Caricabatteria CTEK: caricare le batterie non è mai stato cosí semplice

caricabatteria per camper

Caricare la batteria servizi del camper è un lavoro sporco…ma qualcuno deve pur farlo 🙂

Il caricabatteria serve proprio a caricare la batteria servizi a 12 o 24 Volt utilizzando la corrente elettrica della rete a 230 Volt.

Come per ogni componente del camper, esistono mille milioni di modelli e versioni.

In questo articolo ti racconto del caricabatteria per camper della CTEK che abbiamo scelto e di qualche valida alternativa.

Come sai, mi piace fare un pò di introduzione tecnica e teorica per dare un contesto al discorso.

Se i tecnicismi non sono mai stati il tuo pezzo forte, puoi saltare direttamente alla parte dell’articolo che più ti interessa utilizzando il menu qui sotto:

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Indice degli argomenti

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Prima di tutto: cos’è il caricabatteria?

Il caricabatteria è un dispositivo che, alimentato con la corrente a 230 Volt, ricarica la batteria servizi del camper.

Questo è ovviamente la funzione principale che si intuisce anche facilmente dal nome “caricabatteria”.

Ma in realtà ha anche altre funzioni quali:

  • effettuare una sorta di manutenzione della batteria;
  • mantenere la batteria sempre in carica se il caricabatterie è attaccato fisso al resto dell’impianto elettrico.

Per avvenire la ricarica, la tensione di ingresso deve essere superiore alla tensione della batteria. Solitamente i caricabatteria per camper a 12 Volt utilizzano una tensione da 13 ai 15 Volt per la ricarica.

Ma quindi il caricabatteria non è solo un trasformatore che cambia la tensione da 230 a 12-15 Volt?

Non esattamente.

In realtà è molto più “intelligente”.

Considera che una batteria servizi a 12 Volt completamente carica ha un tensione di circa 12.7 Volt.

Al contrario, quando è completamente scarica (ma ancora in grado di riprendersi) ha una tensione di 11.6 Volt.

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Il vero segreto è non far mai scendere la tensione sotto i 12 Volt per non danneggiare irreparabilmente la batteria.

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Ora immagina la batteria servizi come l’appetito…diciamo il mio appetito per esempio. 🙂

Se sono a digiuno dalla mattina (batteria molto scarica) avrò un appetito che mi mangerei un pizza ripiena con la pasta al sugo (tanta corrente e tanta tensione).

Ma mano che mi ingozzo come un maiale selvatico l’appetito diminuisce (così anche la quantità di corrente richiesta dalla batteria).

Ecco perché la quantità di corrente che viene usata dal caricabatteria viene modulata nel tempo per “seguire l’appetito” della batteria.

Caricabatteria collegato ai poli positivo e negativo della batteria servizi
Caricabatteria collegato ai poli positivo e negativo della batteria servizi

Caricabatteria single-stage vs multi-stage?

Single stage significa che esiste solo una modalità di funzionamento: fiume in piena di corrente finché la batteria non trasborda elettroni.

Il problema è che a lungo andare la batteria non se la passa benissimo con queste abbuffate di corrente..soprattutto a stomaco pieno.

E allora perché vendono una cosa del genere?

Ovviamente per il prezzo vantaggioso.

I caricabatteria multistage invece modulano la corrente in ingresso  per evitare sovraccarichi e danneggiamenti. I diversi stadi di ricarica servono per caricare la batteria al 100% nel modo più efficiente possibile.

Il costo di un caricabatteria multistage è chiaramente più alto ma secondo il mio modesto parere è una conditio sine qua non…maestra di latino levati proprio! 🙂

Fasi di carica dei caricabatterie multi-stage

Per ottenere una carica completa, o maggiore dell’80%, il caricabatteria passa per differenti fasi con diversi valori di tensione e corrente.

Ci sono 3 fasi di ricarica fondamentali che ogni caricabatteria multifase che si rispetti dovrebbe avere:

  • BULK: la ricarica avviene con la massima tensione e corrente che il dispositivo riesce a fornire (solitamente 14.3 – 14.8 Volt);
  • BOOST: viene mantenuta la massima tensione raggiunta alla fine della fase Bulk ma la corrente è limitata al minimo indispensabile (questa fase è anche spesso chiamata ABSORB);
  • FLOAT: viene mantenuta un tensione costante ma inferiore a quella nella fase Boost (circa 13.3 – 13.6 Volt).

Quanto tempo ci mette a caricare?

Dipende dal tipo di caricabatteria, dalla dimensione della batteria e soprattutto dallo stato di carica della batteria.

Difficile dare un’indicazione precisa, però tieni a mente che più questo processo è lento e più la batteria sarà longeva.

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Alcuni caricabatteria presentano anche una quarta fase detta di equalizzazione (o di ricondizionamento), utile soprattutto per le batterie al piombo.

In questa fase la tensione viene aumentata fino a 15- 16 Volt, l’acido nella batteria va in ebollizione pulendo così le piastre di metallo interne.

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La nostra scelta: il caricabatteria CTEK MXS 10

LA CTEK è una compagnia svedese leader nel settore dei caricabatterie.

Girando su internet abbiamo letto solo commenti positivi e quindi ci siamo convinti all’acquisto.

Abbiamo scelto il modello CTEK MXS 10 che permette di ricaricare batterie da 20 Ah fino a 300 Ah…che per i nostri bisogni è più che abbondante.

Hai presente tutte le fasi che ti ho raccontato prima?

Questo caricabatteria non ha infatti solo 4 fasi…ne ha 8 🙂

  1. DESULPHATION: invia degli impulsi di corrente e tensione che eliminano i solfati dalle
    piastre delle batterie al piombo;
  2. SOFT START: verifica se la batteria è in grado di accettare la ricarica o se è invece difettosa;
  3. BULK: ricarica con la massima corrente fino all’80% della capacità della batteria;
  4. ABSORPTION: ricarica con corrente decrescente fino al 100% della capacità della batteria;
  5. ANALYSE: verifica se la batteria riesce a mantenere la carica;
  6. RECOND: aumenta la tensione (fino a 15.8 Volt) per formare il gas nella batteria al piombo in modo controllato. Il gas miscela l’acido della batteria e ne ripristina l’energia;
  7. FLOAT: mantiene la tensione della batteria con una tensione di ricarica costante;
  8. PULSE: mantiene la batteria al 95–100% della capacità fornendo dei piccoli impulsi di corrente.

Tempo di ricarica del caricabatterie CTEK

Il manuale delle istruzioni del CTEK dice che riesce in 20 ore a portare una batteria da 200 Ah, completamente scarica, fino all’80% della carica.

Sarà vero?

Se avete esperienze sui tempi di ricarica fatemelo sapere…io ancora non mi sono messo a prendere i tempi. 🙂

Solitamente collego il caricabatteria la sera e la mattina la batteria è bella carica.

Sensore di temperatura del caricabatterie CTEK
Sensore di temperatura del caricabatterie CTEK

La tensione applicata ed il tempo di ricarica sono fortemente influenzati dalla temperatura esterna.

Il CTEK MXS 10 è infatti fornito di un sensore di temperatura esterno che controlla la ricarica della batteria in funzione della temperatura presente.

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Si può ovviamente anche usare senza sensore.

Noi personalmente lo abbiamo usato il 90% delle volte senza sensore.

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Come usare il caricabatterie CTEK?

Hai ragione, ti ho dato un sacco di numeri e di tecnicismi…ma poi come si usa praticamente questo caricabatterie CTEK?

Non starai mica pensando che devi stare a cambiare programma e fasi manualmente vero?

L’unica cosa che devi fare è collegare i cavi ai poli della batteria (prima il positivo e poi il negativo), poi attacchi la spina del CTEK alla presa a muro ed infine selezioni il tipo di programma.

Dopo circa 2 secondi, il caricabatterie CTEK avvia il programma selezionato.

Ci sono solo 4 programmi che puoi scegliere:

  • batterie normali: per tutte le batterie al piombo;
  • batterie AGM: per le batterie al gel;
  • recupero: aggiunge la fase RECOND al normale programma di ricarica;
  • alimentazione: prevede solo la fase FLOAT per mantenere la batteria in carica.

La CTEK consiglia di usare il programma recupero una volta l’anno o ogni volta che la batteria è completamente scarica.

Quando la spia luminosa arriva alla fase 7 (FLOAT), la ricarica è finita e la batteria è completamente carica.

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Alternative valide di caricabatteria per camper

Il CTEK MXS 10 è una caricabatteria fantastico. Piccolo, pratico e senza troppi sofisticazioni.

Lo abbiamo usato per oltre un anno e non ci ha mai dato un problema.

Però ricercando online avevo trovato anche altri modelli degni di nota.

Ti lascio un elenco di altre valide alternative in caso il tuo odio verso IKEA ti porti ad essere contro qualsiasi compagnia svedese come la CTEK. 🙂

Ecco la lista di valide alternative al CTEK:

Conclusioni

Un caricabatteria è secondo me un elemento indispensabile per il camper.

Ti permette di ricarica la batteria semplicemente con la corrente di rete a 230 V senza elementi troppo complicati (vedi i pannelli solari).

[alert type=”success” dismiss=”no”] Ricorda che ovviamente puoi anche ricaricare la batteria starter del veicolo quindi ha un duplice uso.[/alert]

Il caricabatterie lo puoi lasciare fisso nel camper oppure attaccarlo solo in caso di necessità.

Se vuoi approfondire l’argomento ti lascio dei link interessanti di altre guide di caricabatterie:

Tu che caricabatteria utilizzi sul tuo furgone camperizzato?

Fammelo sapere nei commenti.

Lekemi GPS tracker: l’antifurto satellitare semplice ed economico

Lekemi GPS tracker

Con il Lekemi GPS tracker eviti di mangiarti le unghie dall’ansia quando sei lontano dal tuo amato veicolo.

Quando si parla di ladri e antifurti viene sempre un brivido sulla schiena vero?

Pensare che qualche poco di buono (per essere educati) possa irrompere nel nostro amato veicolo e portarselo via, dopo tutti i sacrifici fatti per camperizzarlo, viene il mal di stomaco.

Eppure bisogna essere pronti a tutto.

Evitare che un malintenzionato entri nel proprio camper è già una bella sfida.

Ma se i sistemi anti-intrusione falliscono ed il ladro riesce a rubare il camper…

quanto sarebbe bello sapere dove sta andando?

Basta avere un localizzatore GPS.

Una volta gli antifurti satellitari erano destinati solamente alle grandi macchine di lusso e venivano installati da ditte specializzate.

Oggi si possono montare senza toccare neanche un filo elettrico.

In questo articolo ti racconto del nostro recente acquisto: un GPS tracker Lekemi. Grazie alla posizione GPS ti permette di localizzare il camper in qualunque parte del mondo.

Il Lekemi GPS tracker dispone di tante funzioni aggiuntive che lo rendono un vero e proprio antifurto.

Non preoccuparti, ora ti racconto tutto.

AGGIORNAMENTO: leggi fino in fondo questo articolo perché nelle conclusioni ho aggiunto il manuale ufficiale del Lekemi tracker.

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Indice degli argomenti

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Posizione GPS: come funziona?

Partiamo dalle basi: il GPS è un sistema di satelliti americani (Global Positioning System), che viene utilizzato per identificare la posizione di una macchina, nave, aereo o smartphone sul nostro pianeta.

Sì sì, hai letto bene.

Il GPS è un sistema militare di proprietà del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Una piccola parte di questo sistema viene utilizzato per scopi civili come appunto la localizzazione di oggetti.

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A breve entrerà in funzionamento anche il sistema di satelliti europeo Galileo, progettato esclusivamente per scopi civili e non militari.

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Ma dove vuoi arrivare Valerio?

Da nessuna parte, mi sono perso 🙂 quando si parla di spazio parto per la tangente.

Ok torniamo a noi. Ci sono questi satelliti intorno alla Terra.

Come usiamo i satelliti ai nostri fini?

Con un ricevitore satellitare.

No ricevitore satellitare, no party

Questo strumento è in grado di calcolare la posizione sulla superficie terrestre sfruttando i segnali inviati dai satelliti in orbita.

Un sistema di GPS tracking è formato da un ricevitore e da un trasmettitore. Una volta calcolata la posizione la vogliamo infatti inviare all’utente (quindi a noi in questo caso).

Un trasmettitore può funzionare con una semplice SIM telefonica che permette di trasmettere la posizione calcolata dal ricevitore satellitare.

Ecco spiegato come localizzare un’auto o un camper nel mondo.

Ricapitolando:

  • il ricevitore calcola la posizione (latitudine e longitudine) sulla superficie terrestre;
  • il trasmettitore invia questa informazione all’utente tramite sms o internet.

Per i nerd più curiosi, consiglio questo video che spiega in maniera semplice il principio di funzionamento di un ricevitore satellitare.

[youtube id=”FU_pY2sTwTA”]

Perché usare un localizzatore GPS come antifurto?

L’idea non è assolutamente nuova e nel mondo automotive è in circolazione da più di 20 anni.

L’aspetto interessante è che, nel 2018, è diventato facilissimo installare ed usare un antifurto GPS da parte di tutti.

Un localizzatore GPS ti permette infatti di conoscere in tempo reale la posizione del tuo veicolo.

Puoi impostare diversi allarmi che ti avvisano di eventi particolari:

  • se il veicolo si sposta da un determinato perimetro;
  • se supera una certa velocità;

Insomma il dispositivo ti avverte in tempo reale se qualcuno sta rubando il tuo veicolo. Ma la cosa ancora più bella è che puoi capire dove andare a riprenderlo…con le buone maniere ovviamente. 🙂

Ora hai capito i vantaggi di avere un localizzatore GPS nel camper.

Lekemi GPS tracker: il tracciatore di posizione GPS

Tra i tanti prodotti disponibili sul mercato, mi sono completamente innamorato del tracciatore di posizione GPS della Lekemi.

Si tratta di un GPS tracker con SIM telefonica, per cui la trasmissione delle posizione può avvenire sia tramite sms sia tramite internet.

Il Lekemi è molto compatto, più piccolo dei più moderni smartphone. Inoltre non ha nessun elemento aggiuntivo ed invasivo come antenne esterne o comandi a pulsante.

Paragonato ai primi antifurti satellitari sembra veramente un giocattolo…ma ti assicuro che fa il suo sporco lavoro, e anche bene. 🙂

Ha una batteria da 5000mAh che assicura una carica per circa 30-60 giorni, e si ricarica con un semplice cavo USB.

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Il Lekemi GPS tracker viene venduto sotto diverse vesti, ma si tratta dello stesso pezzo di hardware. Girando su Amazon infatti trovi anche questi tracker:

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Dimensioni del Lekemi GPS tracker
Dimensioni del Lekemi GPS tracker

Installazione del localizzatore

Installare il Lekemi è semplicissimo.

Ok Valerio, come si fa?

Qui è il bello. Non devi fare niente.

Prendi il GPS tracker e mettilo dove vuoi.

That’s it!

Il dispositivo ha una potente calamita su un lato che permette di attaccarlo a qualsiasi superficie metallica all’interno del veicolo.

Non necessita di viti, cavi o fermi particolari.

Ovviamente non posizionarlo in bella vista sul parabrezza ma cerca di nasconderlo il più possibile.

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L’idea del localizzatore GPS è che, in caso di furto, riesci comunque a capire dove sta il tuo veicolo. È chiaro che se il ladro trova il GPS tracker e lo butta dal finestrino…

Noi sul nostro Ducato camperizzato lo abbiamo nascosto dentro…

naaaaaa, non volermene ma questa informazione me la tengo per me. 🙂

Sono certo che conosci il tuo camper meglio di chiunque altro e riuscirai a trovare un buon punto dove nasconderlo.

Sim per la comunicazione da e verso il localizzatore GPS

La prima cosa da fare è munirsi di una carta SIM da dedicare al dispositivo.

Con l’abbonamento per i nostri smartphone ci hanno regalato delle SIM in omaggio che abbiamo usato per testare il dispositivo.

Esistono anche delle SIM dedicate agli antifurti GPS con delle tariffe vantaggiose.

La SIM deve poter inviare sms e ricevere chiamate. Se vuoi utilizzare anche le funzionalità avanzate di tracciamento in tempo reale, allora deve avere anche accesso ad internet.

Il consumo dati è molto limitato. Le istruzioni parlano di circa 100 Mb al mese.

Ormai si vedono abbonamenti da decine di Gb di internet per pochi euro al mese, quindi non è un grande spesa avere anche il real time tracking.

Sim e presa USB sul lato del Lekemi GPS tracker
Sim e presa USB sul lato del Lekemi GPS tracker

Attivazione e impostazione del Lekemi

Spingi il pulsante e accendi il dispositivo dai.

Valerio…ma dove cavolo sta il pulsante?

Non c’è 🙂

Già, basta inserire la SIM e si accende automaticamente.

Ora per configurare il GPS tracker ti basta inviare una serie di sms con delle istruzioni.

Inviando un sms con scritto
[alert type=”info” dismiss=”no”] G123456# [/alert]
oppure chiamando direttamente il numero, riceverai un messaggio con la posizione del dispositivo (che puoi aprire nell’applicazione mappe sul tuo smartphone).

Puoi impostare un numero di amministratore in modo che solo tu possa interrogare il localizzatore. Per fare questo, invia un sms al tuo nuovo amico:

[alert type=”info” dismiss=”no”] admin123456 tuo-numero-di-telefono [/alert]

Infine puoi abilitare la funzione per il tracciamento della posizione in tempo reale attivando il GPRS e settando l’APN

[alert type=”info” dismiss=”no”] gprs123456 [/alert]

[alert type=”info” dismiss=”no”] apn123456 tre.it [/alert]

Ovviamente se il tuo operatore fosse diverso dalla Tre, puoi visitare questa pagina e usare l’APN corretto.

Ci sono molte altre impostazioni che puoi configurare, ma ti consiglio di farlo direttamente dall’app dedicata.

App GPS tracker: TKSTAR GPS

L’applicazione su smartphone del localizzatore GPS Lekemi è sicuramente la caratteristica più interessante.

L’app ti permette di configurare facilmente ogni opzioni e di tracciare in tempo reale la posizione.

Cerca e installa l’app localizzatore TKSTAR GPS, sia su Android che su Apple IOS.

Accedi nell’area riservata inserendo i seguenti dati:

  • l’ID del dispositivo (si trova stampato sul retro del GPS tracker);
  • il server www.mytkstar.net;
  • la password 123456.

Va bene, ho installato tutto e ora?

Ora viene il bello.

App TKSTAR per il Lekemi GPS tracker
App TKSTAR per il Lekemi GPS tracker

Posizione GPS

La funzione più interessante dall’app è la localizzazione in tempo reale.

Puoi infatti monitorare la posizione in tempo reale del localizzatore direttamente sulla mappa senza dover inviare nessun sms.

Non solo…

Puoi anche vedere l’itinerario di un particolare giorno (percorso storico) e capire quindi che giri sono stati fatti.

Fantastico. 🙂

GEOfence

La funzione GEOfence la usiamo ogni volta che parcheggiamo il camper a casa.

L’applicazione TKSTAR ti permette di definire una sorta di recinto virtuale all’interno del quale si trova il tuo camper (con il GPS tracker dentro ovviamente).

Se il camper esce dal “recinto”, l’applicazione inizierà a suonare e ti avvertirà del pericolo.

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Ricorda di disattivare la GEOfence se non la utilizzi, altrimenti ti avvertirà ogni volta che muovi il camper dal tuo garage.

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Allarmi

L’app ti permette di gestire facilmente molte funzionalità del dispositivo, tra cui le impostazioni degli allarmi.

Con il Lekemi GPS tracker puoi definire diverse allarmi, tra cui i più interessanti sono:

  • avviso in caso di batteria scarica;
  • allarme per il superamento di una certa velocità;
  • allarme in caso di vibrazioni (con un sensore di shock integrato).

Devo dire che l’allarme per le vibrazioni è veramente potente. Basta una piccola botta al camper e subito l’applicazione inizia a suonare e ti arriva anche un sms avvisandoti del pericolo.

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Ricordati di disattivare le funzioni se non intendi usarle.

L’idea è di attivare tutti gli allarmi quando lasci il camper da qualche parte, e disattivarli una volta a bordo.

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Funzioni della app TKSTART per il Lekemi GPS tracker
Funzioni della app TKSTART per il Lekemi GPS tracker

Tracking online

Ti sei dimenticato il telefono a casa e non puoi mandare né sms né usare l’app TKSTAR…che fare?

Semplice, puoi usare il sito web www.mytkstar.net.

Funziona praticamente come l’applicazione su smartphone.

Puoi tracciare il dispositivo in tempo reale, impostare la GEOfence, gli allarmi, ecc.

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Tramite il sito web è possibile cambiare la password sia per l’applicazione e sia per l’accesso al sito web.

Non ho trovato modo di farlo dalla app. Se sai come fare scrivilo nei commenti please?

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Lekemi GPS tracker: tracking online su mytkstar.net
Lekemi GPS tracker: tracking online su mytkstar.net

Conclusioni

Il Lekemi GPS tracker è veramente una bomba.

Facile ed intuitivo da installare e configurare. Funziona con semplici sms, con l’applicazione per smartphone e anche da sito web.

Il prezzo è ragionevole e accessibile per qualsiasi portafoglio.

Insomma sicuramente non è l’unico sistema antifurto che utilizziamo sul nostro Ducato. Ma sapere dove si trova in tempo reale il nostro piccolo, ci tranquillizza e rassicura.

PS: se tutto quello che hai appena letto in questo articolo non ti basta, eccoti qui il manuale ufficiale del tracker GPS Lekemi. Fanne buon uso 😉

Caramaps, un furgone camperizzato e una giornata di sole: cosa vuoi di più?

CaraMaps

Cara CaraMaps, ce l’abbiamo fatta!

Questa è la storia di una giornata di sole in Germania, di un portapacchi mai preso, di un camper fai da te quasi finito e di un’app che ti salva in calcio d’angolo.

Se ti stai chiedendo “ma cos’è CaraMaps?” della serie “che diavoleria è mai questa?”, ti anticipo subito che si tratta di un’app per cellulari e tablet pensata per chi viaggia in camper o in caravan.

In breve permette di localizzare le aree di sosta camper, i parcheggi gratuiti, le aree attrezzate, i campeggi, i benzinai, e non solo: fa anche molto di più. Te ne parlo nel dettaglio più avanti.

Andiamo per gradi.

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Indice degli argomenti

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Quel portapacchi mai preso

Hai presente quella sensazione magnifica quando cerchi un affare su internet, lo trovi in breve tempo e riesci ad accaparrarti l’oggetto dei tuoi desideri?

Ecco, noi no.

Ci serve un portapacchi ed abbiamo deciso di prenderne uno di quelli giganti a grate.

I prezzi di questi aggeggi di metallo nuovi stanno alle stelle tanto da pensare “0k, forse non ci serve così tanto…”, ma fortunatamente esiste sempre l’opzione usato, di cui noi siamo estremamente fan.

La ricerca ci ha portato a contattare un simpatico ragazzo che vive a un centinaio di km da dove siamo noi: svendeva esattamente il portapacchi che stavamo cercando, in teoria.

Ci siamo accordati per un sabato primo-pomeriggio. Se ci conosci, sai bene che il week end per noi è essenziale per andare avanti con i lavori nel Ducato che stiamo camperizzando.

Passare tutto il pomeriggio fuori, significa togliere tempo prezioso al nostro camper fai da te. Tuttavia, questo era un affare, quindi ci siamo messi in marcia senza troppe remore.

Neanche a dirlo, il tentato acquisto è stato un completo disastro.

Abbiamo passato mezzora in mezzo ad una strada a cercare di caricare il portapacchi sul tetto senza fare danni, per poi scoprire che era troppo corto e non si agganciava bene al telaio.

Una disdetta.

Ce ne siamo andati via demoralizzati e arrabbiati perché stavamo togliendo inutilmente tempo prezioso alla camperizzazione e poi, cavolo, non sarebbe stato male se il tipo ci avesse dato le dimensioni giuste in anticipo.

Ma aspetta un attimo: “c’è il sole!”.

Eravamo lontani da casa, ma con un bel sole alto e un pomeriggio davanti. 

Non ci abbiamo pensato troppo e abbiamo cercato un posticino carino dove rilassarci un pò.

Qui entra in scena CaraMaps.

Giulia al volante del Ducato
Giulia al volante del Ducato

Perché CaraMaps?

Il momento di utilizzare il nostro Ducato come camper e non più come un pulmino o come una falegnameria è vicino.

Tanto che stiamo cominciando a pensare a cosa può esserci utile, nel pratico, on the road. 

Qualche mese fa ci è arrivata nella casella email l’invito a provare CaraMaps.

Ci è sembrata subito un’app molto interessante, ma c’era un piccolo problema, un dettaglio, una sottigliezza: non avevamo un camper!

Avevamo tra le mani un vecchio furgone arrugginito e solo l’idea di trasformarlo in una casetta su ruote. In pratica utilizzare servizi come quelli che offre CaraMaps, ci sembrava una cosa distante anni luce.

Invece adesso, cara CaraMaps, ce l’abbiamo fatta a provarti!

A distanza di, boh, secoli (?!), il nostro furgone camperizzato è in dirittura di arrivo (o di partenza…) e la scusa del portapacchi-mai-comprato ci è sembrata ottima per testare questa app per camperisti.

È stato un pò come tagliare il nastro: abbiamo aperto la porta alla vita con il camper.

Ok, usare un’app per camper non crea in automatico dei camperisti, però abbiamo fatto qualcosa con il camper che non fosse costruirlo e scoperto un’app che ci sarà sicuramente utile nel futuro prossimo.

[youtube id=”B1MF8q4IolA”]

Dove ci ha portati CaraMaps

CaraMaps è un’app gratuita per smartphone e tablet, supportata sia da Android che da IOS.

L’utilizzo mi è sembrato molto intuitivo.

Eravamo nel bel mezzo di qualche paese al sud della Germania e ci serviva un posto dove fermarci, magari in mezzo ad un boschetto e senza stare ad impazzire per cercare parcheggio.

Abbiamo aperto l’app e nella mappa ci sono apparsi tanti punti rossi con diversi simboli (tenda, camper, P, ecc…).

Uno in particolare ha attirato la nostra attenzione: era il simbolo di una P (parcheggio), nelle nostre vicinanze e in una macchia verde. Esattamente ciò che cercavamo insomma.

Cliccandoci sopra ci è apparsa una scheda tecnica del posto: parcheggio gratuito per 3 camper.

3 camper??? 

Ti pare che esiste un parcheggio per soli 3 camper e che viene indicato sulla mappa? 

Più curiosi di due scimmie abbiamo deciso di andare proprio lì.

Arrivarci è stato molto semplice perché Caramaps funziona come un navigatore: scegli dove andare e lei ti indica la strada.

Una volta arrivati alla meta, ci siamo effettivamente trovati in mezzo ad un’area verde, con un fiumiciattolo e con soli 3 posti per camper.

Attaccata al palo del cartello che indicava i 3 posti, c’era anche una scatola con dei volantini informativi sul luogo. Increbilibe, ma questa è roba da tedeschi 🙂

Brava CaraMaps!

Quando ti senti piccolo piccolo
Quando ti senti piccolo piccolo
Cartello 3 posti camper!
Cartello 3 posti camper!
In alcuni posti è ancora possibile trovare volantini informativi
In alcuni posti è ancora possibile trovare volantini informativi

Scopriamo altre funzioni

Continuando a “smanettare” con questa app, abbiamo capito che può essere davvero utile per chi viaggia in camper o in caravan.

A noi, quel Sabato è stata di aiuto per trovare un parcheggio gratuito, ma puoi cercare sia aree di sosta camper sia punti dove caricare o scaricare le acque, campeggi, benzinai, aree naturali, ecc..

Puoi anche scremare la tua ricerca a seconda dei servizi di cui hai bisogno. Ad esempio puoi selezionare solo i campeggi con il wifi o magari devi svuotare il wc e puoi cercare solo aree camper che te lo permettano.

La cosa che rende quest’app ancora più interessante, a mio avviso, è il fatto che è orientata verso la condivisione con gli altri utenti.

Per esempio, hai la possibilità di aggiungere tu stesso i luoghi che non sono presenti sulla mappa, aiutando così altri viaggiatori.

Oppure puoi chattare con altri utenti per chiedere consigli. O, ancora, ti offre la possibilità di leggere e di scrivere recensioni dei luoghi che ti interessano.

[alert type=”general” dismiss=”yes”]Attenzione! Se non vuoi essere geolocalizzato e quindi non vuoi essere visto o ricevere messaggi da altri viaggiatori, devi disattivare l’opzione nel menu.[/alert]

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Funziona proprio tutto a “gratise”?

Sì, nella versione online.

Caramaps è totalmente gratuita se hai dati sul cellulare da poter consumare liberamente.

Se, al contrario, stai un pò stretto con internet, offre una versione offline.

La versione salva-internet ti permette di scaricare tutte le mappe delle regioni che ti interessano, in cambio di un abbonamento di 4,49 euro l’anno.

Che dire, CaraMaps non è cara economicamente tutto sommato. Ok, scusa, questa era pessima.

Terreni e giardini privati

Questa è in assoluta l’idea che mi è piaciuta di più di questa applicazione.

Se sei un viaggiatore, invece di andare in campeggio, puoi decidere di sostare in un terreno o un giardino privato di qualcuno.

In questo caso devi pagare la quota decisa dall’host e una commissione a CaraMaps (il 15% o minimo 1 Euro).

Chi è l’host? 

Chiunque può diventare host.

In pratica, se hai un terreno o un giardino privato, puoi metterlo a disposizione dei viaggiatori.

Cosa coooosa? 

Sì, hai capito bene.

Sia che tu sia un privato, un B&B o un agricoltore, puoi ospitare camper e roulotte sulla tua terra.

Perché dovresti?

Ci sono diverse ragioni per cui potresti ritenere interessante ospitare qualcuno.

La prima è che puoi guadagnare del denaro.

Una sorta di AirBnB di terreni direi. Stabilisci una cifra e arrotondi le tue entrate mensili con i viaggiatori interessati a soggiornare da te.

Ma… i soldi non sono tutto!

Ospitare dei viaggiatori può portarti altri vantaggi.

Conoscere persone nuove e sicuramente interessanti ad esempio.

Oppure, se sei un contadino o un’attività di qualsiasi tipo, puoi sfruttare l’occasione per far conoscere il tuo lavoro o i tuoi prodotti.

Insomma, non so a te, ma a me questa sembra una cosa geniale.

Tra i campi tedeschi
Da qualche parte nel sud della Germania

Conclusioni

Quel Sabato pomeriggio siamo tornati a casa senza il fantastico portapacchi, ma contenti di aver scoperto un posto nuovo e sopratutto di aver utilizzato uno strumento che non fosse per costruire, segare e martellare il nostro furgone.

Proveremo altre app e altri strumenti che possono esserci utili in viaggio, per ora però devo dire che CaraMaps ci è sembrata davvero una buona amica.

Tu come scegli dove fermarti la notte o dove ricaricare l’acqua?

Kit per i fori a tasca (pocket hole): come creare giunzioni sul legno con dei fori inclinati

Fori a tasca pocket hole

Stai facendo dei lavori fai da te, magari sul furgone che stai camperizzando o sul camper che stai ristrutturando, e ti serve collegare dei pezzi di legno in modo solido ed economico.

Mi sono trovato anche io in una simile situazione e ho trovato la soluzione nei fori a tasca, dall’inglese “pocket hole”.

In questo articolo ti racconto cosa sono i fori a tasca e gli accessori utili per realizzarli.

Ho testato personalmente due diversi utensili per fare i pocket hole. Come sempre ti dirò cosa fare e cosa NON fare e tutti gli errori che ho commesso in prima persona. 🙂

Se non vuoi leggerti tutto l’articolo puoi usare l’indice qui sotto per saltare direttamente al capitolo che più ti interessa. Se non vuoi neanche leggere un solo capitolo ma andare direttamente al sodo: compra il kit pocket hole della Kreg e non te pentirai!

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Indice degli argomenti

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Cosa sono i fori a tasca?

Fino alla scoperta di questo sistema di giunzione, non sapevo neanche cosa fosse un pocket hole. Me ne ha parlato un mio amico facendomi vedere come funziona il kit della Kreg K4.

Pensiamo a questa situazione. Devi costruire un box di legno fai da te, magari la struttura del letto del camper o un nuovo mobiletto nell’arredamento. Ora, se non sei un falegname navigato, tu dirai: “bhè ma che ci vuole, metti due viti e li unisci”.

Welcome to the club my friend 🙂

Per collegare dei pezzi di legno ci sono varie tecniche, alcune sono complicate ma più robuste ed altre sono semplici ma delicate. Insomma ce ne sono di tutte le salse, giusto per darti un’idea:

  • viti perpendicolare alle facce dei pezzi di legno;
  • staffe metalliche;
  • incastro tenone e mortasa;
  • spinatura;
  • fori a tasca con viti inclinate;
  • colla;
  • ecc ecc.

Quando ho visto la potenza e la semplicità dei fori a tasca ho subito capito che sarebbe stata la tecnica giusta per me e per i lavori di camperizzazione del furgone.

Fori a tasca per unire una gamba del letto nel camper
Fori a tasca per unire una gamba del letto nel camper

Come funziona un giunzione pocket hole

Supponiamo di dover collegare due travi di legno in una giunzione a T.

Con il kit per i fori a tasca si praticano dei fori su una estremità della trave. Si usa una apposita dima (una sagoma) che fornisce la giusta angolazione del foro, solitamente 15°.

Realizzato il foro si posizionano i pezzi nella configurazione desiderata e si inserisce la vite nel foro a tasca. Avvitando la vite, questa fa presa sul secondo pezzo di legno creando una giunzione solida e resistente.

Ancora poco chiaro?

Kit per i fori a tasca

Partiamo dalle basi.

Cosa comprende un kit per i fori a tasca:

  • dima di plastica e metallo per guidare la punta del trapano durante la foratura;
  • speciale punta per trapano con un profilo a due segmenti. La punta crea sia l’alloggiamento della testa della vite (la tasca), sia l’invito per la vite stessa;
  • inserto lungo per avvitare la vite.

Di base servono solamente questi strumenti.

Ho personalmente provato due diversi kit:

  1. Kreg Junior R3;
  2. Wolfcraft Undercover Jig.

Entrambi hanno pro e contro.

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Nei kit per pocket hole vengono anche fornite delle spine di legno o plastica per chiudere i fori a tasca e nascondere completamente la testa della vite.

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Ti dico subito che, capito bene il funzionamento, l’ago della bilancia è andato verso il kit della Kreg.

Ora ti spiego perché.

Il punto di forza del kit della Kreg sta nelle viti.

Kit pocket hole della Kreg e della Wolfcraft
Kit pocket hole della Kreg e della Wolfcraft

Le viti per i fori a tasca

Ok, il kit serve per fare il buco ma poi uso qualsiasi vite che ho a disposizione giusto?

SBAGLIATO!

Anche io inizialmente pensavo così ma mi sono subito ricreduto. Per avere una buona giunzione la vite deve avere delle caratteristiche particolari.

Deve avere una testa piatta, in modo da far bene presa nella “tasca di legno”. Una testa svasata infatti farebbe da effetto cuneo e tenderebbe a spaccare completamente la sede a tasca della vite.

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La vite deve avere la filettatura su metà della sua lunghezza. La filettatura deve infatti far presa sul secondo pezzo di legno e deve “tirare” la testa della vite. Se la filettatura facesse presa anche sul primo pezzo di legno allora la testa della vita non verrebbe tirata ed il giunto lavorerebbe male.

Ultima considerazione è la punta della vite che deve essere autofilettante senza bisogno di preforo. Ci deve essere infatti un canale in punta alla vite, per l’evacuazione del truciolo durante la foratura.

Difficilmente trovi una vite con questi requisiti nel ferramenta sotto casa.

Ecco perché ho restituito il kit della Wolfcrat.

Ora ti racconto.

Caratteristiche delle viti Kreg per i pocket hole
Caratteristiche delle viti Kreg per i pocket hole

Kit pocket hole della Wolfcraft

Come prima scelta ho deciso di acquistare il kit della Wolfcraft Undercover Jig.

Lo specchietto delle allodole che mi ha completamente abbagliato è stato l’inserto a croce. Con questo kit infatti è possibile utilizzare le comuni viti con inserto a croce che si trovano in ogni ferramenta.

Questo che sembra un punto di forza in realtà si è rivelata la maggior debolezza di questo kit.

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Le viti presenti nel kit della Wolfcrat non sono proprio ideali. L’aspetto peggiore è sicuramente la testa svasata che rischia di spaccare completamente la sede del foro.

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Si può rimediare in qualche modo?

Certo. Si possono usare delle rondelle, ma ha senso comprare delle viti svasate e poi aggiungere una rondella per avere la testa piatta? Forse se a casa hai già un set da 5000 viti a testa svasata sì. Ma se devi comprare tutta l’attrezzatura da zero forse non conviene.

Ti assicuro che trovare delle viti con inserto a croce e con filettatura su metà della sua lunghezza non è proprio semplice. Insomma l’inserto a croce è più un miraggio che un vero punto di forza di questo kit.

Ho deciso quindi di mandarlo indietro e di provare il kit della Kreg.

Kit pocket hole della Wolfcraft
Kit pocket hole della Wolfcraft

Kit pocket hole della Kreg

Il kit della Kreg Junior R3 a mio parere è ideale per un fai da te amatoriale. Spesso non si capisce dagli annunci su Amazon ma nel kit sono già presenti delle viti di diversa lunghezza e diverso passo.

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La Kreg produce delle viti particolari proprio per questo kit. Hanno un inserto quadrato che garantisce una maggior tenuta durante la foratura e hanno tutte le caratteristiche per ottenere una buona giunzione.

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Esistono anche altri kit della stessa casa per lavori ancora più amatoriali e semplici come il kit mini, oppure il kit con il vano di bloccaggio per una maggior praticità di lavoro.

Kit pocket hole della Kreg
Kit pocket hole della Kreg

Come creare una giunzione con il kit della Kreg

Lo ammetto.

Ho letto le istruzioni, visto dei video tutorial e creato delle giunzioni di prova.

Mi sono comunque servite una dozzina di giunti fatti male per capire come utilizzare bene il kit.

Da dove iniziare?

La prima cosa da fare è misurare lo spessore del pezzo. Immagina di dover collegare due travi da 19 mm di spessore. Questa misura corrisponde a 3/4 di pollice nella misura americana.

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Tutte le misure sul kit Kreg sono in pollici…dannati Yankees!

Per convertire i pollici in mm puoi usare il sito metric-conversion dove puoi anche inserire le frazioni direttamente.

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Regolare la dima e la punta

Bisogna ora regolare il kit per il foro. La dima di plastica si regola facendo scorrere le guide laterali fino a segnare la giusta misura dello spesssore.

Per regolare la profondità di foratura invece si deve usare la scatola che contiene tutto il kit. Si inserisce il collare nella punta, in modo che possa scorrere liberamente e poi si incastra la punta nell’alloggiamento nella scatola.

La parte superiore del collare (la parte verso la punta tagliente) deve essere allineata con la misura dello spessore del pezzo di legno da forare. A questo punto si blocca il collare serrando la vite esagonale con la chiave a brucola fornita nel kit.

Ora sia la dima sia la punta sono regolati per fare un foro a tasca su un pezzo di legno da 19 mm di spessore.

Fin qui tutto ok.

Ora viene il bello.

Regolazione della dima Kreg per uno spessore di 19 mm
Regolazione della dima Kreg per uno spessore di 19 mm
Regolazione della punta Kreg per uno spessore di 19 mm
Regolazione della punta Kreg per uno spessore di 19 mm

Forare il legno usando la dima

Per forare il legno devi “saldamente” fissare la dima al pezzo di legno. Nel video all’inizio del post hai visto che ho usato due semplici pinse ancorate un pò alla buona e la dima rimare fissa sul legno…più o meno.

La Kreg vende una speciale pinsa che si incastra perfettamente nel disco piatto sulla dima per una presa ottimale. Un altro modo è quello di avvitare la dima al pezzo di legno. Basta togliere il disco di plastica e avvitare una vite che blocca la dima sul legno.

Dopo tante prove e non volendo aspettare l’arrivo della pinsa Kreg, devo dirti che questo metodo è molto valido. L’unico contro è che rimane a vista il buco della vite sul pezzo di legno

Fissata la dima si inserisce la punta e si aziona il trapano alla massima velocità prima di toccare il legno. Una volta che il collare arriva a battuta con la dima, il foro è bello che pronto.

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Attenzione a non chiudere i buchi superiori della dima che servono a far uscire il truciolo durante la foratura.

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Fori a tasca e foro piccolo centrale per fissare la dima Kreg senza usare la pinsa
Fori a tasca e foro piccolo centrale per fissare la dima Kreg senza usare la pinsa
Foro di uscita del truciolato nella dima Kreg
Foro di uscita del truciolato nella dima Kreg

Avvitare la vite nel foro inclinato

Preparato il foro non resta che unire i pezzi di legno.

Ricorda di fissarli bene con delle pinse altrimenti si muoveranno mentre avviti le viti. La Kreg vende anche una speciale pinsa frontale per fermare due pezzi di legni perpendicolari.

Che vite scegliere?

La lunghezza della vite dipende dallo spessore del secondo pezzo che vuoi collegare. Non dipende dallo spessore del pezzo dove sono i fori a tasca. 

Questo passaggio non è molto chiaro e ho dovuto studiare l’argomento più volte per capirlo.

Quindi se il pezzo di legno che vogliamo collegare è spesso anche lui 19 mm, useremo delle viti da 32 mm. Nel kit c’è una tabella che indica che vite usare in funzione dello spessore del legno.

Sezione di un foro a tasca con vite Kreg
Sezione di un foro a tasca con vite Kreg

L’ultimo dettaglio della vite dipende dal tipo di legno. Se si tratta di un legno morbido (e.g. abete, pino) allora devi usare delle viti con filettatura grossa, se il legno è duro (e.g. pioppo, faggio) allora usa viti con filettatura fine.

Imposta la velocità dell’avvitatore molto bassa inizialmente per non danneggiare il legno e usando l’inserto lungo, avvita la vite nel foro a tasca.

Fatto!

Ovviamente in funzione di quanto sono grandi i legni da collegare puoi usare da 1 a quanto fori a tasca vuoi per assicurare la giusta resistenza della giunzione.

In questo video viene riassunto tutto quello che ti ho appena spiegato…sorry only in english.

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Consigli e suggerimenti

Una considerazione finale riguarda le venature del legno. Se non sei un mastro Geppetto, anche tu non sarai familiare con questi concetti.

Avvita la vite dalla parte della “carne” del legno. Se stai facendo una giunzione ad angolo, la vite deve entrare nel legno allontanandosi dall’angolo. In questo modo avrà più legno intorno per assicurare una giunzione forte e solida.

Fissa bene la giunzione prima di avvitare. Anche io all’inizio pensavo di tenere i pezzi uniti con le mani e nel frattempo avvitare. Sì, si può anche fare. Ma ti assicuro che non riuscirai a fermare quel movimento di rotazione mentre la vite penetra nel legno e ti troverai con i pezzi di legno non perfettamente perpendicolari tra loro. Usa sempre delle pinse come suggerito anche da Legnofilia.

Valerio a lavoro nel furgone camperizzato con il kit della Kreg
Valerio a lavoro nel furgone camperizzato con il kit della Kreg

Conclusioni

La tecnica dei fori a tasca è molto comoda per unire delle travi o pannelli di legno e creare delle solide giunture.

Abbiamo deciso di usare questa tecnica per creare l’arredamento interno del furgone camperizzato, perché ci è sembrata la soluzione più pratica, veloce ed economica.

Kit pocket hole della Kreg disponibile su Amazon

Il kit che usiamo quotidianamente è il kit della Kreg Junior R3. Super consigliato e con le istruzioni in questo post non dovrai impazzire a capire come usarlo.

Un indovino mi disse: un viaggio nel sud-est asiatico tra stregoni e popoli dimenticati

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

Una volta un indovino mi disse: «Se vuoi vivere, non prendere aerei per un anno!»

Tu cosa faresti?

Se lavorassi in ufficio tutti i giorni e non fossi un accanito viaggiatore magari non ti farebbe né caldo né freddo.

E poi, in fondo, non sei così superstizioso e non credi in queste cose.

Ma se viaggiare fosse il tuo mestiere?

Se prendere un aereo fosse parte della tua routine lavorativa?

Beh, allora ci penseresti un attimo di più!

Questa è la premessa del libro Un indovino mi disse di Tiziano Terzani.

Una avventura nel sud-est asiatico…senza aerei

Nel ’76 il giornalista Terzani si ritrova per caso da un indovino a Hong Kong che gli dice:

«Nel 1993 correrai un grave pericolo! Non prendere aerei…non prendere aerei per tutto l’anno».

Terzani è un giornalista e viaggia spesso in pericolose zone di guerra, alternando aerei ed elicotteri come mezzi quotidiani per spostarsi.

Ma lui non si dimentica di quella profezia e 15 anni dopo, più per gioco che per paura, decide di dare un svolta drastica alla sua vita:

Non prendere aerei per un anno interno! 

Il suo datore di lavoro acconsente a questa sua stravagante richiesta di spostarsi solamente per mare e per terra. Per muoversi utilizza treni, pulman, taxi, battelli e navi container…qualsiasi mezzo purché non voli.

“Tutto è diventato così facile oggi che non si prova più piacere per nulla. Il capire qualcosa è una gioia, ma solo se legato a uno sforzo.”

Tiziano Terzani

Terzani racconta il suo viaggio da reporter che dalla Thailandia lo porta ad attraversare il Vietnam, la Cambogia, la Birmania, l’Indonesia, il Laos fino alla Cina e alla Mongolia.

Il tempio del Buddha sdraiato a Bangkok
Il tempio del Buddha sdraiato a Bangkok

Sei mai stato in questa zona del mondo?

Nel 2013 io e Giulia siamo stati in viaggio in Thailandia per quasi un mese. Siamo stati nella caotica Bangkok, nelle meravigliose isole nel Golfo della Thailandia e poi al nord fino al confine con la Birmania.

Leggendo il libro mi sono sentito catapultato nuovamente in quel paese.

“Bangkok, sporca, caotica, appestata, dove l’acqua è inquinata e l’aria è carica di piombo, dove una persona su cinque non ha una vera casa, una su sessanta – inclusi i neonati – ha il virus dell’AIDS, una donna su trenta si prostituisce e ogni ora qualcuno si uccide.”

Tiziano Terzani

Mi ha fatto ricordare quegli odori e quelle sensazioni. Quel contrasto tra antico e moderno, povero e ricco. Quella sensazione di umido e appiccicoso delle tipiche giornate tropicali alternata al profumo dell’aria fresca durante lo sgrullone di pioggia pomeridiano.

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Attraversare i confini a piedi: inusuale anche negli anni ’90

Io non ho mai attraversato un vero confine a piedi. Ok, è vero, ogni volta che viaggiamo in macchina in Europa si attraversano i confini ed in Svizzera, in teoria, c’è anche la dogana con possibile controllo dei documenti.

Per vera frontiera intendo attraversare il confine tra la Thailandia e la Birmania, tra il Vietnam e la Cambogia, o tra la Cina e la Mongolia.

Ecco, quelli sono veri confini, conquistati con il sangue solo pochi anni fa.

“Appena si decide di farne a meno, ci si accorge di come gli aerei ci impongono la loro limitata percezione dell’esistenza; di come, essendo una comoda scorciatoia di distanze, finiscono per scorciare tutto: anche la comprensione del mondo.”

Tiziano Terzani

Terzani racconta il passaggio da un paese all’altro come un vera avventura. Pericolosa e insicura. Perfino la polizia di confine rimane stupita nel vedere un turista al confine invece che in aeroporto.

Stregoni, astrologi e veggenti…tu ci credi?

In ogni luogo che visita, Terzani continua a farsi predire il futuro dai “migliori veggenti” che incontra.

In Oriente c’è una relazione con il mondo dell’occulto e dello spirituale che è completamente diversa rispetto ai nostri standard.

Tutti consultano il proprio indovino di fiducia: dalla contadina che vuole avere una previsione del prossimo raccolto fino all’architetto nella grande città che vuole compiacere gli spiriti locali.

Mae Hong Son al confine tra Thailandia e Birmania
Mae Hong Son al confine tra Thailandia e Birmania

Terzani si ritrova così in posti e situazioni assurde. Di quando ti lasci andare durante il viaggio e allenti quella diffidenza verso il prossimo e ti ritrovi in una capanna in mezzo alla steppa a farti leggere il futuro da uno stregone che cerca le risposte nelle venature della scapola di una pecora appena sacrificata.

“Mi piaceva considerare l’occulto una possibilità non una certezza. Volevo restare con il dubbio, non diventare un credente.”

Tiziano Terzani

Nel Marzo del ’93 succede poi una cosa inimmaginabile (forse non per l’indovino di Hong Kong).

Un elicottero delle Nazioni Unite, che Terzani avrebbe dovuto prendere come corrispondente di Der Spiegelsi schianta in Cambogia.

Forse la previsione dello stregone cinese non era proprio campata in aria allora 🙂

Tu credi nell’occulto?

Io no! Non credo nell’astrologia né in strani riti magici. Ti assicuro però che le avventure e le vicende che Terzani racconta in Un indovino mi disse sono un misto tra affascinante e spaventoso. Ti lasciano il profondo desiderio di fare i bagagli ed esplorare quella parte del mondo.

Chi è Tiziano Terzani?

Classe 1938 nasce a Firenze, Tiziano Terzani, giornalista e scrittore italiano.

Si laurea in giurisprudenza nel ’61 a Pisa e poi in Affari internazionali a New York. Durante la sua carriera universitaria, non smette mai di viaggiare in tutto il mondo. Dal Sud Africa all’Australia, dalla Cina all’India.

“La storia esiste solo se qualcuno la racconta.”

Tiziano Terzani

Nel ’72 il settimanale di Amburgo Der Spiegel gli offre un contratto da freelancer per coprire il sud-est asiatico come reporter. Nel 1980 si stabilisce in Cina come primo corrispondente di una rivista occidentale.

Durante la sua carriera scrive per il Messaggero, la Feltrinelli e l’Espresso e la Repubblica. Trascorre gran parte della sua vita viaggiando ed esplorando l’India e l’Asia.

Hai fatto 30…

Se sei arrivato a leggere fin qui significa che la storia ti ha veramente affascinato e coinvolto.

Un indovino mi disse disponibile su amazon.it

La mia è stata solo una blanda recensione del libro Un indovino mi disse.

Se ti sono piaciute le storie, gli aneddoti e l’atmosfera che questo libro suscita, ti consiglio di aggiungerlo al tuo scaffale personale.

6 utensili da lavoro base per camperizzare un furgone

6 utensili da lavoro

Per convertire un furgone in un camper non bastano la voglia di mettersi in gioco e la pazienza…se non hai i giusti utensili da lavoro non vai da nessuna parte.

In questo articolo ti voglio consigliare quelli che per me sono gli attrezzi fondamentali per lavorare su un furgone/camper.

Io sono sempre stato uno smanettone e un appassionato di fai da te.

Ma dai? 🙂

Purtroppo non ho mai avuto un mio garage con tutti gli utensili da lavoro e gli attrezzi sistemati e soprattutto non ho mai lavorato ad un progetto così grande come la costruzione di un camper.

Solo ora mi rendo conto di quanto la giusta attrezzatura faccia veramente la differenza tra un lavoro fatto bene e un lavoro appena decente.

Ho voluto riportare in questo articolo quali sono secondo me i 6 utensili da lavoro fondamentali per un lavoro fai da te sul camper:

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Indice degli argomenti

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1 – Avvitatore

Un avvitatore elettrico a batterie è l’attrezzo da lavoro fondamentale.

Puoi usarlo come un trapano per creare fori o per avvitare e svitare viti.

Inserendo una testa dedicata puoi trasformarlo in qualsiasi attrezzo e usarlo per levigare, scartavetrare, svasare ecc ecc

Qualsiasi avvitatore di buona fattura va bene…

non serve il top di gamma.

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Consigli?

Compra tutti gli attrezzi elettrici di una stessa marca in modo da poter usare le batterie su più utensili.

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Noi usiamo un avvitatore della Dexter e uno della Makita, ma stiamo pensando di prendere un avvitatore della Einhell in modo da poter usare la stessa batteria del seghetto alternativo.

Altre buone marche come Bosh e Black&Decker sono valide alternative.

Avvitatore e trapano a batteria
Avvitatore e trapano a batteria

Batterie

Il punto critico è la quantità e la qualità delle batterie.

Capita spesso che iniziamo a smanettare sul furgone per ora di pranzo, convinti di avere tutto il pomeriggio per finire un lavoro.

Come no!

Dopo qualche ora però le batterie dell’avvitatore si scaricano completamente e dobbiamo per forza fermarci.

Ti consiglio almeno due batterie e il più potenti possibile.

Usiamo delle batterie da 2 Ah e per l’uso che ne facciamo non sono abbastanza. Siamo seriamente pensando di prendere le batterie della Einhell da 4 Ah per avere molta più autonomia durante i lavori.

Set di batterie per utensili elettrici
Set di batterie per utensili elettrici

Inserti

Un buon set di inserti per avvitatore permette di lavorare con qualsiasi vite.

Io non lo sapevo ma ogni tipo di vite (e.g. a croce, spaccata, torx, ecc) può avere diverse dimensioni.

È fondamentale usare sempre il giusto inserto (stesso discorso per cacciaviti e chiavi) per una determinata vite.

Punte e inserti per avvitatore
Punte e inserti per avvitatore

2 – Seghetto alternativo

Il seghetto alternativo è il secondo utensile elettrico fondamentale per la conversione del nostro furgone.

Per i lavori sull’allestimento interno del camper, ci ha permesso di tagliare velocemente ogni tipo di materiale: dal legno al metallo della lamiera del furgone.

Usiamo un seghetto alternativo a batterie della Einhell con batterie da 2 Ah.

Stesso discorso per le batterie dell’avvitatore…

più potenti sono e meglio è!

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Ma seghe a mano?

🙂 battute a parte…

sí perché no!

Ho personalmente provato la sega a mano giapponese Ryoba ed il taglio è sicuramente più pulito rispetto a uno strumento elettrico. Ovviamente fatichi un pò di più ma non hai problemi di batterie!

Alla fine penso sia una scelta personale ma entrambe sono ottime soluzioni.

Unica raccomandazione: NON usare prodotti scadenti. 

Avevamo un vecchio seghetto in cantina, acquistato anni fa in un negozietto cinese per pochi euro…

NO COMMENT!!

La differenza tra un giocattolino da 10 euro e un utensile di una marca famosa anche di 60 euro è imbarazzante.

Se devi fare tre tagli un pomeriggio…ok, forse può andare.

Ma se lo devi usare per lavorarci continuamente…

vai su marche note e avrai uno strumento affidabile.

Seghetto alternativo della Einhell (sulla sinistra) e cinese (sulla destra)
Seghetto alternativo della Einhell (sulla sinistra) e cinese (sulla destra)

Lame

A seconda di cosa devi tagliare ricordati di usare diverse lame per il seghetto.

Noi abbiamo usato un kit di lame da legno e da metallo durante l’isolamento termico del furgone.

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Fai attenzione a quando fai delle curve con il seghetto. Le lame sono flessibili ma oltre un certo valore si spezzano.

Per tagliare la lamiera del Ducato e inserire i pannelli isolanti abbiamo spezzato 3 lame nel giro di 10 minuti.

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3 – Set di chiavi

Un kit di utensili da lavoro deve sempre includere un buon set di chiavi.

Un set di cacciaviti con diverse punte e un set di chiavi a brucola sono un “must to have” per qualsiasi lavoro di fai da te.

Le chiavi a bussola sono sempre utili quando si lavora su un furgone/camper perché permettono di smontare/montare i bulloni già presenti sul veicolo.

Quando abbiamo smontato gli interni del nostro furgone abbiamo usato le chiavi a bussola e il cricchetto per smontare i sedili e le cinture di sicurezza.

Ti consiglio di acquistare prodotti affidabili e duraturi.

Lascia stare set di chiavi a meno di 10 euro. Quando la testa del cacciavite si spana come fosse burro…

bhè sai cosa succede a quel punto vero? 🙂

Set di chiavi a cricchetto e cacciaviti
Set di chiavi a cricchetto e cacciaviti

4 – Taglierino

Un taglierino (o cutter) è un utensile da lavoro che avrai sempre tra le mani, qualsiasi lavoro tu stia facendo.

Dal tagliare i pannelli di polistirene per l’isolamento termico fino all’aprire il beccuccio della colla, il taglierino è quello strumento che deve sempre stare a disposizione.

Ti consiglio la versione a lama retrattile perché più comodo da maneggiare e anche più resistente del modello classico con lama a spezzare.

Taglierino e i suoi mille impieghi
Taglierino e i suoi mille impieghi

5 – Torcia

La torcia è per noi uno strumento indispensabile.

Lavoriamo sulla conversione del furgone soprattutto la sera dopo il lavoro…e ovviamente è buio.

Usiamo diverse torce nel van. La principale è una classica lampada da lavoro a batterie.

Produce una luce diffusa che permette una buona illuminazione della zona di lavoro.

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Il problema è che ci ritroviamo a cambiare le batterie troppo spesso e si sta rivelando molto costosa da mantenere.

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Molto meglio una lampada da lavoro con batterie al litio ricaricabili: si spende un pò di più inizialmente ma poi non hai problemi di sostituire sempre le pile.

Infine utilizziamo a volte anche la lampada della reflex per illuminare al massimo.

Torcia da lavoro e lampada LED per reflex
Torcia da lavoro e lampada LED per reflex

6 – Protezioni da lavoro

Come spesso accade la sicurezza sul lavoro è menzionata solo alla fine.

In realtà più ti addentri nei lavori fai da te e più ti accorgi di quanto delle semplici protezioni da lavoro siano fondamentali.

Ogni singola volta che saliamo sul furgone per lavorare ci mettiamo subito i guanti da lavoro.

Ormai è un automatismo.

Il fatto che alla fine della “sessione di lavoro” non hai le mani sporche credo sia il fattore principale.

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Lavorando con il legno eviti anche di prendere schegge nella mani, sei più protetto mentre maneggi con il taglierino e hai più presa sugli utensili da lavoro.

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Usando il seghetto alternativo è fondamentale indossare degli occhiali protettivi per proteggere gli occhi dalle schegge.

È buon abitudine usare anche una mascherina per proteggere le vie respiratoria, soprattutto quando si taglia il legno.

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La mascherina deve essere almeno di classe di filtrazione FFP2 per filtrare la polvere del legno.

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Guanti, mascherina e occhiali protettivi
Guanti, mascherina e occhiali protettivi

Conclusioni utensili da lavoro

Ovviamente in funzione del lavoro specifico che stai effettuando potresti avere bisogno di attrezzi più specifici.

Gli utensili da lavoro elencati in questa pagina sono però il kit base che stiamo utilizzando ormai da diversi mesi per convertire il nostro furgone in un camper.

Come ultimo attrezzo aggiungerei…il tuo smartphone.

Sì, hai capito bene.

Usiamo sempre un telefono nel van per aggiungere un punto luce con la torcia dello smartphone e per riprodurre della musica e rendere il lavoro più piacevole 🙂

Ci sono altri attrezzi che reputi fondamentali ma che non abbiamo incluso in questa lista? Lascia un commento qui sotto e facci sapere la tua opinione.

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