco e profili in alluminio
  • perline e listelli in abete rosso
  • pannelli di abete rosso e compensato per allestimento interno
  • viti, bulloni, dadi, calamite, tubi e corde
  • connettore, adattatore fascette, cerniere, staffe, ….
  • interruttori, fili elettrici, switch, corrugato, fusibili, …
  • impregnante ad acqua e pellicole oscuranti

Praticamente avendo già un’officina con tutti gli strumenti e utensili del mondo, questi sarebbero gli unici materiali extra di cui hai bisogno per ottenere la struttura grezza di un furgone camperizzato.

Money, money, money…

Hai ragione. Qui il conto si è fermato a 1210 € con amaro offerto dalla casa. 🙂 

Tanto o poco lo lascio giudicare a te.

L’importante è che tieni sempre a mente il risultato finale che abbiamo ottenuto noi. Si potrebbe fare molto di più come molto di meno.

Sta di fatto che questo è quello che ci è costato.

3) Costo di accessori e arredamento per la conversione

Questa è l’ultima categoria per quanto riguarda la conversione…ossia tutta la ROBBA che ci abbiamo messo dentro:

  • scala telescopica
  • luci LED
  • caricabatteria
  • taniche acque chiare e grigie
  • lavello, sifone, pompa, accumulatore, rubinetto, …
  • bombola gas, riduttore di pressione, fornello ed estintore
  • barre portapacchi
  • tracciatore GPS
  • radio JVC

Come puoi vedere in realtà non è molto.

Arredamento interno del soffitto del nostro Ducato camperizzato
Arredamento interno del soffitto del nostro Ducato camperizzato

PS: abbiamo anche riciclato un materasso di un divano letto che ci sta alla perfezione e una batteria servizi temporanea.

Considera che le voci di costo maggiore solitamente sono la batteria, i pannelli solari, il frigorifero, l’inverter… insomma tutto ciò che riguarda l’impianto elettrico è solitamente molto costoso.

Per questo ho pensato che dividere i costi ti possa aiutare a capire meglio quali potrebbero essere le reali spese nel tuo caso.

Concludendo arriviamo ad una spesa di 910 euro per questa corta lista.

[alert type=”warning” dismiss=”no”] Quanto potrebbe costare una batteria servizi ad hoc, pannelli solari, frigorifero e inverter?

Dipende dalle dimensioni, se nuovo o usato, dalla qualità, ecc… Penso sia MOOOLTO facile arrivare a 1000 euro.  [/alert]

Omologazione e documenti: quanto costa avere la scritta “autocaravan” sul libretto?

Questo capitolo non riguarda solamente la tanto discussa omologazione.

Qui ho raccolto tutte le spese relative ai documenti, burocrazia, bla bla…insomma tutta quella roba noiosa che tutti verremmo evitare.

Il punto è che questa spesa incide fortemente sul totale e quindi mi sembra giusto riportarla.

Niente è più difficile, e pertanto più prezioso, della capacità di decidere.
Napoleone Bonaparte

Insomma delle serie…fai un pò come ti pare con l’omologazione (ne abbiamo parlato tanto qui). Ma di sicuro non puoi trascurare tutte le spese e tasse obbligatorie.

Ecco un dettaglio delle spese:

  • passaggio di proprietà + targhe (in Germania)
  • omologazione a camper (in Germania)
  • tassa di proprietà (in Germania)…per la modica cifra di 725 euri O_O
  • foglio dati tecnici del veicolo
  • nazionalizzazione del camper (in Italia)
  • revisione (in Italia)
  • bollo di proprietà (in Italia)

Il totale è di circa 1720 euro di pezzi di carta 🙂

Conclusioni: il costo totale per la conversione di un furgone in un camper è…

Proviamo a tirare le somme e vedere quanto costa camperizzare un furgone:

Acquisto del furgone Fiat Ducato 1800 €
Riparazioni e manutenzione 1110 €
Camperizzazione del furgone 2490 €
Documenti e tasse 1720 €

per un totale di 7120 € chiavi in mano.

Pensavi molto di meno vero?

Sí sí, lo pensavamo anche noi.

Pensavamo anche che ci avremmo messo appena 2 mesi e che sarebbe filato tutto liscio come l’olio.

E INVECE NO!

Questa è la realtà della nostra esperienza.

Stai per cimentarti in una conversione fai da te e vuoi seguire i nostri passi? Sappi che queste sono le cifre nude e crude che ti si prospettano.

Speriamo veramente che questi numeri possano aiutarti nel tuo grande progetto di camper fai da te.

Rispondere alla domanda quanto costa camperizzare il furgone non è affatto semplice e forse solo alla fine del progetto riuscirai a tirare le somme.

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Se pensi di spendere 1000 € in tutto e ottenere un risultato come il nostro…rimetti i piedi per terra.

Se hai paura di spendere 10000 € e ottenere un risultato pessimo…non demordere e vai avanti tranquillo.

Per te che sei nel mezzo, questi numeri ti aiuteranno a capire dove risparmiare e dove invece conviene investire di più rispetto alle tue esigenze e necessità.

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Se vuoi vedere altri esempi di costi di camperizzazione ti suggerisco queste due pagine:

Che dire…buona camperizzazione 🙂

Oscuranti termici per camper fai da te: come li abbiamo realizzati per il nostro Ducatone

Oscuranti termici per camper fai da te

Oscuranti termici per camper fai da te?

No, non sto parlando di nessuna forza oscura né di strane eclissi nel tuo camper.

Sto parlando di come fare a non disperdere il calore dalle finestre del tuo camper.

Esistono tante soluzioni diverse, sia commerciali sia fai da te.

In questo articolo ti racconto di tutte le soluzioni tecniche più diffuse e della soluzione scelta per il nostro Ducato camperizzato.

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Indice degli argomenti

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A cosa servono gli oscuranti termici?

La parola oscurante ti potrebbe trarre in inganno. Non si tratta di tende per bloccare la luce…o meglio non solo la luce.

Gli oscuranti termici servono a bloccare il flusso di calore.

Oooohhh che parolone…parla come magni Valerio!

Ok, semplifico. Gli oscuranti termici sono parte dell’isolamento termico del camper e mantengono la cellula abitativa calda d’inverno e fresca d’estate.

Oooohh…ora si capisce. 🙂

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Nel mondo dei camper e caravan, gli oscuranti termici sono dei componenti che vengono fissati sulle finestre.

Sono proprio in quei punti infatti che avviene il maggior scambio termico con l’ambiente esterno, in quanto l’isolamento termico è molto minore rispetto alle pareti (dove l’isolamento è già installato).

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Questo tipo di isolamento funziona grazie alle proprietà delle superfici di riflettere il calore.

Vediamo di capire prima che tipo di calore stiamo combattendo.

Radiazione termica

Lo scopo è limitare la trasmissione di calore per radiazione termica.

Questo calore infatti fluisce da un corpo caldo a un corpo freddo anche senza che ci sia contatto tra loro…in realtà anche se in mezzo c’è il vuoto assoluto (nello spazio ad esempio).

Fondamentali sono quindi le proprietà delle superfici (come la riflettanza e l’emissività). La radiazione termica che colpisce un corpo può essere infatti riflessa o emessa in maniera minore in funzione del tipo di superficie.

Il cubo di Leslie è un esperimento che spiega chiaramente questo fenomeno.

Nel video qui sotto un cubo viene riempito con acqua bollente. Ogni faccia del cubo è fatta con un materiale diverso che ha quindi differenti proprietà di riflettere ed emettere il calore.

Con una telecamera termica si riesce poi a vedere quanto calore viene trasmesso da ogni singola faccia.

[youtube id=”ClRrU6JuBOc”]

Barriera termica

Hai capito che serve un materiale in grado di riflettere il calore che gli arriva e di emetterne meno dalla parte opposta.

Quello che ti serve è una barriera termica.

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Non si tratta di un vero e proprio isolante!

Come si vede nel video qui sotto, se metti il foglio isolante a contatto con la padella calda e poi tocchi il foglio di isolante…bhè non lo fare, fidati. 🙂

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La trasmissione di calore per conduzione infatti non viene inibita. Una barriera termica agisce solamente contro la radiazione termica.

Nel video qui sotto puoi chiaramente vedere l’effetto benefico di una semplice barriera termica.

[youtube id=”E1IwS0_lpBc”]

Oscuranti termici

Bando alle ciance.

Ora hai capito il principio fisico, vediamo come utilizzarlo a nostro favore.

Il modo più efficace per usare una barriera termica è sulle finestre, ma questo tipo di tecnica si usa anche per l’isolamento termico dell’interno camper.

Sui vetri c’è solitamente un forte scambio di calore e una barriera termica può evitarti di friggere d’estate e congelare d’inverno.

È qui che entrano in campo gli oscuranti termici.

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Per oscurante si intende un dispositivo che ostruisce la luce e che quindi “oscura”. Ma la parola termica ci fa drizzare le orecchie.

Esattamente…oscura la luce e funge da isolante termico contemporaneamente.

Ce ne sono di tutte le salse e per tutti i tipi di finestre e parabrezza.

Interni alle finestre

I più diffusi sono gli oscuranti termici da interni. Significa che vengono posti sulle finestre del camper dall’interno della cellula abitativa.

In commercio ci sono kit già predisposti per ogni modello di camper. Per esempio per il nostro Ducato camperizzato c’è il kit che include le finestre nella cabina di guida ed il parabrezza.

Gli oscuranti possono anche essere usati per tutte le altre finestre del camper internamente. Ovviamente dipendono dalle dimensioni della finestra su cui vanno installati.

Esterni a finestre e parabrezza

L’oscurante termico può anche essere fissato esternamente al camper.

La cabina guida viene completamente coperta, includendo anche il cofano ed il motore.

Il vantaggio è evidente, non si lasciano ponti termici, cioè luoghi scoperti dove può passare il calore. Si copre tutto in maniera omogenea con una sola mossa.

La scocciatura è che l’oscurante è esposto agli agenti atmosferici e non è proprio “simpatico” da montare quando fuori nevica o piove.

Oscuranti termici per camper fai da te

Come sai noi siamo amanti del fai da te…bhè abbiamo fatto tutto il nostro camper Ducato fai da te.

Ci potevamo far spaventare dagli oscuranti termici?

Come on!

Per fortuna avevamo del materiale avanzato dai lavori di isolamento termico del Ducato.

Ora ti racconto come abbiamo realizzato gli oscuranti termici fai da te per le finestre del nostro furgone camperizzato.

Molla non è stato troppo di aiuto a realizzare gli oscuranti termici
Molla non è stato troppo di aiuto a realizzare gli oscuranti termici

Reflectix, reflectix e reflectix

Ti ho già parlato del reflectix. Si tratta di un materiale composto da due superfici di alluminio riflettente che racchiudono uno strato di bolle d’aria.

La proprietà di questo materiale è quella di riflettere il calore da un lato del materiale e di emettere meno calore dall’altro lato…praticamente una barriera termica.

Per realizzare gli oscuranti termici abbiamo preso le misure di ogni finestra e tagliato dei rettangoli di reflectix.

L’oscurante deve essere leggermente più grande del vetro della finestra in modo da incastrarsi bene anche lungo i bordi.

Ok, un gioco da ragazzi no?

Purtroppo no!

La cosa più difficile è capire come diavolo fissare il reflectix alla finestra!

Montaggio temporaneo dei foglio di reflectix sulle finestre
Montaggio temporaneo dei foglio di reflectix sulle finestre

Come fissare gli oscuranti termici fai da te alle finestre

Le abbiamo pensate tutte, e provate quasi tutte. Ti lascio qui una lista di idee e consigli.

Fidati che sono “gemme preziose” e ci hanno richiesto giorni e giorni di ricerche su internet:

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  • Calamite: incolla una calamita sul reflectix per far presa sulla cornice o bordo di alluminio della finestra. Non sottovalutare il peso e usa delle calamite molto forti. Noi abbiamo provato delle calamite piccole e non erano sufficienti.
  • Ventose: fissa delle ventose sull’oscurante termico per far presa direttamente sul vetro. Acquista delle ventose di qualità altrimenti metterai a dura prova il tuo sistema nervoso quando le ventose inevitabilmente si staccheranno.
  • Elastico: questa è la soluzione che abbiamo scelto. Un filo elastico scorre lungo la finestra e tiene il reflectix aderente al vetro. Per garantire un contatto migliore abbiamo anche usato degli anelli di spessore sul filo elastico, per avere più pressione sul foglio di reflectix.
  • Punto e cucito: soluzione un pò più elaborata e complicata soprattutto perché il reflectix non si presta ad essere lavorato come un tessuto. L’idea è di fissare l’estremità superiore del foglio di reflectix direttamente alla struttura della finestra. Il foglio viene arrotolato e fissato sopra la finestra quando non serve.

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Sul nostro Ducato abbiamo avvitati delle viti con occhiello finale al contorno della finestra, creando quindi i punti di attacco per la corda elastica.

Corda elastica e spessori per sostenere gli oscuranti termici
Corda elastica e spessori per sostenere gli oscuranti termici

Sulle finestre degli sportelli posteriori abbiamo usato sia le corde elastiche sia le calamite. Il risultato è ottimo.

Facciamo passare il foglio di reflectix dall’alto in modo da scorrere tra la corda elastica ed il vetro. Una volta arrivato nella sua posizione le calamite fanno il loro lavoro e lo fissano alla portiera.

Calamite sui 4 angoli degli oscuranti termici delle porte posteriori
Calamite sui 4 angoli degli oscuranti termici delle porte posteriori

Tessuto oscurante trapuntato

Ok, te lo confesso.

Il reflectix non è pensato per questo utilizzo.

Certo, è una barriera termica. Certo, si può usare per l’isolamento termico del camper. Ma non è sicuramente indicato per lavori di cucito.

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Il reflectix infatti non è un tessuto. È un foglio di alluminio con delle bolle d’aria…mia nonna non lo passerebbe mai sotto la sua Singer per fargli il bordo.

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I prodotti disponibili in commercio sono realizzati con un materiale molto simile, ma fatto a tessuto. Viene chiamato tessuto oscurante termico trapuntato.

All’interno invece di avere delle bolle d’aria, c’è un materiale sintetico isolante, che assolve la stessa funzione.

Risulta molto più comodo da lavorare, ma il potere isolante è leggermente inferiore al reflectix.

Se non hai avanzi di reflectix e devi acquistare il materiale per gli oscuranti, ti consiglio di scegliere questo tessuto direttamente.

[youtube id=”9JkhgHSG8Nk”]

Tende oscuranti

Non ti bastano tutte le soluzioni viste finora?

Vuoi qualcosa di ancora più semplice e immediato da montare pur rimanendo nel fai da te?

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Ti consiglio le tende termiche oscuranti. Sono delle tende da casa che hanno da un lato una superficie riflettente che funge da barriera termica.

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L’efficienza termica ovviamente non è paragonabile al reflectix o al tessuto trapuntato ma riesce comunque a riflettere gran parte del calore.

Se già hai predisposti i supporti, ti basta tagliare la tenda termica a misura e montarla…niente di più facile.

Conclusioni

Il nostro Ducato camperizzato monta dei fogli di reflectix su ogni finestra, fissati con corde elastiche e piccole calamite.

Per capire come fare a fissare gli oscuranti termici sulle finestre ci siamo studiati tante soluzioni diverse prendendo spunti da van lifer e blogger in tutto il mondo.

Hai usato una tecnica diversa per i tuoi oscuranti? Faccelo sapere nei commenti.

Rivestimento del soffitto del camper: altro che Cappella Sistina

Rivestimento del soffitto del camper fai da te

La Cappella Sistina è uno dei più famosi tesori della Città del Vaticano. Michelangelo Buonarroti impiegò quasi 10 anni per affrescare la volta che rappresenta oggi una delle opere artistiche più conosciute della civiltà occidentale.

Seriously?

Michelangelo! 10 anni ci hai messo? Noi in pochi mesi abbiamo rivestito tutto, e dico TUTTO, il soffitto del camper…altro che Cappella Sistina. 🙂

In questo articolo ti racconto di come abbiamo isolato, rivestito e rifinito il tetto interno della cellula del nostro furgone camperizzato.

Ti ho già raccontato la nostra metaforica sfida con la NASA nella costruzione del pavimento del camper. In questo articolo invece faremo un testa a testa con uno degli artisti più famosi di tutti i tempi (sì, hai capito…parlo di Michelangelo).

Se vuoi saltare facilmente in una sezione del post puoi usare l’indice degli argomenti qui sotto.

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Indice degli argomenti

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Isolamento termico del tetto

Come già fatto per il pavimento, la prima cosa a cui pensare è l’isolamento termico, per garantire una protezione da caldo estivo e dal freddo invernale.

Abbiamo usato tre diversi strati di materiale isolante:

Abbiamo incollato i pannelli di XPS direttamente sulla lamiera del tetto. Abbiamo farcito come maritozzi i montanti del tetto con la schiuma espansa. Infine abbiamo coperto il rosa dell’XPS con i fogli di reflectix.

Se sei curioso di scoprire tutti i dettagli dell’installazione dell’isolamento termico, dai una letto a come abbiamo isolato termicamente il nostro furgone.

Pannelli di XPS sul soffitto interno del furgone
Pannelli di XPS sul soffitto interno del furgone
Fogli di reflectix incollati sopra i pannelli rigidi di XPS
Fogli di reflectix incollati sopra i pannelli rigidi di XPS

Spazio, spazio…lasciamo respirare questo reflectix

L’aspetto fondamentale da tenere a mente quando usi il reflectix, è di lasciare spazio davanti al materiale. In teoria il modo più efficiente di usarlo è di lasciare spazio liberi da entrambi lati del foglio.

Il funzionamento del reflectix si basa sulla “riflessione” del calore. Il calore (la componente di radiazione elettromagnetica) arriva sulla superficie argentea del reflectix e viene riflessa indietro.

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Se non ci fosse un adeguato spazio davanti alla superficie, questa non sarebbe in grado di riflettere il calore e non avrebbe effetto in termini di isolamento termico.

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Tra le superfici del reflectix e del rivesto interno del soffitto abbiamo lasciato circa due centimetri di spazio vuoto in modo da ottenere il massimo risultato.

Due centimetri di spazio vuoto tra il reflectix ed il rivestimento del soffitto
Due centimetri di spazio vuoto tra il reflectix ed il rivestimento del soffitto

Rivestimento interno del soffitto del camper

Lo sai qual’è la prima grande sfida che Michelangelo si trovò ad affrontare nell’affrescare la Cappella Sistina?

No, no. Non pensare a cose complicate. Il primo problema non era che colori usare o come rappresentare il mistero della Creazione di Dio.

Il vero problema iniziale era come cavolo arrivare alla volta.

Michelangelo progettò e costruì una impalcatura di legno innovativa che gli permise di dipingere tutta la volta della Cappella.

Non lo troverai certamente nei libri di testo di storia dell’arte, anche noi abbiamo avuto i nostri problemi di “impalcatura”.

Come e dove fissare tutto il rivesto interno della cellula del furgone?

Non puoi infatti prendere il rivestimento ed iniziare a mettere viti alla cieca sul tetto…a meno che tu non voglia un furgone punk con le punte che escono da tetto. 🙂

Ora ti racconto come abbiamo fatto.

Abbiamo deciso di utilizzare i montanti del tetto come struttura portante di tutto il rivestimento interno in legno.

Ora c’erano due problemi nell’avvitare direttamente il rivestimento di legno ai montanti di alluminio:

  • il rivestimento del soffitto sarebbe stato quasi a diretto contatto con lo strato di reflectix, rendendo il suo effetto isolante praticamente nullo;
  • la struttura portante del veicolo sarebbe diventato uno scolapasta di fori per le viti…non il massimo per il povero telaio del furgone.

Abbiamo quindi deciso di creare dei supporti di legno sui montanti del tetto. In questo modo ci sono circa 2 cm di spazio tra soffitto e reflectix e solo poche viti sono avvitate direttamente nel montante.

Supporto di legno sui montanti

Per rivestire i montanti abbiamo usato dei listelli di abete rosso con una sezione 19 x 74 mm.

Ora il problema è che, come ben sai, il tetto di qualsiasi veicolo non è affatto piatto. Come fare quindi a modellare un listello rigido di legno su una superficie curva?

Un qualsiasi appassionato di lavorazione del legno fai da te potrebbe darti decine di opzioni. Come ben sai noi non siamo dei mastri falegnami. Ci siamo quindi orientati sulla tecnica che ci sembrava più semplice e pratica:

La tecnica del kerfing.

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Questa tecnica di lavorazione del legno consiste nel creare tanti intagli (kerf significa intaglio in inglese) con una profondità di circa 2/3 lo spessore del listello di legno. In questo modo si creano delle cerniere elastiche…ops mi è partita l’indole da ingegnere. In poche parole il legno diventa “più flessibile” e si piega facilmente.

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Abbiamo realizzato degli intagli a circa 10 cm di distanza tra loro con il seghetto alternativo. Infine abbiamo fissato i listelli di legno ai montanti usando solamente 5 viti tek autofilettanti per ciascun montante.

Tutto il soffitto del camper può ora essere avvitato ai supporti di legno lungo i montanti, evitando di bucare troppe volte i montanti del veicolo e lasciando un adeguato cuscino d’aria allo strato di reflectix.

Intagli nei listelli di legno per i montanti del tetto
Intagli nei listelli di legno per i montanti del tetto
Intagli profondi circa 2/3 dello spessore del listello di legno
Intagli profondi circa 2/3 dello spessore del listello di legno
Valerio mentre fissa il supporto di legno sul montante del tetto
Valerio mentre fissa il supporto di legno sul montante del tetto

Rifinitura del soffitto con perline di legno

Michelangelo fu ingaggiato per rappresentare i 12 apostoli sulla volta della Cappella Sistina. Alla fine del lavoro Michelangelo affrescò più di 300 figure lungo la navata.

Anche noi inizialmente pensavamo di mettere semplicemente dei pannelli sottili di compensato. Gli ovvi vantaggi sono la semplicità di installazione ed il peso estremamente leggero.

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Man mano che ci informavamo vedendo le conversioni di altri vanlifer, abbiamo scoperto tantissime altre alternative. Tra queste abbiamo scelto il sistema delle doghe (meglio dette perline) ad incastro. Abbiamo usato doghe di abete rosso con uno spessore di 14 mm e con un sistema ad incastro che praticamente non lascia spazio tra le perline.

Pro e contro di un rivestimento del soffitto con le perline di legno?

I pro sono chiaramente un maggior isolamento termico (il legno è più spesso di un pannello sottile di compensato) e un colpo d’occhio finale da urlo (questo punto può essere molto personale).

I contro sono un maggior peso della struttura e molto molto più lavoro.

Come installare le perline sul tetto

Per ottenere un effetto rustico del soffitto abbiamo installato le perline in maniera sfalsata tra loro alternando doghe di diversa lunghezza. Le perline non sono quindi tutte della stessa lunghezza messe parallele tra loro.

E come avete avvitato le perline al tetto?

Abbiamo tagliato le perline in modo che nella larghezza di ogni singolo supporto di legno dei montanti ci potessero entrare le estremità di due doghe.

Come puoi vedere nelle foto, le estremità di due perline si toccano in corrispondenza del montante di legno dove sono fissate con delle viti.

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Ricorda di dare dei leggeri colpi di martello per far incastrare gli attacchi maschio femmina delle perline.

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Piccoli consigli:

  • le perline che acquisti non saranno tutte esattamente la stessa lunghezza;
  • alcune perline possono essere leggermente ondulate;
  • 2-3 viti sono più che necessarie per sostenere il peso di una perlina anche molto lunga.

Il risultato finale ci ha lasciati senza parole. Siamo riuscito a realizzare esattamente quello che avevamo in mente…cosa che non accade quasi mai. 🙂

Perlina avvitata su una metà del supporto di legno sul montante
Perlina avvitata su una metà del supporto di legno sul montante
Giulia mentre martella una perlina per farla incastrare correttamente
Giulia mentre martella una perlina per farla incastrare correttamente

Punti luce sul tetto della cellula

Michelangelo completò gli affreschi della volta nel 1512. Il risultato lasciò di stucco chiunque posasse gli occhi su quell’opera strepitosa. Eppure nel 1535, Michelangelo fu ingaggiato nuovamente dal Vaticano per rendere la Cappella Sistina ancora più strepitosa, affrescando il Giudizio universale sulla parete di fondo.

Anche noi ci siamo prodigati per rendere il soffitto del nostro Ducato ancora più bello e funzionale installando 4 punti luci.

A dire la verità all’inizio non volevamo montare nessuna luce direttamente sul soffitto. Avevamo paura che creasse un effetto troppo freddo e austero…stile stanza asettica. Ma dopo varie ricerche su internet e osservando tanti altri camper e van ci siamo ricreduti. Tutto sta nello scegliere la giusta lampada.

Lampade LED

Dopo lunghe ricerche su Amazon in Italia, Germania ed Inghilterra ti posso dire che non ho trovato dei faretti LED 12v che mi convincessero veramente.

Le caratteristiche a mio avviso fondamentali delle luci LED per camper sono:

  • 12 Volt di tensione di lavoro;
  • meno di 5 Watt per luce sarebbe l’ideale per minimizzare i consumi energetici;
  • una colorazione calda intorno ai 3000 K, per avere un effetto accogliente ed evitare l’effetto sala di ospedale;
  • sistema di montaggio semplice a molle;
  • profilo basso, massimo 2 cm di profondità. Chi ha più di 2 cm di spazio tra il soffitto interno del camper ed il tetto esterno?

Bene ora prova a cercare una lampada LED con questi requisiti…ti assicuro che non è facile. Alla fine abbiamo deciso di acquistare 4 faretti LED della Acegoo direttamente da Amazon.com in America. Lavorano a 12v, consumano solo 3W di corrente, hanno una luce calda (3200 K), un pratico sistema a molla ed uno spessore di circa 1.3 cm.

L’unica decente alternativa su Amazon.it mi sembrano questi LED della Dream Lighting, forse solo più scomodi nel montaggio.

Lampada LED 12v della Aceego per camper
Lampada LED 12v della Aceego per camper

Foro con sega a tazza

Per installare le lampade sai bene cosa bisogna fare vero?

Ebbene sì, dopo tutto il lavoro per rivestire il soffitto ora bisogna bucarlo. 🙂

Le dimensioni dell’anello interno ed esterno delle lampade sono circa 55 e 70 mm. Ci sono vari modi per creare il foro nel soffitto ma sicuramente il più semplice è utilizzando una sega a tazza. Si installa l’inserto con il giusto diametro della sega sul trapano, e si sega il legno fino a creare il buco. Abbiamo usato una sega con un diametro di 62 mm, perfetta per le lampade Acegoo.

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Prima di forare, spendi un pò di tempo per valutare dove posizionare i punti luce. Noi ci abbiamo pensato tanto e scelto alla fine una configurazione a rombo per meglio adattarsi a tutto il resto dell’allestimento interno.

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Valerio alle prese con la sega a tazza per fare il foro della lampada LED sul soffitto
Valerio alle prese con la sega a tazza per fare il foro della lampada LED sul soffitto
Si intravede il reflectix dell'isolamento dal foro per la lampada LED
Si intravede il reflectix dell’isolamento dal foro per la lampada LED

Collegamento elettrico delle lampade

Realizzato il foro manca solo far passare i fili elettrici dal foro verso la parete del furgone.

Come avete fatto che praticamente non c’è spazio?

Mi dispiace ma questo rimarrà un segreto. No scherzo, ora ti spiego.

Per far passare il cavo puoi usare un semplice metro a nastro. Attacchi con lo scotch una estremità del cavo elettrico alla punta del nastro. Poi inserisci il nastro nel foro e lo fai scorrere fino a arrivare all parete laterale del van. Non ti rimane che staccare lo scotch e ritirare il metro a nastro. Il filo sarà cosi passato sopra il rivestimento del soffitto con una estremità che pende nel foro della lampada.

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Ti consiglio, prima di passare il cavo sopra il soffitto, di rivestire il cavo con una guaina protettiva in PVC per proteggerlo da possibili tagli o abrasioni.

Noi ci siamo completamente dimenticati di farlo. 🙂

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Cavo elettrico attaccato all'estremità del metro a nastro
Cavo elettrico attaccato all’estremità del metro a nastro
Metro a nastro usato come guida per il cavo elettrico della lampada LED
Metro a nastro usato come guida per il cavo elettrico della lampada LED
Installazione della lampada LED sul soffitto del furgone
Installazione della lampada LED sul soffitto del furgone

Che opera meravigliosa

L’affresco di Michelangelo è rimasto, a distanza di secoli, la più grande opera dell’arte occidentale. Il Giudizio universale nella Cappella Sistina ha segnato la separazione dell’uomo forte e sicuro dell’Umanesimo, dal caotico e insicuro mondo del primo Rinascimento.

Anche il rivestimento interno del soffitto del nostro Ducato ha rappresentato un grande traguardo verso la conversione del furgone in un camper. Da quando il soffitto è finito possiamo accendere le luci (con una batteria temporanea) e continuare la conversione sotto la calda e luminosa luce delle 4 lampade LED. Mica male!

Rivestimento del soffitto del camper completo di luci LED
Rivestimento del soffitto del camper completo di luci LED

Il pavimento del camper fai da te in PVC: una sfida personale con la NASA

Pavimento del camper prima e dopo

Il 25 Maggio del 1961 il presente americano, John Fitzgerald Kennedy, annunciò che gli Stati Uniti avrebbero portato un uomo sulla Luna entro il decennio:

“Credo che questo paese debba impegnarsi a realizzare l’obiettivo, prima che finisca questo decennio, di far atterrare un uomo sulla Luna e farlo tornare sano e salvo sulla Terra.”

J. F. Kennedy

Ora immagina che al posto di JFK ci sia Giulia, che promette che il pavimento del camper sarebbe stato completato entro la fine del 2017.

Lo sai quale sarebbe l’unica differenza? Ok, forse non l’unica, ma l’unica differenza riguardo a queste promesse al limite del possibile umano?

Gli americani sono veramente riusciti ad allunare in meno di 10 anni (nel Luglio del ’69)…noi, invece, non siamo riusciti a completare il pavimento del furgone lo scorso anno. Certo, con 10 anni di tempo e budget illimitato sono capaci tutti, eh dai NASA! 🙂

In questo articolo ti racconterò di come abbiamo isolato e decorato il nostro pavimento del camper.

Siamo passati dalla fredda e triste lamiera del furgone, al caldo, solido e affascinante pavimento da far invidia ai migliori camper milionari.

Tu dirai: “Ok ragazzi, va bene tutto, ma mica avete mandato un missile nello spazio!”

Vero, ma ci abbiamo messo talmente tanto impegno, costanza e…tempo, che il paragone con le missioni Apollo della NASA non è totalmente inappropriato.

Sei pronto a leggere della nostra “corsa al Pavimento”? Una avventura che ci ha richiesto mesi di studio e lavoro prima di arrivare al grande risultato finale.

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Indice degli argomenti

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La “lista” della spesa: cosa ci siamo dimenticati?

Come ogni altro lavoro di conversione fatto sul nostro furgone (isolamento termico, chiusura dei buchi della carrozzeria, ecc), avere una lista del materiale necessario risulta sempre molto utile…per te!

Esatto, perché noi non abbiamo quasi mai una lista completa. Iniziamo a lavorare con tutto il materiale che crediamo importante e poi rifiniamo il lavoro strada facendo.

Ormai ci siamo abituati ad un salto dal ferramenta sotto casa o un ordine su Amazon con spedizione alla velocità SMODATA (stile “Balle spaziali”).

Per tua fortuna una volta finito il lavoro rimettiamo insieme tutti i pezzi e facciamo un resoconto del materiale utilizzato. Il lavoro del pavimento del camper non è stato da meno.

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Cosa abbiamo usato?

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La sezione del pianale finale è un sandwich di tutti i materiali elencati sopra. Le tavole di legno poggiano sul sottopavimento isolante e sono ricoperte superiormente dal telo di PVC.

Ora ti spiego come abbiamo fatto.

Giulia alle prese con il telo di PVC
Giulia alle prese con il telo di PVC

Preparazione del pavimento del camper

Come la NASA ha iniziato la corsa alla Luna mandando prima un americano in orbita (John Glenn nel ’62), così noi abbiamo cominciato a preparare il pavimento partendo dai lavori più basilari.

Abbiamo prima smontato qualsiasi cosa fosse ancorata al pavimento: sedili, cinture di sicurezza viti e bulloni vari. La lamiera nuda e cruda non era proprio in ottime condizioni, così abbiamo dovuto:

Con un pianale senza ruggine e senza buchi si può procedere allo strato successivo…l’isolamento.

Isolamento termico: anche tu odi i piedi freddi?

Nella nostra “sfida” con la NASA, l’isolamento termico è forse l’unico vero elemento in comune.

Come abbiamo già discusso nell’articolo sull’isolamento termico, il pavimento è l’ultima cosa da considerare.

Ora i puristi dell’isolamento e i costruttori di camper professionisti mi lapideranno, ma la fisica mi dà ragione. Il pavimento è il punto dove avviene il minor scambio termico. Ecco il motivo per cui abbiamo investito poco impegno e budget per la coibentazione del pianale del furgone.

Poco però, non significa niente. L’idea di avere i piedi congelati e un pavimento con la brina sopra non è proprio invitante.

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Abbiamo usato dei pannelli rigidi di sottopavimento per laminati da 5 mm di spessore. Si tratta del classico materiale in uso nelle case da mettere sotto il parquet per isolare termicamente ma soprattutto acusticamente.

Ciascun pannello termina con degli agganci, per cui è facile incastrare più pannelli in modo che non si muovano. Con un taglierino abbiamo sagomato in maniera grossolana i pannelli e li abbiamo fissati con qualche goccia di colla siliconica.

Strato di sottopavimento per laminati, l'isolamento termico del pavimento
Strato di sottopavimento per laminati, l’isolamento termico del pavimento

Pianale del furgone in legno: il vero passo storico

Nel Novembre del 1967 la NASA ha lanciato per la prima volta il gigantesco razzo Saturn V che porterà poi l’uomo sulla Luna negli anni a seguire. Il lancio ha messo solide basi per la storica missione Apollo 11.

Il pianale di legno del pavimento del camper è stato il nostro grande passo nei lavori.

Arrivati a questo stato dei lavori, avevamo finito completamente il soffitto. Sapevamo quindi qual era l’altezza totale che doveva avere il pavimento del furgone affinché io potessi ancora stare in piedi nel camper. Giulia è una nana quindi non sarebbe comunque stato un problema per lei 🙂

Per fare i conti abbiamo misurato l’altezza dal soffitto alla lamiera e abbiamo sottratto la mia altezza. Avevamo abbastanza spazio per il pavimento, circa 4-5 cm.

Valerio in piedi nel furgone. Altezza perfetta considerando pavimento e soffitto
Valerio in piedi nel furgone. Altezza perfetta considerando pavimento e soffitto

Quale legno usare?

La scelta del legno per dei lavori fai da te è un bel grattacapo. Se sei un falegname per hobby o professione, ti potrà sembrare banale. Ma, se come noi, non hai mai capito la differenza tra compensato, MDF, OSB, truciolato…allora vai avanti a leggere che qualcosa di buono ne abbiamo capito.

A cosa serve il legno da usare per il pavimento?

A fare da sottostrato, da supporto a tutto l’allestimento interno. Non deve essere bello, perché tanto poi viene coperto. Non deve essere pesante, perché ogni chilo in più aumenta i consumi del furgone. Insomma il legno del pavimento del camper deve essere funzionale, punto.

Ci sono moltissimi tipi di legno adatti per questo scopo. Ti racconto solamente di quelli che noi abbiamo preso in considerazione per il nostro Ducato.

Il compensato è il classico legno che tutti utilizzano per questo scopo. Se fai una ricerca su google immagini, 9 pianali su 10 sono di compensato. Effettivamente ha un’ottima robustezza, una buona resistenza all’umidità ed è disponibile praticamente ovunque. Il vero svantaggio è il costo: dove viviamo costa circa 18 euro al m² per 15 mm di spessore.

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Il legno più comune in ambito edile per strutture portanti è l’OSB (Oriented Strand Board).

Il materiale è realizzato mediante incollaggio e compressione di scaglie di legno. Ha una buona resistenza meccanica e un’ottima tolleranza all’umidità, anche se esteticamente ovviamente non è il massimo. Il costo è decisamente più abbordabile, circa 6 euro al m² per 15 mm di spessore.

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Ti capiterà di vedere anche dei pannelli di truciolato ad un prezzo molto allettante. Stanne alla larga. Sembrano compatti e molto simili all’OSB ma hanno praticamente zero resistenza all’umidità. Con il tempo tenderanno quindi a gonfiarsi e a sfaldarsi…no good.

Pavimento del camper riprodotto al CAD con Sketchup
Pavimento del camper riprodotto al CAD con il software Sketchup

Pannelli di ESB

Sì ok, ma quindi voi che legno avete usato ti chiederai.

Rullo di tamburi…

abbiamo usato pannelli di ESB.

ESB?

Sì esatto! L’ESB (Elka Strong Board) è un particolare legno prodotto dalla azienda Elka. È molto simile all’OSB, prezzo praticamente identico (qualche centesimo in più), ma ha i seguenti vantaggi:

  • è più resistente a vapore e umidità;
  • ha una finitura superficiale migliore, si potrebbe direttamente dipingere sopra;
  • il legame tra le scaglie di legno è più solido;
  • non emette odori (l’OSB puzza un pò).

Scelta finale sono stati 4 pannelli di ESB da 625 x 2050 mm da 15 mm di spessore.

Pannello di ESB simile all'OSB da 15 mm di spessore
Pannello di legno ESB (simile all’OSB) da 15 mm di spessore

Tagliare i pannelli: cosa NON devi fare

Per calcolare quanti pannelli, e quindi quanti metri quadrati di ESB ci servissero, abbiamo prima preso le misure del pianale del Ducato con un metro a nastro.

Poi abbiamo riportato tutto in un software di disegno CAD (Sketchup).

Il programma è disponibile in una versione free che va più che bene per questo scopo. Tracciata la pianta del pianale abbiamo previsto come tagliare i 4 pannelli nel modo più efficiente, evitando di fare tagli inutili e sprecare materiale.

Per i tagli ci siamo affidati al nostro seghetto alternativo della Einhell. Il pannello centrale anteriore non è stato necessario tagliarlo. I due laterali anteriori invece li abbiamo ritagliati lungo i lati e poi seguendo il bordo del passaruota.

Il taglio lungo il bordo del passaruota è stato un trial and error. Prendi le misure, taglia un pezzetto e prova. “Ancora non va!” Allora taglia un altro pezzetto e riprova. Finché non è entrato perfettamente.

Stesso lavoro lo abbiamo ripetuto per le zone tra passaruota e porte posteriori che hanno una forma molto irregolare. Con il senno di poi avremmo fatto in maniera diversa. Se stai affrontando questo passaggio questo è quello che ti consiglio:

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Prendi un cartone abbastanza grande da includere il passaruota e creati la sagoma precisa.

Una volta che hai la forma del passaruota puoi prendere le misure sul pannello di legno e fare solo un taglio con il seghetto alternativo. Il vantaggio è che la sagoma di cartone la tagli facilmente con un paio di forbici e la puoi riutilizzare molte volte.

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Taglio un pannello di legno ESB con il seghetto alternativo
Taglio di un pannello di legno ESB con il seghetto alternativo
Pannello di legno sagomato con la forma del passaruota
Pannello di legno sagomato con la forma del passaruota

Viti o colla?

Posizionati i pannelli sul pianale sopra il sottopavimento isolante abbiamo notato che la superficie finale non era perfettamente piatta soprattutto ai bordi.

La difficile decisione di bucare la lamiera del pianale per avvitare il legno, non è stata poi così sofferta come ti stai immaginando.

La parte complicata è prendere bene le misure per capire dove le viti spunteranno sotto il furgone. Prendi la misura nel vano dove andrà la vite e ripeti le stesse misure sotto il pianale per capire se danneggerai qualcosa di grave. Occhio a marmitta, serbatoio del carburante, cavi elettrici e traversi del telaio.

Abbiamo quindi usato l’avvitatore per bucare solamente l’ESB. Poi abbiamo inserito una goccia di colla siliconica nel buco (per sigillare l’apertura) e usato le viti Tek perforanti per ancorare il pannello di legno alla lamiera.

Foro sul pannello di legno per avvitare il pavimento del camper alla lamiera del telaio
Foro sul pannello di legno per avvitare il pavimento del camper alla lamiera del telaio
Pianale in legno avvitato alla lamiera
Pianale in legno avvitato alla lamiera
Sezione del pavimento del camper: lamiera, sottopavimento isolante e pannello di legno ESB
Sezione del pavimento del camper: lamiera, sottopavimento isolante e pannello di legno ESB

Rifinire i bordi: “Huston, we have a problem”

Il 14 Aprile del 1970 il comandante del missione Apollo 13, riferendosi al centro di controllo missione, disse: “Huston, we have a problem”. Nonostante il guasto al modulo di servizio, l’equipaggio riuscì a tornare sulla Terra sano e salvo dopo 3 giorni di difficoltà nello spazio, segnando una delle più importanti vittorie della NASA.

Anche noi abbiamo avuto il nostro “Apollo 13”: rifinire i bordi del pianale del furgone fai da te.

Tra il bordo dei pannelli di legno e la lamiera delle pareti del furgone, abbiamo lasciato circa mezzo centimetro di spazio durante le misure e i tagli. Il problema era quindi come riempire quella zona per avere un pianale perfettamente omogeneo.

Abbiamo usato la schiuma di poliuretano espansa. Disposta lungo tutto il bordo questa si gonfia e riempie tutto lo spazio vuoto tra lamiera e legno. Una volta seccata si taglia con un taglierino e il gioco è fatto.

La schiuma è molto elastica e quindi resiste bene anche alle deformazioni e agli sbalzi termici del telaio. Il problema è che la schiuma tagliata lascia una superficie molto rugosa e non ideale per incollarci qualcosa sopra.

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Siamo soddisfatti del risultato della nostra “missione”, ma tornando indietro forse avremmo usato direttamente uno stucco per legno: più facile e pratico da applicare e con una finitura finale migliore.

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Posa della schiuma di poliuretano espanso lungo i bordi del pavimento di legno
Posa della schiuma di poliuretano espanso lungo i bordi del pavimento di legno
Schiuma espansa gonfiata ed essiccata
Schiuma espansa gonfiata ed essiccata
Bordo del pianale di legno con la schiuma espansa tagliata a filo
Bordo del pianale di legno con la schiuma espansa tagliata a filo

Copertura PVC effetto pallet

Sulla copertura finale del pavimento del camper non abbiamo mai avuto dubbi: rivestimento in PVC. Resistente all’acqua e all’umidità, nessun pericolo di infiltrazioni nel sottostrato di legno e impatto visivo STUPENDO. 🙂

Abbiamo scelto un pavimento in PVC con effetto vecchi pallet usati, comprato da un ferramenta in zona. Su Amazon abbiamo visto delle trame di PVC simili con effetto marrone scuro rustico.

Abbiamo preso un telo da 2 x 3 metri che poi abbiamo ritagliato…

no, no aspetta sono andato troppo veloce qui.

Se tagliare i pannelli di ESB è stato una scocciatura, tagliare il foglio di PVC è stato un pain in the ass (se lo dico in inglese non conta come parolaccia giusto?!).

Anche in questo caso avere una sagoma di cartone con la forma da tagliare sarebbe stato molto MOLTO comodo. Ma ancora una volta non ci siamo fidati delle esperienze di altri vanlifers e abbiamo pensato fosse più facile del previsto. WRONG!

Il problema principale sono i passaruota. Il “segreto” è fare prima un taglio grossolano. Poi fai dei tagli verticali in prossimità delle curvature della lamiera in modo che il PVC si adatti da solo alla forma. Una volta sistemato il pavimento basta tagliare le strisce verticali in eccesso.

Sembra facile ma ti garantisco che porta via tanto tempo e salute mentale. La prossima volta, sagoma in cartone e passa la paura.

Valerio taglia il telo di PVC per accomodare il passaruota
Valerio taglia il telo di PVC per accomodare il passaruota
Tagli verticali del foglio di PVC per accomodare le curve della lamiera
Tagli verticali del foglio di PVC per accomodare le curve della lamiera

Incollare il PVC: un grande passo per il Ducato

Il 21 Luglio del ’69, Neil Armstrong diventa il primo essere umano ad aver mai messo piede sulla Luna.

“Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”

Neil Armstrong

Incollare il PVC è stato il passo di svolta nella costruzione del pavimento del furgone. Abbiamo usato 1.2 kg di colla per pavimenti e una spatola per colla con dentatura A2. Queste spatole sono fatte in modo da lasciare sulla superficie una specifica quantità di colla.

Per incollare l’intero pavimento abbiamo diviso l’operazione in due fasi, incollando le due metà del PVC separatamente.

Ora c’è il trucco. Non lo troverai scritto sulle istruzioni della colla.

Il trucco è lasciare riposare e respirare la colla dopo la stesura. Puoi procedere ad incollare sopra il PVC quando, passando con il dorso della mano sullo strato di colla, non ti rimane attaccato nessun residuo. Per darti un’idea, noi abbiamo aspettato circa 30 minuti.

Colla per pavimenti e spatola in metallo
Colla per pavimenti e spatola in metallo
Colla stesa su metà pavimento del furgone
Colla stesa su metà pavimento del furgone

Sigillare i bordi

Steso e incollato il foglio di PVC, abbiamo applicato un dito di silicone nero lungo tutto il bordo del pavimento. Il sigillante serve ad impedire che acqua e umidità possano infiltrarsi lungo i bordi e finire sotto il pavimento.

Bada bene che il silicone sia uniforme e senza bolle d’aria. Una volta disteso con la pistola lo abbiamo spalmato usando uno strumento d’avanguardia: il dito! 🙂

Silicone sigillante nero lungo i bordi tra lamiera e PVC
Silicone sigillante nero lungo i bordi tra lamiera e PVC

Battitacco: la differenza sta nei dettagli

Lo sapevi che dopo la storica missione Apollo 11 gli americani hanno mandato altre 10 persone sulla Luna? Erano le missioni Apollo dalla 12 alla 17 e durarono fino al ’72. Infatti dopo la missione di Neil Armstrong per vincere la corsa alla Luna, la NASA si concentrò maggiormente sull’aspetto scientifico dell’esplorazione del nostro satellite.

Anche noi, dopo il successo iniziale della messa in posa del pavimento del camper in PVC, ci siamo concentrati sui dettagli. Sono questi che fanno la differenza in fondo no?

Abbiamo ordinato su Amazon dei fantastici battitacco in alluminio con tanto di profilo antiscivolo. Quello che non si vede dall’inserzione, è che sono inclusi nel pacco anche le viti (con testa torx).

Prima di montarli abbiamo dovuto tagliarli della giusta dimensione con una semplice sega per metalli. Poi abbiamo applicato un filo di silicone nell’angolo interno del profilo e lungo il bordo del pianale in lamiera. Infine abbiamo avvitato le viti, che sono talmente piccole che non hanno bisogno di un foro di invito.

Tra l’abitacolo e la cabina abbiamo installato un battitacco in alluminio di un Ducato minibus che abbiamo acquistato usato da uno sfasciacarrozze. La forma di questa parte del telaio è abbastanza complessa e questa sagoma è originale Fiat, quindi calza perfettamente.

Battitacco del pavimento lungo il portellone laterale
Battitacco in alluminio del pavimento lungo il portellone laterale

Conclusioni

Il risultato è incredibile! No, no, sono serio. Non ci aspettavamo una qualità del genere. Il pavimento è solido, bello e impermeabile. Non potevamo desiderare di meglio.

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A fine lavoro mi sento di ribadire ancora un consiglio d’oro: fai una sagoma delle zone più complicate del pavimento e usala per tagliare il legno ed il PVC. Risparmierai  tempo ed eviterai errori.

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Che soddisfazione! Pavimento finito ed il PVC è STUPENDO
Che soddisfazione! Pavimento finito ed il PVC è STUPENDO

Come è fatto il pavimento del tuo furgone camperizzato o camper?

Alcune persone ancora non credono al Moon Landing. Gente che sostiene che l’uomo non è mai stato sulla Luna ed è tutto un montaggio dell’America. È difficile credere in qualcosa tanto lontano dalla nostra vita quotidiana e per questo è tanto facile avere dei dubbi. Il nostro pavimento invece non teme scetticismo o sospetti…se non ci credi vieni a toccarlo con mano.

Non mi rimane che dire: NASA 0 – JustMolla 1 🙂

Isolamento termico del Ducato: come abbiamo isolato il nostro van

Isolamento termico del nostro furgone Fiat Ducato

Isolamento termico del Ducato…fatto!

In questo articolo ti racconto come abbiamo isolato termicamente il furgone che abbiamo comprato.

Ma perché ci avete impiegato così tanto tempo?

La verità è che non avevamo esperienze precedenti con lavori del genere.

Capire cosa fare e come farlo bene non è un gioco da ragazzi.

Per prima cosa abbiamo studiato, abbiamo letto altri blog e abbiamo parlato con altri temerari che hanno già convertito il loro furgone in un camper.

Questo studio ci ha permesso di scrivere una guida sull’isolamento del furgone fai da te.

Dalla teoria alla pratica però…

c’è una bella differenza. 🙂

Quindi come avete isolato termicamente le varie sezioni del van?

Te lo spiego subito.

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Indice degli argomenti

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Materiali utilizzati

La scelta dei materiali isolanti da utilizzare è stata molto impegnativa perché non conoscevamo i materiali disponibili e soprattutto i pregi e i difetti di ognuno.

La lana di roccia o di vetro sono i materiali più utilizzati in ambito amatoriale per isolare un furgone fai da te. Il materiale è facile da installare ed è super economico, tuttavia non ci siamo orientato su questa scelta.

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Cosa abbiamo usato?

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Abbiamo usato una combinazione di questi materiali in diversi punti del van.

Considera anche che tutte le sezioni interne saranno poi ricoperte dal legno dell’allestimento interno (eccetto le finestre). Anche il rivestimento contribuisce quindi alla coibentazione del camper.

Pannelli di XPS da 2 cm di spessore tagliati in piccoli pezzi
Pannelli di XPS da 2 cm di spessore tagliati in piccoli pezzi
Foglio di reflectix pronto per essere tagliato a misura
Foglio di reflectix pronto per essere tagliato a misura
Bombolette usate di schiuma di poliuretano espanso
Bombolette usate di schiuma di poliuretano espanso

Isolamento del tetto

Il soffitto rappresenta la sezione più critica quando si parla di isolamento termico.

La maggior parte del calore in inverno se ne va dal soffitto e viceversa in estate.

Per il soffitto abbiamo usato un mix di tre materiali diversi: pannelli di XPSschiuma espansa e reflectix.

Usando il calcolatore per il risparmio energetico che abbiamo creato, si può stimare la resistenza termica del sandwich di materiali.

Pannelli di XPS incollati alla lamiera del soffitto
Pannelli di XPS incollati alla lamiera del soffitto

Montanti

Le costole di rinforzo del telaio le abbiamo “farcite” con la schiuma poliuretanica.

Lungo i montanti c’erano dei fori che abbiamo usato per inserire l’ugello della bomboletta di schiuma espansa.

Controlla bene che ci siano dei fori di apertura dove la schiuma in eccesso possa uscire. Altrimenti si rischia che la schiuma, gonfiandosi e non trovando un punto dove uscire, vada a deformare la lamiera.

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Attenzione durante questa fase!

Una volta iniettata la schiuma questa inizierà a gonfiarsi e inevitabilmente ad uscire dalle aperture che incontra.

Il risultato è una pioggia di schiuma dal soffitto.

Quindi attenzione a capelli e vestiti…

non farti una doccia di schiuma come Giulia 🙂

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Schiuma espansa di poliuretano nel montante del tetto
Schiuma espansa di poliuretano nel montante del tetto

Lamiera del tetto

Tra una costola di rinforzo e l’altra abbiamo incollato i pannelli di XPS.

In alcuni punti il pannello era esattamente della giusta misura. Per sezioni più complicate abbiamo tagliato i pannelli in pezzi più piccoli.

Inizialmente abbiamo provato ad incollare i pannelli alla lamiera usando la colla spray. La superficie rugosa del pannello però non permette un buon contatto con la lamiera.

Abbiamo quindi usato una colla siliconica della Soudal (ma anche la classica colla Sikaflex 221 va più che bene).

Risultato ottimo e incollaggio rapido.

Per far fissare bene la colla abbiamo creato dei piantoni per tenere i pannelli a contatto con la lamiera del tetto.

In realtà se il pannello non è molto pesante e usi una colla  presa rapida (20 secondi di asciugatura), non hai bisogno di creare nessuna impalcatura.

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Ci abbiamo messo una giornata intera a capire la giusta tecnica.

Questo consiglio potrebbe farti risparmiare molto tempo.

Per tagliare facilmente il pannello utilizza un semplice taglierino. Parti da un lato, inserisci la lama di un paio di centimetri nel pannello e trascinala per tutta la lunghezza del pannello.

Una volta eseguito il taglio, separa le due estremità come se dovessi rompere un wafer.

Fidati che è il metodo più veloce in assoluto.

Lascia perdere seghe e coltelli.  

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Sopra ai pannelli abbiamo poi incollato il reflectix utilizzando sempre la colla siliconica. La colla spray non fa proprio presa sui pannelli di XPS.

Tra lo strato di reflectix e il soffitto in legno dell’allestimento interno abbiamo lasciato circa 2 cm di aria in modo da far lavorare bene il reflectix.

Valerio che sistema i piantoni per tenere i pannelli incollati al tetto
Valerio che sistema i piantoni per tenere i pannelli incollati al tetto
Impalcatura per tenere i pannelli di XPS incollati al tetto
Impalcatura per tenere i pannelli di XPS incollati al tetto

Superficie sopra la cabina di guida

Per la parte di lamiera curva sopra la cabina abbiamo incollato il reflectix direttamente sulla lamiera.

Qui sì che abbiamo usato la colla spray

sulla lamiera funziona alla grande.

Anche in questa zona del tetto, il reflectix ha un adeguato spazio vuoto davanti a sé.

In questo modo, il materiale riesce a riflettere il calore all’interno d’inverno e ad emanare meno calore all’interno durante i mesi estivi.

Reflectix incollato sopra i pannelli di XPS
Reflectix incollato sopra i pannelli di XPS
Isolamento termico del tetto del Ducato
Isolamento termico del tetto del Ducato

Isolamento delle pareti

Per l’isolamento delle pareti abbiamo utilizzato pannelli rigidi di XPS e schiuma poliuretanica.

Sì sì hai letto bene…

pannelli RIGIDI!

Tornassimo indietro faremmo alcune cose diversamente. Una di queste è sicuramente l’uso di pannelli rigidi.

Nel nostro Ducatino ci sono 4 finestre sulle pareti laterali e due finestre sulle porte posteriori. Inoltre la struttura delle pareti rimanenti, è molto complicata.

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Ancora più interessante è che la parte superiore delle pareti (sopra ogni finestra) era completamente inaccessibile.

La struttura infatti non aveva nessuna apertura e non sarebbe stato possibile isolarlo.

Che fai? Non ti metti a tagliare la lamiera?

OVVIO!

Tagliare la lamiera

Sopra ogni finestra abbiamo ricavato delle aperture da cui far passare l’isolamento.

Abbiamo usato il fantastico seghetto alternativo della Einhell con delle lame per metallo.

Per realizzare 9 aperture nella lamiera abbiamo spezzato 3 lame nel giro di pochi minuti 🙂

Il problema è che la lamiera non è affatto piana e se la lama si mette in una strana posizione e non te ne accorgi subito…è un attimo a spezzarla.

[alert type=”danger” dismiss=”no”]

Usa sempre occhiali protettivi e guanti da lavorosoprattutto quando lavori con il seghetto alternativo!

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Sì, ma come si fa?

Prima di tutto abbiamo tracciato la sagoma da tagliare sulla lamiera.

Abbiamo coperto la zona con del nastro adesivo. Questo evita che le schegge di metallo partano ovunque.

Poi abbiamo creato una apertura con il trapano per permettere l’ingresso della lama del seghetto.

Infine abbiamo tagliato la lamiera col seghetto alternativo.

Alla fine siamo riusciti a creare le aperture. Non è un capolavoro ma è funzionale comunque.

Ricorda di limare bene il metallo tagliato per evitare di farti male e passarci sopra un prodotto antiruggine per evitare spiacevoli sorprese in futuro.

Preparazione per il taglio della lamiera
Preparazione per il taglio della lamiera
Tagliare la lamiera del van con il seghetto alternativo
Tagliare la lamiera del van con il seghetto alternativo
Lama del seghetto spezzata...mai una gioia!
Lama del seghetto spezzata…mai una gioia!
Giulia spalma l'antiruggine sulla lamiera tagliata
Giulia spalma l’antiruggine sulla lamiera tagliata

Incollare i pannelli isolanti alle pareti

Per incastrare l’XPS nelle pareti abbiamo dovuto tagliare i pannelli in piccoli pezzi in modo da poter entrare facilmente nelle aperture.

Una volta tagliati i pezzi di XPS li abbiamo incollati direttamente con la schiuma espansa.

La schiuma infatti oltre ad essere molto appiccicosa, gonfiandosi, riempe gli spazi vuoti lasciati tra i pannelli fornendo una superficie “omogenea”.

Nei montanti tra le finestre abbiamo incastrato anche qui dei pezzi di XPS e poi abbiamo riempito tutto con la schiuma di poliuretano.

[alert type=”warning” dismiss=”no”]

Attenzione nelle porte laterali a non utilizzare troppa schiuma vicino ai meccanismi e ai leveraggi delle chiusure.

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Il lavoro è stato…snervante. 

Tantissimi pezzettini di XPS e schiuma espansa ovunque.

Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

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Isolamento delle finestre

Quasi metà delle pareti del nostro van è costituita da finestre…non isolate.

Sono semplici vetri da automobile senza alcuna cura per l’isolamento termico.

Quando decidemmo di acquistare il Ducato sapevamo già che non sarebbe stato il top dal punto di vista della coibentazione.

Per noi va bene così.

Preferiamo avere un super vista che un isolamento perfetto 😉

Per ridurre lo scambio termico delle finestre abbiamo tagliato a misura il reflectix per ogni finestra.

Il reflectix in questo modo funziona al 100% delle sue possibilità.

Il materiale ha infatti aria (spazio libero) su entrambe le superfici e riesce quindi a riflettere tutta la radiazione termica che incide sulle finestre (da dentro e fuori il van).

Reflectix sulle finestre del Ducato
Reflectix sulle finestre del Ducato

Isolamento del pianale

Il calore si dispone sempre nella parte più alta in un vano.

L’aria calda è meno densa e quindi salendo…

ok ok…modalità ingegnere off!

Basta sapere che l’importanza dell’isolamento va dall’alto verso il basso. Il pavimento è quindi il punto meno importante.

Ciò non toglie che isolare il pavimento ha i suoi vantaggi.

Per il pianale abbiamo utilizzato dei tappetini sottopavimento a pannelli rigidi da 5 mm di spessore. Sono i pannelli che si montano sotto il parquet per fornire isolamento termico ma soprattutto acustico.

[alert type=”general” dismiss=”no”]

Sopra i tappetini abbiamo messo delle tavole di legno per formare il pavimento del camper.

Come sai anche il legno è un potente isolante termico e questo contribuisce ad aumentare la resistenza termica del pianale.

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Sottopavimento isolante
Sottopavimento isolante
Sottopavimento sul pianale del Ducato
Sottopavimento sul pianale del Ducato

Passaruota

I passaruota posteriori li abbiamo coperti con il reflectix.

Nella parte posteriore del van sarà in seguito disposta la struttura del letto fisso. Tra il reflectix del passaruota e qualsiasi altra superficie ci sarà quindi un adeguato spazio che permetterà al materiale di lavorare in maniera ottimale.

Il reflectix sul passaruota contribuisce, oltre alla coibentazione termica, anche all’isolamento acustico. Il rumore delle ruote posteriori infatti viene mitigato dal reflectix incollato sulla lamiera.

Reflectix incollato sul passaruota
Reflectix incollato sul passaruota

Isolamento termico del Ducato

La differenza è incredibile rispetto al furgone “nudo”.

Come sai viviamo in Germania e in questo periodo fa un freddo boia. Con l’isolamento il van si scalda molto più facilmente ed il calore rimane all’interno molto più a lungo.

Siamo molto soddisfatti dell’isolamento termico del Ducato.

Per l’allestimento interno vogliamo ricoprire tutte le superfici con delle perline di legno.

Oltre all’effetto estetico 🙂 dovrebbe migliorare anche la coibentazione essendo il legno un isolante naturale.

NON è l’isolamento perfetto.

Ci sono diversi ponti termici che non abbiamo potuto isolare a meno di “sventrare” tutto il telaio del Ducato. Le finestre non sono indicate per un camper e la cabina guida non l’abbiamo coibentata affatto.

Insomma ci sarebbero molte altre cose da poter migliorare.

Questo è quello che abbiamo fatto noi…

tanto studio, tanta passione, poca esperienza! 

E tu?

Come hai isolato il tuo furgone?

Chiudere i buchi sulla carrozzeria del furgone

Chiudere i buchi sulla carrozzeria del furgone

I buchi sulla carrozzeria possono rappresentare un grosso problema.

La ruggine, nemica indiscussa di ogni tipo di mezzo, è sempre in agguato e trova terreno fertile sul metallo nudo, anche intorno ad un forellino apparentemente innocuo.

Per noi è stata inevitabilmente una priorità sistemarli anche perché… entrava acqua dal soffitto!

Partiamo dall’inizio.

Perché c’erano dei buchi sulla carrozzeria?

Se non hai letto questo articolo probabilmente non conosci il nostro furgone.

In breve…

Abbiamo un Fiat Ducato minibus del ’99.

Nel vano posteriore le panche con i sedili erano fissate al pavimento tramite delle viti e tramite un meccanismo ad incastro.

Ecco il motivo di quattro buchi grandi circa 10cmx5cm e alcuni buchi più piccoli.

E sul soffitto? 

Il nostro furgone apparteneva ai vigili del fuoco, e come ogni mezzo di servizio che si rispetti, aveva la sirena lampeggiante sul tetto. 

Tolta la sirena siamo rimasti con un bel buco circolare di circa 3 cm di diametro.

C’era anche un foro dovuto al passaggio dell’antenna e altri 3 buchi sulla carrozzeria più piccoli che… boh… non abbiamo idea a cosa servissero.

In pratica il furgone faceva invidia a uno scolapasta. 

Buchi sul pavimento
Buchi, buchi ovunque!
Alcuni buchi sul tetto del furgone
Alcuni buchi sul tetto del furgone

Come eliminare i buchi sulla carrozzeria

Abbiamo cercato quante più informazioni possibili al riguardo.

Ci sono 3 soluzioni efficaci:

1. La saldatura

Indiscutibilmente il metodo migliore per chiudere i buchi sulla carrozzeria, è tramite saldatura.

In pratica bisogna levigare un pezzo di lamiera, saldarlo alla carrozzeria in corrispondenza del foro da coprire, ri-levigare e verniciare.

Questa operazione permette di eliminare totalmente traccia dei buchi ed è quella più consigliabile se i buchi da coprire sono a vista o particolarmente grandi.

Inutile dire che, se non sei esperto di saldature, devi rivolgerti ad un carrozziere professionista. 

Continua a leggere per soluzioni alla portata di tutti.

2. La vetroresina

Un’alternativa alla saldatura è la vetroresina.

La prima cosa da fare, anche in questo caso, è levigare la superficie con una smerigliatrice.

In seguito vanno applicati dei fogli di vetro e creare vari strati uniti tra loro dalla resina.

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Per un lavoro ottimale, una volta asciutto, bisogna levigare la resina in eccesso, passare lo stucco e verniciare il tutto.

Questa operazione è abbastanza semplice e permette di chiudere i buchi sulla carrozzeria ottenendo un risultato resistente ed impermeabile.

I buchi più grandi nel furgone li abbiamo chiusi con la resina epossidica bi-componente, unita ad alcuni strati di fogli di vetroresina in trama sottile.

La differenza tra una resina epossidica e una resina poliestere la troverai nel prossimo paragrafo.

applicazione della vetroresina, primo strato
Applicazione della vetroresina, primo strato
Valerio con i fogli di vetroresina
Valerio alle prese con i fogli di vetroresina

3. La colla!

Per buchi sulla carrozzeria non troppo grandi e nascosti, si può utilizzare un pezzo di lamiera o di plastica e una colla sigillante.

Noi abbiamo utilizzato la Soudal Fix All, una colla ad alto potere adesivo, resistente ai raggi UV e alle intemperie. Una valida alternativa alla più famosa Sikaflex.

Il procedimento è molto semplice.

In pratica si copre il buco con la colla, ci si applica sopra un pezzo di plastica o di lamiera e si ricopre con la colla.

[alert type=”danger” dismiss=”yes”]Attenzione! Se usi pezzi in metallo per questa operazione, fai in modo che siano totalmente ricoperti dalla colla o verniciali. Il rischio ruggine è dietro l’angolo![/alert]

Esteticamente è la soluzione meno bella ma di certo è funzionale.

buco con la colla, prima...
Buco con la colla, prima…
...e dopo!
…e dopo!

Differenza tra resina epossidica e resina poliestere

Prima di tutto, cosa sono le resine sintetiche?

In breve, la resina artificiale è un materiale viscoso, di consistenza simile a quella vegetale, per intenderci, in grado di indurirsi sia a freddo che a caldo.

Le resine vengono utilizzate nei modi più disparati per riparazioni in campo edile, automobilistico, per le imbarcazioni e per gli aeroplani. 

Sia la resina epossidica che la resina poliestere, rientrano nella categoria delle resine termoindurenti. 

Relax, non voglio annoiarti con la chimica 🙂

Ci interessa sapere che fanno parte di quelle resine in cui, una volta avviato, il processo di indurimento è irreversibile. 

In pratica, quando si induriscono, non c’è verso di farle tornare allo stato liquido o semi-liquido.

Ecco le differenze più rilevanti:

  • La resina epossidica ha una maggiore capacità di adesione rispetto alla poliestere.
  • È più resistente all’usura, all’erosione e al danneggiamento in generale dovuto a fattori chimici o ambientali.
  • È più costosa rispetto alla poliestere.
  • Risulta più resistente all’umidità.
  • Necessita di tempi di asciugatura più lunghi.
  • Infine, la resina epossidica non puzza come la poliestere, che è altamente tossica!

E come si applicano?

La resina epossidica e la resina poliestere hanno un sistema di applicazione simile.

Il kit è composto da:

  • resina base;
  • indurente o catalizzatore.

Le due componenti vanno unite, secondo le proporzioni descritte dal produttore, per formare un composto sciropposo.

La bilancia è essenziale per non sbagliare le quantità e compromettere il risultato finale.

Una volta preparato il mix resina/indurente, si applica sulla superficie e si attendono i tempi di asciugatura.

Come scritto sopra, per chiudere i buchi più grandi sul pavimento abbiamo utilizzato la resina epossidica.

Con l’aiuto di un pennello abbiamo imbevuto dei fogli di fibra di vetro in trama sottile nel composto e abbiamo creato vari strati.

Il giorno dopo abbiamo trovato tutto perfettamente asciutto e… che dire… sembra super resistente!

La resina epossidica
La resina epossidica

Occhio alla ruggine!

La ruggine può diventare un incubo per chiunque possieda un mezzo abbastanza datato o che sia stato sottoposto a lungo alle intemperie.

Intorno ad alcuni buchi sulla carrozzeria c’erano dei piccoli accenni di ruggine.

Abbiamo levigato l’area e applicato un convertitore di ruggine prima di procedere con la copertura vera e propria.

Come abbiamo affrontato la ruggine, ne abbiamo parlato in questo articolo. 

Conclusioni

Non siamo carrozzieri ed è chiaro che il nostro lavoro non è equiparabile a quello di un professionista.

Se hai un buon budget e non ami particolarmente il fai da te, cancella dalla tua mente ciò che hai letto qui sopra 🙂 

Tu come hai risolto il problema “buchi” sul tuo furgone camperizzato?

Siamo curiosi di conoscere la tua esperienza, se ti fa piacere, lasciaci un commento qui sotto.

Rimuovere la ruggine: è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo

Rimuovere la ruggine dal furgone

Rimuovere la ruggine dalla lamiera del furgone è un passaggio impossibile da evitare.

Non ci credi?

Noi abbiamo fatto molta attenzione ai punti di ruggine quando abbiamo comprato il furgone.

Il concessionario ci ha anche sistemato quella poca che c’era sulla carrozzeria. Pensavamo che il problema di rimuovere la ruggine fosse definitivamente risolto.

Abbiamo leggermente sottostimato il problema, come per la colla sulle fiancate.

Nelle prossime righe ti racconto la nostra esperienza.

Punti di ruggine sul telaio lato passeggero
Punti di ruggine sul telaio lato passeggero

La ruggine: l’incubo di ogni van.

Rimuovere la ruggine è un’operazione fondamentale durante la conversione di un furgone.

Ma cos’è la ruggine?

La ruggine è il risultato dell’ossidazione del metallo.

Se il metallo si trova a diretto contatto con l’ambiente esterno inizia un processo di corrosione. Il metallo reagisce con l’ossigeno presente nell’aria e nell’acqua e diventa ruggine.

Le proprietà meccaniche della ruggine non sono buone rispetto al metallo originale. Un telaio arrugginito è quindi molto più facile che si rompa e che ceda.

Come evito la ruggine allora?

Per evitare il processo corrosivo esistono varie tecniche:

[alert type=”general” dismiss=”no”]

  • Il sistema più efficace è sicuramente la zincatura che consiste nel ricoprire il metallo di uno strato di zinco.
  • Molto più comune invece è la verniciatura del metallo. In questo modo si aggiunge una barriera tra il metallo e l’ambiente esterno.

[/alert]

Se la ruggine è già presente sul metallo bisogna trattarla il prima possibile. L’idea è fermare il processo di corrosione ed evitare che si ripresenti.

Rimuovere la ruggine è sicuramente la soluzione definitiva a cui deve seguire un trattamento del metallo (verniciatura). In alternativa esistono dei prodotti chimici che convertono la ruggine in un composto inerte e bloccano la corrosione.

Vediamo di fare chiarezza…

Prodotto antiruggine e pennello
Prodotto antiruggine e pennello
Trattamento antiruggine sul telaio
Trattamento antiruggine sul telaio

Rimuovere la ruggine dal furgone? No problem!

Abbiamo utilizzato entrambe le soluzioni in punti diversi del van.

Mentre smontavamo gli interni del furgone, abbiamo trovato ruggine nel pianale, nelle fiancate lato guidatore e pilota.

Nei punti meno accessibili abbiamo utilizzato un convertitore di ruggine.

Come funziona?

Bisogna pulire accuratamente la zona da trattare (noi abbiamo utilizzato del acetone/benzene), e rimuovere la ruggine superficiale che si stacca facilmente con un panno. Poi si applica il prodotto con un pennello.

Il risultato estetico non è dei migliori. L’impronta della ruggine rimane visibile anche dopo il trattamento. Ma sicuramente è la soluzione più rapida e meno invasiva.

Valerio e trapano vs ruggine
Valerio e trapano vs ruggine
Spazzola di acciaio a tazza
Spazzola di acciaio a tazza

Per la ruggine sul pianale abbiamo scelto la soluzione drastica…

Spazzola di acciaio per il trapano e via a togliere la ruggine!

Per le spazzole abbiamo preso un set con diverse geometrie ma quelle che raccomandiamo di più è la semplice spazzola a disco. È quella che ha funzionato meglio assieme alla spazzola a tazza per gli angoli più difficili.

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Abbiamo usato un avvitatore della Dexter ma le batterie durano veramente troppo poco. Abbiamo dovuto caricare due volte le due batterie del kit per finire il lavoro.

Cosa consiglio?

[alert type=”success” dismiss=”no”]

Molto meglio un avvitatore della Bosh (o simili) con batterie al Litio o addirittura una smerigliatricese hai la possibilità di allacciarti alla corrente mentre lavori.

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Spazzola di acciaio a disco
Spazzola di acciaio a disco
Ruggine rimossa dal pianale
Ruggine rimossa dal pianale

Dopo aver rimosso il grosso con le spazzole di acciaio abbiamo usato della carta vetrata per le parti meno accessibili e più superficiali.

Una bella pulizia con il benzene ed il metallo è pronto per il trattamento protettivo.

Abbiamo usato un primer antiruggine grigio come base e poi una vernice bianca a protezione del metallo.

Si hai ragione…

Il lavoro finito non sembra un opera di Michelangelo…

ma l’importante è il risultato funzionale.

Del lato estetico non ci interessa perché queste parti andranno comunque coperte durante la conversione.

Primer antiruggine grigio
Primer antiruggine grigio
Punti di ruggine curati e primer grigio antiruggine
Punti di ruggine curati e primer grigio antiruggine
Giulia che vernicia come una matta
Giulia che vernicia come una matta

Consigli ai prossimi avventurieri

Senza il trapano/avvitatore non pensarci neanche.

Se pensi di rimuovere la ruggine con un pò di olio di gomito e carta vetrata ti sbagli di grosso.

Anche con il trapano e la spazzola in acciaio ci abbiamo impiegato ORE per avere un risultato decente. Solo con carta vetrata ci vorrebbero settimane di lavoro e crampi alle mani.

[alert type=”success” dismiss=”no”]

Uno smerigliatore o un trapano/avvitatore con una spazzola di acciaio è il modo più semplice, veloce e soprattutto divertente per combattere la ruggine.

[/alert]

Il primer antiruggine è molto raccomandato.

In teoria se elimini tutta la ruggine ti basta coprire il metallo grezzo con della vernice. Ma con una piccola spesa extra ci metti anche il fondo (primer) e la vernice aderisce meglio al metallo.

Pianale con primer e vernice
Pianale con primer e vernice

La sicurezza prima di tutto

La ruggine e la vernice che viene via in forma di polvere non sono il massimo da respirare.

[alert type=”danger” dismiss=”no”]

Indossa sempre una mascherina protettiva.

Usa sempre dei buoni guanti e degli occhialini da lavoro quando utilizzi la spazzola di acciaio.

[/alert]

Non è raro che dei fili di acciaio partano dalla spazzola, occhio!!

L’ultimo consiglio è…

Abituati.

Noi pensavamo di aver scampato questo passaggio perché il furgone sembrava totalmente privo di ruggine. A quanto pare è un passaggio inevitabile se stai camperizzando un furgone con già qualche anno alle spalle.

Non pensarci neanche di saltare questo lavoro.

Rimboccati le maniche e via a scartavetrare.

Guanti, mascherine e occhialini: ruggine non ti temo!
Guanti, mascherine e occhialini: ruggine non ti temo!

Riparazioni meccaniche: cinghia e radiatore interno

Riparazioni meccaniche, cinghia di distribuzione e radiatore interno

Prima di addentrarci nella pura conversione del van abbiamo deciso di sistemare tutti i problemini del nostro Ducato ed effettuare tutte le riparazioni meccaniche necessarie.

Il van è sempre stato trattato bene.

Lavori di controllo e manutenzione ogni 10.000 km oppure ogni anno e non ha mai avuto gravi problemi meccanici.

Le gomme sono ok e il motore non ha particolare difetti.

C’è però una cosa che non mi fa mai dormire tranquillo

La dannata cinghia di distribuzione.

Giulia alle prese con le riparazioni meccaniche
Giulia alle prese con le riparazioni meccaniche

La cinghia di distribuzione

La cinghia di distribuzione è un elemento molto delicato del motore.

La cinghia connette l’albero motore con la distribuzione (l’albero a camme) e sincronizza il movimento dei pistoni con le valvole.

Ok ok mi sta partendo l’indole da ingegnere.

Sarò il meno tecnico possibile.

Il punto è che la cinghia è una di quelle cose che non ti fa guidare tranquillo se sai che è da cambiare.

[alert type=”general” dismiss=”no”]

Dipende dalla vettura ma solitamente va cambiata ogni 80-100 mila km oppure ogni 5 anni. La cinghia è infatti di gomma e si rovina anche solamente con il passare del tempo.

[/alert]

Nel libretto di manutenzione del Fiat Ducato abbiamo scoperto che la cinghia è stata cambiata a 50.000 km…

ma nel 2007

praticamente 10 anni fa!

Insomma andava cambiata il prima possibile.

Purtroppo non abbiamo un garage o un giardino da poter utilizzare per questo lavoro. L’ipotesi di fare le riparazioni meccaniche da soli non era contemplabile.

Abbiamo quindi portato il furgone da un meccanico che ha cambiato le cinghie (distribuzione e servizi), e qualche altro componente.

PS: Viviamo in Germania al momento e leggere il preventivo del meccanico in tedesco non è proprio un passeggiata!

Zahnriemensatz è il kit cinghia di distribuzione (in tedesco ovviamente)
Zahnriemensatz è il kit cinghia di distribuzione (in tedesco ovviamente)

Oh oh…perde liquido nel furgone

Fin dai primi giorni abbiamo notato delle gocce di liquido sotto il cruscotto…

radiatore interno andato!

Come funziona il radiatore interno?

Ecco che riesce l’ingegnere.

[alert type=”info” dismiss=”no”]

Il liquido di raffreddamento del motore serve a tenere il motore ad una temperatura costante.

Quando il motore è freddo, il liquido viene fatto girare solo nel motore.

Quando il motore è caldo, il liquido viene mandato nel radiatore “esterno” dove si raffredda. Raffreddando il liquido viene raffreddato anche il motore.

[/alert]

Da questo sistema si dirama un circuito secondario che porta il liquido di raffreddo caldo dentro l’abitacolo.

Il liquido viene fatto passare in un radiatore interno che si trova solitamente nel cruscotto. Una ventola ci fa passare sopra dell’aria che viene quindi riscaldata.

Ecco come funziona l’aria calda della macchina.

Modalità ingegnere off!

Attacchi del radiatore nel cofano
Attacchi del radiatore nel cofano

Sostituire il radiatore interno

Decidiamo quindi di sostituire il radiatore interno danneggiato.

[alert type=”info” dismiss=”no”]

Esistono degli additivi per riparare piccoli fori nei radiatore. Abbiamo deciso però di andare per la soluzione definitiva e sostituire il pezzo danneggiato.

[/alert]

Premetto che non avevamo un manuale di officina. Ne abbiamo uno in inglese ma è troppo generico e poco utile.

Se sai dove trovare un manuale di officina completo scrivi pure nei commenti…non so più dove cercare!

Avevo una vaga idea di dove guardare ma non sapevo esattamente dove si trovasse il radiatore.

Ora ti racconto cosa abbiamo combinato…

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Come prima cosa abbiamo smontato il sedile del passeggero per lavorare meglio.

Quindi abbiamo isolato il radiatore interno dal circuito del liquido di raffreddamento facendo un piccolo bypass al sistema (roba di cardiologia).

Poi abbiamo disconnesso la batteria per precauzione. Infine abbiamo smontato l’interno e tutto il cruscotto fino ad arrivare al radiatore.

Cruscotto svaligiato
Cruscotto svaligiato
Valerio smonta ogni cosa che vede
Valerio smonta ogni cosa che vede
Dannato radiatore bucato
Dannato radiatore bucato

Lo sai come è finita?

Dopo 2 ORE passate a smontare cavi e plastiche scopriamo che mamma Fiat aveva predisposto una comoda apertura per la sostituzione del radiatore.

Un lavoro da 10 minuti in tutto ci è costato praticamente una giornata intera.

La cosa buona è che abbiamo anche sistemato le luci del cruscotto che erano fulminate e abbiamo sicuramente imparato di più sulla nostra piccola casa su ruote.

Capito dove stava il radiatore è stato poi facilissimo. Via il vecchio e dentro il nuovo.

Abbiamo riconnesso i tubi del sistema di raffreddamento e rimboccato il liquido di raffreddamento.

Il motore non si lamenta, l’aria calda esce una meraviglia e non c’è più una goccia di liquido nel furgone.

Soddisfazione a mille!

Ora possiamo iniziare la vera conversione in un camper.

Via il vecchio e dentro il nuovo radiatore
Via il vecchio e dentro il nuovo radiatore

Togliere la colla dalla carrozzeria: che la guerra abbia inizio!

Togliere la colla dalla carrozzeria del furgone

Quanto vuoi che ci mettiamo a togliere la colla?

Un paio d’ore ed è fatto…

Come no!?!

La prima volta che abbiamo visto il furgone parcheggiato nel concessionario non la scorderemo mai.

È stato amore a prima vista. Ci è subito piaciuto.

Quel giorno avevamo notato la colla sulle fiancate del van. Il furgone infatti apparteneva ai vigili del fuoco e sulle fiancate erano presenti degli adesivi rossi (classico stile dei pompieri).

Abbiamo subito pensato:

si si questo in un paio d’ore lo puliamo e lucidiamo tutto.

Ora ti racconto come sono veramente andate le cose.

colla sul lato del van
Colla “assurda” sul lato del van

Come togliere la colla in generale

Togliere la colla da qualsiasi superficie non è affatto uno scherzo.

Su internet si legge di tutto. Dai rimedi della nonna fino ai prodotti industriali altamente tossici.

La soluzione più naturale ed ecologica è sicuramente il calore.

Scaldando bene la colla questa perde le proprietà adesive e viene via semplicemente strofinandoci sopra un panno. Questo è anche il metodo con cui si toglie la paraffina dalla tavola da surf.

Un bel asciugacapelli ed il gioco è fatto.

Ovviamente se la colla è molto vecchia e la temperatura molto bassa, un asciugacapelli non basta. L’ideale sarebbe utilizzare una pistola termica da carrozzieri.

Noi non avevamo un garage con la presa della corrente quindi abbiamo escluso da subito questa opzione.

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Cosa abbiamo fatto allora?

Prima di tutto l’olio di semi!

Sembra difficile da credere ma se non sei riuscito a rimuovere bene l’etichetta di un adesivo, prova a passarci sopra un pò di olio e questa verrà via in un attimo.

Ora prova a fare la stessa cosa su una colla indurita da anni…

NO WAY!

Assolutamente zero risultati.

Il secondo tentativo è stato con il lubrificante e sbloccante WD-40.

Questo prodotto sembra funzionare molto bene su colle e residui non troppo “aggressivi”. I risultati che si vedono su youtube sono impressionanti in alcuni casi.

Se come noi hai a che fare con una Colla con la C maiuscola…non c’è storia neanche cosi.

Infine abbiamo provato con un benzene/acetone per la pulizia delle vernici.

Abbiamo iniziato a vedere dei piccoli progressi. Dopo un’ora passata a strofinare la superficie del van siamo riusciti a togliere circa mezzo metro quadrato di colla.

Olio (di gomito) e pazienza per togliere la colla
Olio (di gomito) e pazienza per togliere la colla
Da notare il guanto con la presa d'aria
Da notare il guanto con la presa d’aria

Come siamo riusciti a togliere la colla dal van

Un commento su questo blog ci ha veramente salvato.

Ci è stato consigliato un solvente professionale per rimuovere la colla.

Tutto un altro universo!!!!

[alert type=”general” dismiss=”no”]

Si applica il prodotto, si aspetta qualche secondo e man mano la colla si ammorbidisce e si riesce a rimuovere.

È importante usare dei panni in microfibra che fanno attrito sulla colla ammorbidita e riescono quindi a rimuoverla.

[/alert]

In un paio d’ore abbiamo pulito praticamente un’intera fiancata del furgone.

Il prodotto non è propriamente ecologico quindi siamo stati molto attenti a non farlo cadere o a disperderlo nell’ambiente.

Ora siamo pronti per il prossimo step nella costruzione del nostro furgone camperizzato.

Tutti i prodotti per togliere la colla
Tutti i prodotti per togliere la colla

Precauzioni e consigli…se non vuoi intossicarti come noi!

Come già detto siamo stati molto attenti a non inquinare l’ambiente…

ma ci siamo intossicati noi!

Pensavamo che dei semplici guanti in lattice avrebbero fatto il lavoro.

Totalmente sottovalutato la situazione.

I guanti chirurgici vengono corrosi dopo pochi minuti che si maneggia il prodotto. I fumi emanati dal solvente poi non sono proprio invitanti.

Il secondo giorno ci siamo armati di mascherine, occhialini e di guanti speciali per agenti chimici.

Lo so, lo so le mascherine che abbiamo usato sono per polveri sottili e non per i vapori chimici…

però meglio di niente.

Parafrasando Nico Cereghini:

“Mascherine anche se per la polvere, guanti speciali tutto il tempo, e prudenza, sempre!”

Guanti, mascherina e occhiali protettivi
Guanti, mascherina e occhiali protettivi

Smontare gli interni del furgone: dannati rivetti!

Smontare gli interni del van

Abbiamo impiegato mesi per trovare il nostro van. Adesso è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e iniziare a convertire il furgone in un camper. 

Da dove iniziate?

Ovvio, dobbiamo smontare gli interni.

Anzi no, prima togliamo la colla vecchia dalla carrozzeria: “quanto ci vorrà mai” abbiamo pensato. Invece si è rilevata un’operazione che avevamo decisamente sottovalutato.

Dopo ore di lavoro e crampi alle braccia, abbiamo trovato un modo abbastanza efficace per questa pulizia che sembrava una sciocchezza.

Ma torniamo agli interni…

Tutto fuori!
Tutto fuori!

Rimozione dei sedili…

La prima cosa che abbiamo fatto è stata smontare i sedili e le cinture di sicurezza. Operazione abbastanza semplice in realtà. Poche viti e tutto è filato liscio.

Senza i sedili il van sembra più piccolo. Ci ha fatto un pò l’effetto che fa vedere una casa vuota rispetto a quando viene arredata che sembra molto più grande.

…e della rete

La rete che divideva il portabagagli è stata un pò più ostica da rimuovere. Nella parte inferiore era avvitata a dei pezzi di legno che erano avvitati ad altri pezzi di legno avvitati al pavimento. Una quantità indefinita di viti insomma.

Poco male comunque, nel giro di un’oretta era già tutto fuori.

Comincia a perdere forma
Comincia a perdere forma

Dannati rivetti!

Per convertire il furgone in un camper è necessario smontare gli interni, intendo tutti gli interni. Quindi anche tutto il rivestimento.

Il tetto non è stato un grosso problema perché era semplicemente avvitato al telaio.

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Le pareti laterali erano coperte da dei pannelli di compensato fissati con delle viti a pressione in plastica, anche questi abbastanza semplici da rimuovere.

L’unica cosa che ci ha fatto perdere un pò di tempo e un paio di teste del trapano, sono state le parti in plastica nera che contornavano i finestrini e altre zone. Perché? Perché erano fissate con i rivetti. I rivetti. Ma perché si usano i rivetti? Gli abbiamo trapanato le teste per romperli, finché loro non ci hanno rotto due punte del trapano. A quel punto li abbiamo tranciati con cacciavite e martello. È stata una dura lotta, ma abbiamo vinto.

Valerio alle prese con uno dei centinaia rivetti
Valerio alle prese con uno dei centinaia rivetti
Lo scheletro del Ducato
Lo scheletro del Ducato

Il pavimento

Il pavimento non era altro che un rivestimento in plastica. La forma ci sarà utile per creare il pavimento che abbiamo in mente.

Interessante è stato vedere cosa c’era sotto!

Se hai letto questo articolo sai che abbiamo preso un furgone che era in buonissime condizioni all’interno e con non troppi km. Nonostante questo, sotto la plastica che rivestiva il pavimento, era sporchissimo. Non oso immaginare cosa potesse esserci sotto ad altri furgoni che abbiamo visto, sopratutto di quelli utilizzati per il trasporto merci.

Oltre allo sporco abbiamo trovato dei piccoli punti di ruggine che andremo a trattare e alcuni buchi non ben identificati che dovremo chiudere.

Giulia che da una prima pulita al van
Giulia che da una prima pulita al van
Limpido!
Limpido!

Una volta finito di smontare gli interni?

Smontare gli interni del van è stato il primo passo per la conversione del nostro furgone in un camper.

La mossa successiva sarà quella di rimuovere e trattare i punti di ruggine, chiudere i vari buchi e l’isolamento, ovvio. Stay tuned! 

Il van vuoto
Abbiamo finito di smontare gli interni!

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